Lee Smith.
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Le ultime ragazze.
Parte 2.
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Titolo originale: The Last Girls.
Traduzione di: Gioia Guerzoni.
2003. Neri Pozza Editore, VICENZA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Le ultime ragazze.
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Miglio 437.2. Vicksburg, Mississippi. Luned 10/5/99. Ore 10,15.
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Sono sposata da sempre, pensa Catherine, stiracchiandosi
voluttuosamente nel grande letto della cabina, quel letto
che sembra infinito, o cos le pare adesso. Non riesce a
ricordare un periodo in cui non sia stata sposata, o almeno
non avesse un uomo. Ma, a essere sinceri, non ha mai deciso
davvero, in un senso o nell'altro. Gli uomini le sono capitati,
come le immagini che le si presentano nei momenti
e nei luoghi pi strani, quando sta facendo qualcosa di
completamente diverso, svuotando la lavatrice ad esempio,
e all'improvviso vede un'immagine nell'occhio della mente,
un triangolo, per esempio, poi una sedia fatta di triangoli,
e non pu fare altro che lasciar perdere la lavatrice o
qualsiasi altra cosa stia facendo, e andare a prendere il materiale
e incominciare a costruire quella sedia. Per tutta la
vita Catherine  stata assorbita, colta di sorpresa: dai mariti,
dai figli, da immagini e idee, dalla vita stessa.
Durante il viaggio in chiatta, per esempio, era concentrata
sul suo fidanzamento o, per essere pi precisi, sull'idea
del fidanzamento. Era molto pi interessata alla storia
d'amore con Howie che al fiume, o al viaggio stesso. Non
le fregava niente di Mark Twain, che le ricordava l'odiato
zio Walt, un legislatore ostruzionista dell'Alabama. Si dedicava
all'abbronzatura che avrebbe sfoggiato alla festa di
fidanzamento al club, organizzato dai genitori di Howie. A
quello scopo, si spalmava ogni giorno sul corpo un miscuglio
speciale di olio per bambini e iodio, poi si stendeva
sulla chiatta ad arrostire per bene, prima da un lato, poi
dall'altro. Cronometrava i tempi di esposizione proteggendosi
gli occhi con batuffoli di cotone bagnati, in modo che
non le venissero le piccole rughe agli angoli. Se li toglieva
un attimo solo per controllare l'ora o contemplare il suo
anello di fidanzamento nuovo di zecca, con il diamante
squadrato che luccicava al sole mentre il fiume scorreva.
Si sentiva una sorta di creazione di se stessa. Sua madre
- la bellissima Mary Bernice - aveva instillato in Catherine
e nelle sorelle minori l'idea che lo scopo del college fosse
quello di sposarsi il pi in fretta possibile, e fu un sollievo
per tutti quando Catherine raggiunse quell'obiettivo. In
realt, il concetto racchiuso in quella frase, il pi in fretta
possibile, sembra aver uniformato l'intera vita di Catherine.
Gli avvenimenti si sono susseguiti a raffica, senza mai
una pausa fino a ora - che  in menopausa, appunto, ironia
della sorte.
Catherine si alza su un gomito per guardare fuori dalla
finestra che d sulla lunga distesa marrone del fiume, poi
la pallida linea di alberi verdi, quindi il cielo azzurro. Tre
linee: marrone, verde, azzurro, che proseguono all'infinito
incorniciate nella finestra.
L'orizzonte le ricorda le estati che passava alla fattoria
di China Hill con Wesley, quando erano bambini, in visita
ai nonni. Dorothy e Frances non ci andavano mai, erano
troppo piccoli. Ma a Catherine piaceva da pazzi. Era
tutto diverso l, pi lento, come se appartenesse a un'altra
epoca. Per esempio, la nonna non si vestiva fino a mezzogiorno,
il nonno impiegava dieci minuti ad accendere la
pipa, e Sunshine impiegava ore a cucinare la cena nell'enorme
cucina con il pavimento di pino. Si mangiava alle
tre del pomeriggio. Dopo ci si doveva coricare davanti a un
ventilatore, in estate, o su un pagliericcio davanti al camino
in inverno.
Catherine si vede a China Hill come in una vecchia foto
virata a seppia in un album sul fondo di un baule nella soffitta
di una vecchia, vecchissima casa. Nella fotografia lei e
Wesley sono ripresi di spalle e si tengono la mano camminando
nei boschi, come i bambini di una fiaba. Sono piccolissimi,
e gli alberi enormi si inarcano su di loro. Indossano
salopette identiche e cappelli di paglia e stringono in
mano le canne da pesca preparate dal nonno, anche se nella
foto non si vedono, come non si vede il fiume Coosa al di
l degli alberi. I nonni hanno detto loro di andare fuori,
come dicono tutte le mattine, senza suggerire cosa potrebbero
fare, a differenza di Birmingham, dove tutti i giorni ci
sono lezioni di piano, di matematica, di ballo e in pi i
compiti da fare. L alla fattoria possono fare quello che
vogliono, basta che tornino quando Sunshine suona la
campana. A volte vanno in giro a dorso di mulo, altre camminano
fino all'incrocio di Dodson per gustare un'aranciata
Nehi e una caramella gratis da Sis Puckett, che mastica
tabacco come un uomo e non vuole sentire stronzate da
nessuno. A volte prendono l'altra strada, lungo il fiume
sul Sentiero Scuro, fino al ponte a traliccio della ferrovia, e
salgono la ripida sponda fino alla ragnatela di acciaio che
si piega ad arco sul fiume, dove si tengono ben stretti, battendo
i denti, mentre il Dixie Special ruggisce sopra le loro
teste.
Hanno anche costruito una casa su una piccola lingua
di terra davanti al fiume. E una casetta di carta catramata
e compensato, e come tetto c' un vecchio pezzo di lamiera
che hanno trovato sulla strada e trascinato fin l. La
pioggia che tamburella sul tetto ha un suono meraviglioso,
e per Catherine  il pi bel ricordo dell'infanzia, seduta con
Wesley sul vecchio sedile d'automobile a guardare la pioggia
abbattersi in schizzi e vortici sull'acqua e in raffiche tra
i salici lungo la sponda. Il viso di Wesley era piccolo, intelligente
e appuntito come quello di una volpe. Avevano
sedici mesi di differenza, gemelli irlandesi li definiva Mary
Bernice. Catherine era pi alta, anche se Wesley era il
maggiore. In un angolo della casa sul fiume c'era una cassapanca
dove tenevano l'attrezzatura artistica di Wesley e i
tesori strappati al fiume: una collana di filigrana d'argento
intrecciata con l'erba; una tazza e due piatti di latta; una
scatola di pelle con le iniziali E. E. M. in rilievo sul coperchio;
vecchie monete; una statuetta di porcellana bianca
raffigurante una donna giapponese; e il pezzo migliore, un
piede di legno che a Catherine piaceva rigirarsi tra le mani.
Nella casa sul fiume fumavano le sigarette di Sunshine e
bevevano crme de menthe rubata dalla dispensa. Catherine
sapeva che non avrebbe mai pi amato nessuno quanto
Wesley, mai.
A ogni visita alla fattoria andavano alla casa sul fiume,
da quando l'avevano costruita - Catherine aveva otto anni
- fino ai dodici anni, l'anno in cui tutto cambi. Aveva
piovuto tutto il mese di giugno, e il fiume si era cos
ingrossato da coprire le basi nodose dei cipressi e dei salici
e persino la grossa roccia rotonda; l'acqua era tanto alta che
lambiva persino la casa sul fiume, con un'onda spumosa
simile a cioccolata calda con panna.
Non pensi che dovremmo portare fuori tutto? grid
Catherine a Wesley nel frastuono della pioggia sul tetto.
Stava gi per sollevare la cassa dei tesori, ma Wesley scroll
il capo.
Se va, va, disse in tono piatto, guardando l'acqua che
trascinava enormi tronchi e rami. Poco prima avevano visto
la cuccia di un cane che vorticava nel fiume come una
trottola. Poi Wesley aveva strizzato gli occhi e in un attimo
era fuori nella pioggia e, tenendosi a un salice, si chinava
per recuperare qualcosa dalla corrente spumosa.
Cos'? grid Catherine nella pioggia, mentre lui ritornava
nella casetta stringendo al petto una scatola gocciolante.
Cos'? chiese di nuovo.
Una cappelliera, stupida. Ultimamente tra loro si era
creata una distanza che le spezzava il cuore.
Cosa c' dentro?
E che ne so?
Wesley appoggi la scatola a terra, estrasse il suo nuovo
coltellino e incominci a tagliare lo spago in cui era stata
avvolta.
Guarda quanti nodi, disse Catherine con ammirazione.
Wesley tagli l'ultimo pezzo di spago, apr il coperchio
e lo richiuse subito, con uno sguardo che Catherine non gli
aveva mai visto prima.
Cos'?
Wesley scroll il capo.
Voglio vedere. Tocc la scatola.
Senti, Catherine, non puoi vedere. Torna a casa, okay?
Arrivo tra un attimo.
Dai, Wesley! insistette lei, tentando di prendere la scatola.
Dannazione, Catherine, piantala. Vai, esci di qui,
okay?
No. Lott con Wesley finch la scatola non gli scivol
dalle mani e cadde a terra; il coperchio si ribalt e un
neonato rotol fuori in un fiotto di acqua rosso sangue.
Oh, Dio. Catherine sent una specie di lenta scossa
elettrica pervaderla come un'ondata. Si sedette a terra chinandosi
per osservare il neonato.  una femmina.
Merda, disse Wesley.
Dobbiamo dirlo a qualcuno. Catherine si alz. Il
rombo della pioggia sul tetto la stava facendo impazzire,
doveva gridare perch lui la sentisse.
No, grid Wesley e, prima che lei potesse fare qualcosa,
raccolse il piccolo cadavere e lo lanci nel fiume in piena,
dove subito dopo fin anche la scatola. Andiamo,
disse, uscendo nella pioggia. Visto che non ritornava, dopo
qualche minuto anche Catherine lo segu.
Non lo dissero mai a nessuno.
La primavera successiva, a colazione, il nonno ebbe un
colpo apoplettico. Era la domenica di Pasqua e lui e la
nonna erano andati a trovarli a Birmingham. Per una strana
coincidenza, quel mattino Catherine ebbe le prime mestruazioni,
ma nella foga generale dell'emergenza non c'era
nessuno che le spiegasse come mettere il Tampax. Alla fine
ci arriv da sola, ma quando usc dal bagno sua madre era
gi andata in ospedale con l'ambulanza che portava il
nonno a sirene spiegate, e la nonna stava singhiozzando sul
divano di cavallino nell'enorme salone d'entrata pieno di
vicini di casa. Nella mente di Catherine, da allora la vita
non aveva mai rallentato. Quando il nonno mor, nella tarda
primavera, la fattoria fu venduta, in modo che la nonna
potesse andare a stare con loro a Birmingham, un grosso
errore dato che non faceva altro che stare alla finestra a
piangere, senza mai vestirsi.
Da adolescente, Catherine era stata il tesoro di suo padre
e la rovina di sua madre. Era una ragazzina disordinata,
pigra, con la testa tra le nuvole, parlava sempre al telefono
e usciva con i ragazzi sbagliati. Aveva voti alti nelle
materie artistiche e scarsi in tutto il resto e sfidava sua
madre con metodi meschini e scandalosi. Alla fine, esasperata,
Mary Bernice la sped al St. Anne, in Virginia, sulla
scia di Wesley che era stato iscritto poco prima all'accademia
militare Harmon, dove avrebbero dovuto fare di lui
un uomo, cosa che ovviamente non accadde. Allora suo
padre accett di pagargli la scuola d'arte a Boston, perch
era ormai chiaro che non sarebbe mai diventato Phi Delta
all'Universit di Tuscaloosa, come lui, e nemmeno si sarebbe
laureato in legge.
Catherine sapeva che questo era uno dei motivi per cui
a suo padre era piaciuto tanto Howie, perch era un Phi
Delta alla Washington & Lee e potevano scambiarsi la
stretta di mano segreta. Russell aveva trovato spassoso quel
dettaglio quando lei gliel'aveva raccontato, e rideva tanto
che Catherine avrebbe voluto non averglielo mai detto; lei
lo trovava tenero, in un certo senso. Anche Howie era tenero,
in un certo senso, e in verit lei, in un certo senso, lo
aveva amato.
Catherine si stiracchia ancora, poi di nuovo.  bello
starsene sdraiati da soli in quel letto enorme. Sono gi le
dieci e mezzo. Russell si  vestito ed  uscito senza far
rumore. Be',  davvero premuroso, dannazione,  un peccato
che la stia facendo impazzire. Comunque  fantastico
che si stia interessando tanto alla guerra civile, visto che
non  nemmeno la sua guerra, essendo lui uno yankee, un
nordista, come gli ha fatto notare ieri.
Che cosa significa, che non  la mia guerra? le aveva
chiesto.
Be', lo sai... La voce di Catherine si era affievolita,
come le succedeva sempre quando non riusciva a trovare le
parole giuste.
No, non lo so. Cosa diavolo vuoi dire? Shelby Foote ha
detto che la comprensione degli Stati Uniti come nazione
dev'essere basata - e intendo davvero dire basata, ha sottolineato
- sulla comprensione della guerra civile. Russell
ha letto tutta la storia della guerra civile di Shelby Foote,
un sacco di voluminosi libri antichi, per prepararsi alla crociera.
Intendo solo quello che ho detto, che non  la tua guerra.
Non  mai stata la tua guerra. Tu sei uno yankee.  la guerra del Sud.
Russell era andato a prenderle un brandy con zucchero
e menta, ridacchiando e scrollando il capo. Pensa di essere
molto pi intelligente di lei. Anche i suoi altri mariti la
pensavano cos. Catherine ha sempre creduto che questa
loro convinzione vada tutta a suo vantaggio.
Almeno Russell ha accettato di partecipare da solo al
tour del campo di battaglia di Vicksburg. Di solito la costringe
a fare qualsiasi gita, anche la pi insignificante, con
lui, perch ha il terrore che gli venga un infarto mentre 
solo. Ma fortunatamente ha scoperto dall'elenco dei passeggeri
che ci sono ben 44 medici a bordo della Belle of
Natchez, un intero gruppo di dottori da Indianapolis. Sfortunatamente
sono otorinolaringoiatri, non cardiologi. Russell
adora i cardiologi. Ma Catherine gli ha ricordato che
tutti i medici hanno fatto pratica in cardiologia, a prescindere
dalla loro specializzazione.
Catherine lo sa grazie al suo secondo marito, Steve Rosenthal,
un medico che era al primo anno di internato quando
lei aveva portato suo figlio William al pronto soccorso,
dopo che era caduto dal portico tagliandosi la fronte. Sanguinava
tantissimo, e anche Catherine era a pezzi.
Il dottor Rosenthal era alto e scheletrico, con un viso
lungo, serio e piccoli occhiali rotondi da nonnetta che Catherine
non aveva mai visto addosso a un uomo. Pul la
fronte di William e premette sul taglio un pezzo di garza
impregnata di antisettico. Aveva tenuto William tra le braccia
mentre lo medicava, e lui, miracolosamente, aveva smesso
di piangere. All'improvviso Catherine aveva pensato che
non riusciva a ricordare nemmeno una volta in cui Howie
avesse abbracciato William o fatto qualsiasi altra cosa se
non uscire dalla stanza, quando il piccolo piangeva. Il dottor
Rosenthal le fece uno dei suoi sorrisi austeri. Star
bene. Ha un tessuto molto vascolarizzato, la testa. Ma 
meglio mettere qualche punto, lo far il dottor Erskine, il
chirurgo plastico. Forse dovr aspettare un po', ma ne vale
la pena. Non ha senso che gli rimanga una cicatrice.
Va bene, disse Catherine. Avrebbe risposto allo stesso
modo a qualsiasi proposta. Quando il medico le riconsegn
Will, Catherine not che il camice bianco era tutto insanguinato.
Oh, fece Catherine, d'istinto. Mi dispiace tanto.
Allung il braccio e gli tocc il colletto macchiato. Lui la
guard in modo strano - nessuno l'aveva mai guardata cos
prima di allora - con un'espressione intensa, affamata.
Vuole chiamare qualcuno?
No, fece lei, sorpresa di quanto fosse vera quella risposta.
Il pensiero di Howie la sfior e scomparve subito. Tra
di loro non funzionava, comunque. A lui era piaciuta la ragazza
noncurante del Mary Scott, che evidentemente non
si era trasformata nella moglie che lui si aspettava. Da
quando aveva avuto Will, in particolare, Catherine non
sembrava in grado di far funzionare le cose e nemmeno di
realizzare qualcosa, tranne giocare con Will, ovviamente.
Will era la cosa migliore che le fosse capitata fino a quel
momento. Il piccolo le succhi un dito mentre lei cominciava
a piangere, senza motivo.
Il dottor Rosenthal si schiar la gola e disse: Vorrei vederla.
Va bene, fece lei.
Poi a un tratto lui si chin e le diede un bacio leggero
sulla testa. Merda, devo essere impazzito, disse, prima di
girare sui tacchi e allontanarsi con i suoi passi giganteschi,
sgraziati, come un enorme uccello preistorico. Ore dopo,
quando il dottor Erskine ebbe terminato di mettere i punti
a William, Catherine torn a casa, lo mise a letto e and a
coricarsi accanto a Howie (che si era molto preoccupato,
davvero gentile, non c'era nulla che non andasse in lui). L,
a letto, Catherine pens di aver semplicemente inventato il
dottor Rosenthal, come inventava personaggi nel corso di
scrittura creativa.
Ma il mercoled mattina successivo, nel bel mezzo di un
acquazzone primaverile, lui si present alla porta, con i
capelli scuri appiccicati alla fronte, gli occhiali che gocciolavano,
porgendole un tarassaco. Sorpresa, le disse, sbigottito
anche lui; poi le sorrise.
Catherine aveva appena finito di allattare Will. Si sporse
dalla porta, guard a destra e a sinistra, poi afferr il dottor
Rosenthal per il bavero fradicio e lo trascin in cucina, dove
entrambi scoppiarono a ridere senza riuscire pi a fermarsi.
Ovviamente, quando la storia fu risaputa, Mary Ber-
nice, furiosa, convoc Catherine per un interrogatorio
ufficiale. Steve Samuel Rosenthal stava studiando medicina
all'Universit dell'Alabama grazie a una cospicua borsa
di studio. Suo padre faceva il macellaio a Buffalo, la madre
insegnava pianoforte.
Un macellaio! Mary Bernice rovesci la tazza di caff
sulla tavola. Oh, signore. Fronsie! Fronsie provvide a ripulire.
Non ce la farai, disse Mary Bernice a Catherine. Non
avrai nessun aiuto. Avrai una vita durissima, perch io, personalmente,
non ti dar un soldo. Non un centesimo. Hai
capito, Catherine?
Sissignora. Catherine teneva William in braccio. Il
sole entrava dalle Finestre aperte nella casa di sua madre. Le
scaldava la testa, come se qualcuno vi avesse appoggiato
una mano.
Dovrai lasciare la Junior League, disse Mary Bernice.
Non ci sono mai entrata. Catherine aveva gi lasciato
la casa in cui stava con Howie e si era trasferita con Stevie
nella residenza per studenti sposati, anche se non potevano
sposarsi, ovviamente, finch lei non otteneva il divorzio.
Catherine faceva saltellare William sulle ginocchia, canticchiando.
Cosa penser la gente? disse Mary Bernice, quasi a se
stessa. Il campanello suon e Fronsie and alla porta; si
sentirono delle voci, e poi la richiuse. La casa era silenziosa,
ovattata, confortevole. Sul tavolo della sala da pranzo
luccicavano i candelabri d'argento. Catherine e Steve non
avrebbero avuto argenteria in casa, visto che lei aveva lasciato
tutto, anche le porcellane, a Howie.
Ho sempre saputo che mi avresti portato alla tomba.
Mary Bernice sembrava quasi compiaciuta.
Grazie a Dio, le sorelle pi piccole si erano sposate,
quindi alla fine Mary Bernice si raddolc, anche se non accett
mai del tutto la scelta di Catherine. Sembrava persino
che le facesse piacere far visita ai bambini, che arrivarono
puntuali ogni due anni, piccoli dai capelli scuri e ricci
che non assomigliavano per nulla alla madre. I piccoli ebrei
di Steve, li chiamava Catherine, che allattava Amanda
e contemporaneamente cambiava i pannolini a Page,
mentre il biondo William cavalcava solennemente la sua
bicicletta rossa in cortile. Mary Bernice non sopportava di
vedere Catherine mentre allattava. Perch non usava il
biberon? Persino i neri usavano il biberon ormai. Mamma,
potresti tenermi Amanda solo per un secondo mentre
prendo un'altra spilla? chiese Catherine un giorno. Mary
Bernice obbed, ma si raddrizz bruscamente quando Amanda
sbav sulla sua spalla e la rese subito a Catherine.
 troppo per me. Vado a casa, annunci e si allontan a
grandi passi facendo un'ampia deviazione intorno allo
spruzzatore che creava un arcobaleno. Tuttavia Mary Bernice
pag sempre il lavaggio dei pannolini e arriv persino
a fare affidamento su quel genero cos serio, l'unico che, a
differenza di tutti gli altri, l'ascoltava attentamente. Dichiar
che era in gamba, e cominci a chiamarlo il nostro psichiatra.
Catherine non si preoccupa nemmeno di tenere in
ordine la casa, confidava Mary Bernice alle sue amiche. E
al nostro psichiatra non importa. Anzi, Steve adorava
vedere la moglie in cortile, circondata da piante e bambini,
i suoi e quelli dei vicini. Catherine aveva fatto mettere
tralicci e cancellate e aveva fatto costruire un vialetto di
cemento. Steve la incoraggi quando si mise a creare le
prime pietre a forma di cuore per il sentiero, poi quelle a
forma di sole, luna e gatto con le quali si sarebbe fatta un
nome. Ormai avevano quattro figli, cos comprarono una
grande, vecchia casa in periferia. L Catherine cre una
fontana usando sedili da trattore, fece il corrimano per il
portico con vecchie reti da materasso, costru dei tavoli con
porte antiche come base, gambe di ferro battuto e inserti
di piastrelle. Compr il cannello da saldatura e un forno.
Steve era spesso lontano. Aveva scelto di lavorare nell'ospedale
psichiatrico statale invece che nelle cliniche private,
certo pi redditizie. Si era specializzato nella cura della
schizofrenia. Era molto eccitato per le prove cliniche che
stava conducendo su un nuovo farmaco, la clozapina,
quando fu stroncato da un colpo d'arma da fuoco durante
una rapina alla stazione di servizio in cui si fermava sempre
a prendere un caff mentre tornava a casa. Al suo funerale
parteciparono pi di cinquecento persone, del tipo pi
diverso. Catherine ne conosceva ben poche. Quando tutto
fu terminato, pens che anche lei sarebbe morta. Ma non
fu cos. Doveva prendersi cura dei bambini, e lo fece nel
modo disordinato in cui faceva ogni cosa. I bambini si preparavano
la colazione da soli, da soli compilavano i moduli per i permessi. Andavano a scuola. Crescevano. Catherine
lavorava. Gli uomini arrivavano, poi sparivano. Poi incominci
a costruire quelle grosse donne di cemento con
vestiti e cappelli a mosaico. La gente le comprava a prezzi
astronomici. Un giorno arriv un avvocato di nome
Russell Hurt che le commission tre opere, tre delle sue
donne di cemento per il cortile d'accesso del suo nuovo
studio. Tre settimane dopo si trasfer da lei.
Ma la sua vita, persino la vita con Russell, le sembra
molto lontana adesso, nemmeno lontanamente reale rispetto
ai giorni in cui vagava per campi e boschi con Wesley,
quando erano bambini. Tutto grazie al fiume. Se chiude
gli occhi  ancora l, ed  mattina, mattina presto, ha le
scarpe da ginnastica bagnate di rugiada. Sente l'odore del
caprifoglio, fortissimo, mentre scavalca lo steccato; sente il
verso delle faraone nel bosco avvolto nella nebbia.
Catherine appoggia un gomito sul cuscino e si guarda
nello specchio che la notte prima Russell ha staccato dalla
parete e ha messo contro la sedia in fondo al letto, in modo
da potersi vedere mentre fanno l'amore, cosa che eccita
entrambi. Mi piacerebbe avere un video di questa scena.
Quante volte ha ripetuto questa frase, Russell? Quante
volte hanno fatto l'amore, negli ultimi dodici anni? Catherine
non riesce nemmeno a immaginarlo. E i suoi figli
non rimarrebbero scioccati, sconvolti, se lo sapessero? O
disgustati, come dicevano le ragazze? La cosa avrebbe
disgustato Johnny, il pi piccolo, di sicuro. Ma forse non
Amanda, pi sofisticata, che ha lavorato in Francia per un
anno prima di iscriversi a letteratura comparata (che diavolo
sar mai, e chi se lo sarebbe immaginato?) Di sicuro
disgusterebbe Page, che adesso ha due gemelli e un indaffaratissimo
marito avvocato a cui badare, e di certo anche
Will, che lavora nel campo immobiliare con suo padre.
Come Howie, Will lavora sempre. Howie non andr mai
in pensione, anche se  miliardario, ormai.
Guardandosi allo specchio, Catherine avvicina alla bocca
il grosso seno e si lecca un capezzolo, lo succhia per un
minuto per sentire quella piccola scossa - come una singola
nota di banjo - tra le gambe. Non era mai stata un'intellettuale
come Anna e Harriet, n organizzata come Courtney.
Era pi simile a Baby, anche se non lo sapeva quando
era al Mary Scott; allora pensava che Baby fosse scatenata,
senza nemmeno immaginare quanto un giorno sarebbe
diventata scatenata lei. Adesso  una scatenata donna di
mezza et. Oh, Catherine  felice di essere sposata con
Russell, che  ancora pronto a levare lo sguardo dal giornale
e fissarla finch non finisce di pulire la cucina e va da
lui, oppure a cancellare una partita di tennis pomeridiana
se gli viene voglia di lei e Catherine  disponibile.  disposto
persino a rimandare un doppio. A Catherine questo
piace. Come le  piaciuto avere intorno tutti quei figli,
vederli andare e venire, con gli amici e i cani e le scarpe
infangate e le felpe buttate a terra, il telefono che squillava
sempre, la TV accesa, il menu del pranzo scolastico appiccicato
al frigo, i biscotti da cuocere per la vendita di beneficenza.
Catherine adora i suoi figli, adora i nipoti, le piace
ancora mettere la tappezzeria da sola o spostare i mobili o
cucinare con niente. Le piacevano quelle liste che faceva
ogni giorno quando i bambini erano a casa, con tante, tantissime
cose da fare; adorava aggiungere voci a quegli elenchi
e spuntarle sapendo che ce ne sarebbero state sempre
altre, sempre pi cose ogni giorno, molte pi di quelle che
lei o chiunque altro avrebbe mai potuto fare. Non le importava.
Faceva quello che poteva ogni giorno, e poi beveva
un gin and tonic e dava da mangiare ai bambini e si
sedeva con loro a fare i compiti mentre Steve lavorava fino
a tardi. Catherine era prodiga di energie, generosa con le
sue giornate. C'erano tantissime giornate, gli anni scivolavano
via. Pi lavorava pi era felice. Disordinata, spontanea
ed esuberante, Catherine era completamente diversa
dalla fredda, elegante Mary Bernice e anche dalla madre di
Steve, la piccola, affettata Claudia Rosenthal.
In effetti, Claudia sopportava a malapena di andarla a
trovare, e una volta fece persino una piccola scenata dopo
la cena del Ringraziamento, quando, appollaiata sul divano
in salotto, si accorse che la tovaglia era storta. Non
potresti metterla a posto, cara? aveva chiesto a Catherine
che stava infilando ai bambini gli stivali da pioggia. Non
potresti tirarla un po' pi sulla sinistra, cara? aveva insistito
con una nota acuta d'isteria nella voce, e alla fine Catherine
si era avvicinata alla tavola e aveva dato uno strattone alla tovaglia.
Ma l'episodio rivelatore accadde quando Claudia insistette
per dare una mano dopo la nascita di Johnny, l'ultimo
figlio. Catherine si era svegliata durante la notte per
allattare il bimbo, chiedendosi come mai sentiva scorrere
l'acqua in bagno a quell'ora. Quando ebbe finito di allattare,
dopo il ruttino, rimise a dormire il piccolo e and in
bagno, socchiudendo gli occhi per la luce, e l trov Claudia,
nella sua logora camicia da notte bianca, che sfregava
le piastrelle con uno spazzolino da denti. Ciao, le disse
con dolcezza, alzando lo sguardo. Devi comprare lo sbiancante per le piastrelle.
Oh, signore, aveva esclamato Catherine, tornandosene
a letto. Meglio una donna bellissima che una donna
delle pulizie, aveva pensato in seguito, paragonando sua
madre a quella di Steve, anche se in altre occasioni l'aveva pensata diversamente.
Qualcosa di s le ricorda Mary Bernice, pensa Catherine
guardandosi allo specchio e protendendosi in avanti, con i
seni che penzolano, per studiarsi meglio. Stamattina ha
proprio la faccia di sua madre, come quella volta, anni fa,
in cui era cos arrabbiata con Will e aveva sentito la voce di
sua madre uscirle di bocca per pronunciare quelle parole
che lei e Wesley avevano detestato da bambini: Sai che
non la pensi davvero cos! Wesley si metteva a correre in
piccoli cerchi quando era infuriato con sua madre. Catherine
sorride, al ricordo.  un peccato che Johnny non abbia
mai conosciuto Wes, e che gli altri figli lo ricordino a malapena.
Si chiede se sia lei l'unica persona al mondo che
ricorda il suo compleanno: primo di novembre, Scorpione.
Ma in effetti assomiglia a sua madre molto pi di un tempo,
soprattutto intorno agli occhi. Catherine  determinata
a non scivolare mai nell'eufemismo come ha fatto alla
fine Mary Bernice, negando tutto, ricordando pochissimo,
rifiutandosi persino di conoscere la compagna di Wesley
che era venuta da San Francisco dopo la sua morte. Con
tutto quel trucco e con quella logora vestaglia di seta gialla
Mary Bernice sembrava grottesca, come la caratterista di
un vecchio film. Almeno pap aveva avuto il buon senso di
morire sul colpo in un campo da golf.
Catherine ha letto da qualche parte che non si amano
mai i genitori quanto i figli, il che  vero. Ma non  strano
quanto si litiga con loro, per anni, anche dopo che sono
morti? E non si ha mai l'ultima parola.
Catherine entra nel minuscolo bagno e apre l'acqua
della doccia, piacevole, calda, energetica, grazie a Dio. Si fa
uno shampoo e poi chiude gli occhi e lascia che l'acqua le
scorra sul corpo, sui seni, tra le gambe. Si insapona per
bene e si ferma all'improvviso sul seno sinistro. Cose questo?
Che diavolo ? Inspira a fondo, inarca la schiena e solleva
il seno in modo da poterlo tastare bene anche lungo il
lato sinistro, vicino all'ascella.  del tutto evidente. Non
riesce a credere di non averlo sentito prima.  colpa di
Russell, pensa, della sua costante presenza:  cos chiassoso,
la distrae. Ma non riesce a credere che neanche lui se ne
sia accorto e, oh, Dio, se le dovranno fare una mastectomia?
Il seno  cos importante per Russell. E se muore?
Due delle sue amiche sono gi morte di cancro al seno. La
questione non  perch lui si rende conto all'improvviso. La
questione  perch non lui Merda, merda, merda. Catherine
applica comunque il balsamo sui capelli, meglio essere presentabili
anche se stai morendo. E persino dopo che sei
morta. Oh, smettila. Forse  pi simile a sua madre di
quello che pensava. Istrionica. Ma questo nodulo  davvero
grosso, quasi come una palla da golf. Se avesse avuto il
seno pi piccolo l'avrebbe notato secoli fa. E Russell sar
in giro tutto il giorno per quella stupida gita. Catherine si
veste pi in fretta che pu, evitando lo specchio. Deve
incontrarsi con Harriet, volevano fare un giro in citt insieme.
Magari lo dir a Harriet. Attraversa in fretta la sala con
i tappeti a fiori, superando tutti quei ritratti di persone morte, morte, morte.
Me la ricordavo pi grande, Vicksburg, tu no? Harriet
si ferma per prendere fiato e guardare gi dalla lunga collina,
verso il fiume dove la Belle of Natchez  attraccata, accanto al casin Harrah.
S, no, cio, non mi ricordo quasi niente di Vicksburg.
Anche Catherine si ferma, incrociando le braccia per potersi toccare il seno.
Ruth ha suonato il corno quando abbiamo attraccato, dice Harriet.
Oh s, quel maledetto corno! Catherine si palpa il
seno. Adesso il nodulo, sollevato dal reggiseno, sembra enorme.
Ed  arrivato il sindaco, ti ricordi, e ci ha dato quei piccoli
portafortuna e quei bossoli della Guerra Civile, ho
ancora il mio a casa. Poi ci hanno offerto la cena in un
ristorante, focaccine e pesce gatto fritto, che mi ricordo
benissimo perch quella sera non abbiamo dovuto cucinare
sulla chiatta. E Ruth non aveva mai mangiato i pesci
gatto, aggiunge Harriet. Poi quei tizi dell'Associazione
Mississippi il giorno dopo, prima che partissimo, ci hanno
portato a vedere il modellino del fiume e ci hanno offerto
dei panini. Cos non abbiamo dovuto cucinare nemmeno il pranzo.
Il motivo per cui ricordi cos bene  perch non hai
avuto figli. Io mi sono bruciata intere parti del cervello,
dice Catherine. Il suo seno le sembra gi separato dal corpo.
All'improvviso lo immagina rotolare gi dalla collina e
poi ha la sensazione di perdere il proprio corpo pezzo a
pezzo, come se le varie parti stessero cadendo dal dirupo
per scomparire per sempre nel fiume, e lei non riesce a fermarle.
Oh, ma tu hai una famiglia cos bella, dice Harriet.
Ti invidio.
Non  il caso. A volte preferirei non averla proprio avuta, una famiglia.
Harriet si ferma e si volta, riparandosi gli occhi, fissando
incuriosita Catherine. Dici sul serio, vero?
Catherine annuisce, sempre tenendosi il seno mentre
continuano a salire sulla collina verso l'austero, antico palazzo
di giustizia, ora adibito a museo, che si trova sul punto
pi alto del promontorio. Nonostante l'imponenza, l'edificio
 malconcio come il resto di Vicksburg. In rovina.
L'erba si fa strada tra le lastre di marmo del portico, le colonne
sono striate di sporco. Per la vista  incredibile da
qui, un posto ideale per stare di vedetta. Non sorprende
che Vicksburg fosse cos strategica in guerra. Il nonno la
chiamava la guerra d'argento. Catherine e Harriet osservano
la citt che si estende ai piedi della collina fino al
fiume. Si alza il vento. Le nuvole scivolano creando macchie
nel cielo azzurro. Stare lass  come stare in cielo. Catherine
 nervosa, si sente esposta. Meglio andare prima che piova, dice.
L'interno del palazzo di giustizia  severo quanto l'esterno,
umido e tetro, con scalinate di ghisa che portano alla
sala del tribunale al primo piano. Harriet e Catherine salgono
e raggiungono un gruppetto riunito intorno a un elaborato
palchetto di ferro dove probabilmente sedeva il giudice.
L'assedio  avanzato centimetro per centimetro, sta
dicendo una donna anziana con la gonna a crinolina. Il
gruppo si protende in avanti per sentirla. All'inizio erano
a una distanza di cinque campi da calcio. Alla fine erano
cos vicini da potersi parlare. L'assedio dur quarantasette
terribili giorni. La sua voce bassa trema.
Oh, per carit! esclama una delle donne pi giovani
della Belle of Natchez rivolgendosi alla sua amica. La donna
indossa calzoncini corti, maglia e cappello a visiera in tinta
ricoperti di lustrini, e ha quel genere di acconciatura alla
moda, a fungo, che  semplicemente orribile. Non capisco
perch parlino tanto di questa dannata Guerra Civile.
Cio, anch'io sono del Sud - Knoxville  nel Sud, no? - ma
nessuno nella mia famiglia l'ha mai fatta tanto lunga. Non
lo capisco. La sua voce nasale contiene tutto il Tennessee
orientale: tempi duri. E un recente, fortunato matrimonio.
Senta lei! All'improvviso la piccola vecchia signora alla
guida del gruppo  su di lei, come un insetto. Mio padre
ha mangiato ratti durante l'assedio di Vicksburg! Ratti!
sibila con gli occhi velati e i denti gialli a pochi centimetri dal viso della donna.
Maledizione! La ragazza si allontana, raddrizza il cappello
ed esce in fretta dalla stanza con l'amica alle calcagna.
Si sente il ticchettio dei loro passi mentre scendono la scala di ferro.
Rosalie, vieni, su. Un'altra anziana signora in costume
la prende sottobraccio. Ratti! urla Rosalie con il viso contratto, furioso. Ratti!
Andiamocene. Catherine prende Harriet a braccetto e
scendono le scale, poi escono nella giornata incerta e ventosa.
Il palazzo di giustizia le d i brividi comunque, come
se stesse l sulla collina a giudicare, a guardare... a che scopo?
Tanto non vedi arrivare le cose peggiori. Scendendo la
collina, Catherine sostiene il seno come se fosse un calice
e, anche se pranzano ottimamente - ostriche fritte, insalata
di patate e buon vino - in un ristorantino che si chiama
The Biscuit, e chiacchierano di un sacco di cose, non dice
a Harriet del nodulo al seno. Non riesce a dirlo nemmeno
a Russell. Perch le sembra, dopo il secondo bicchiere di
vino, di aver gi ceduto quasi completamente il suo corpo
ai suoi figli e ai suoi mariti, e ora vuole riuscire a tenere per s quello che ne rimane.
...
.
...
Miglio 437.2.
Vicksburg, Mississippi
Luned 10/5/99
Ore 16,00.
...
.
...
Per moltissimo tempo Harriet  stata in dubbio se partecipare
o no alla conferenza sul fiume. Da una parte vuole cogliere
l'occasione per imparare il pi possibile sul Mississippi,
dall'altra, visto che non ha dormito, ha una buona
opportunit per fare un sonnellino. In fondo per, quando
sar morta, avr tutto il tempo per dormire e deve
ammettere che il Riverlorian  un tipo davvero attraente;
in pi la conferenza inizia tra cinque minuti... Quasi senza
rendersene conto, Harriet ha preso posto in fondo al salone.
 l'unica presente della sua compagnia. Ci sono molte
sedie vuote, parecchi passeggeri stanno ancora visitando
la citt, altri vanno avanti e indietro dalla nave casin.
Harriet li vede dalle finestre, forse anche lei potrebbe tentare
la fortuna, magari a Natchez. Finalmente entra Pete
Jones, in bermuda kaki, puliti ma non stirati e con molte
tasche, e una camicia bianca con ancora pi tasche (un
uomo cos non dovrebbe stirarsi i vestiti da solo). Sembra
pronto per un safari. Ha ginocchia robuste e ben modellate.
Harriet prende appunti mentre lui parla del Natchez
Trace, che lei, stranamente, non ha mai associato a Natchez.
Scopre che era la strada per il nord che, attraversando
territori selvaggi, i barcaioli percorrevano dopo aver
venduto il loro carico a Natchez o a New Orleans. Vendevano
le chiatte come legname e tornavano indietro a piedi.
E siccome si sapeva che portavano addosso parecchio
denaro, la pirateria era un grave problema. Harriet si chiede
perch mai Pete dica pirateria invece di rapina. Improvvisamente
alza lo sguardo dagli appunti e si accorge
che, mentre parla, sta fissando proprio lei. Il resto degli appunti
 confuso, ma Harriet esce diligentemente insieme al
gruppo, che segue Pete sul ponte d'osservazione per una
visita alla cabina del pilota. Pete li presenta al pilota che sta
al timone; si chiama Rupert Middleton e sembra piuttosto
un professore. Poi Pete comincia a spiegare come  fatta la
grande ruota a pale rossa.
Usiamo assi di pino perch, se urtiamo qualcosa, si
spezzano e assorbono il colpo.  molto pi semplice che
sostituire i supporti delle bielle dice Pete. Tutti gli anziani
presenti annuiscono, come se sapessero davvero cos' il
supporto di una biella.
Ogni imbarcazione viene individuata dal radar, che ha
un raggio d'azione di un miglio e mezzo e ci permette di
navigare con la pioggia, la nebbia o di notte. Il radar intercetta
anche le boe che riusciamo a illuminare con un faro
da sei milioni di candele, riflettendo la fascia fluorescente.
Una volta abbiamo visto due cervi dalla coda bianca che
attraversavano proprio in questo punto. Pete sorride apertamente
a Harriet; poi spiega il funzionamento del sonar o
rilevatore di profondit. In questo momento siamo a tre
metri sotto il livello, e tra la chiglia e il fondale c' poco pi
di un metro d'acqua. A Harriet non sembra molto e nemmeno
cos sicuro. Pete spiega che una volta sul fiume si
usava un sistema di sbuffi di vapore e fischi per segnalare
alle navi da quale parte passare; un fischio o uno sbuffo di
vapore significavano passare a babordo, due significavano a
tribordo. Adesso si fa tutto via radio. Ci sono domande?
chiede. Con grande disappunto, Harriet scopre di avere
alzato la mano. Ma come fanno a decidere? chiede. Chi
ha la precedenza?
L'imbarcazione che viaggia con la corrente a favore, naturalmente.
Pete le sorride mostrando grossi denti giallastri
sotto i baffi candidi. Non pu fermarsi.
Oh, certo. La risposta di Harriet si perde nella risata
generale.
Pete spiega che l'espressione gettare il piombo significava
lanciare fuoribordo il piombo legato a una corda di
canapa per misurare la profondit dell'acqua. Sulla corda
c'erano delle tacche a distanza di un piede e di mezzo piede.
Dodici piedi, o due braccia, significavano acque sicure.
Se il ragazzo urlava Mark Twain andava tutto bene. Il
capitano della Belle of Natchez, John Dulaney, navigava da
vent'anni e la sapeva lunga; aveva fatto di tutto e, alla fine,
da pilota era diventato capitano. Pete dice che  un esempio
da seguire: Se ti impegni, studi e lasci perdere i libri
da femminucce, puoi diventare qualcuno. Poi ammicca
proprio a lei! Il capitano Dulaney  sul fiume da trentanni,
da quando ne aveva diciassette. Tra parentesi, per
avere la patente di capitano di prima classe bisogna essere
in grado di tracciare il percorso del fiume a memoria, tutto
quanto, ogni ansa, citt e isola. Lo devi conoscere come le
tue tasche. Non dice: devi anche essere pittoresco e in
grado di intonare una canzone. Harriet ricorda il vecchio
capitano Cartwright seduto al timone su una sedia a dondolo
sotto l'ombrellone rosso, pronto a indicare le cose pi
interessanti lungo il tragitto.
A un certo punto Pete ha finito.  tutto, gente. Guardatevi
intorno con calma; Rupert gradir la vostra compagnia.
Ma non toccate questi strumenti. Conclusa la
conferenza, Pete attraversa la cabina di comando e si dirige
dritto (oh, no) verso Harriet. Non intendevo prendermi
gioco di lei, le dice. E un uomo veramente piacevole.
Oh, non l'ho pensato neanche per un minuto.  solo
che arrossisco molto facilmente. Comunque, non  successo
niente.
Ehi, mi piacciono le donne che arrossiscono ancora,
dice Pete. Ehi, ripete facendola trasalire, le piacerebbe
pranzare con me domani a Natchez? C' un buon ristorantino
proprio vicino al molo che si chiama Magnolia Grille.
Oh, no, non posso, dice subito Harriet, gli occhi puntati
sulla scollatura della sua camicia. Anche i peli sul petto
sono bianchi.
Bene, allora sar per un'altra volta, dice Pete con disinvoltura,
girandosi per andarsene; poi si ferma ad ascoltare
la domanda che gli pone un arzillo vecchietto che ha
in mano un bastone con il pomello a forma di cane.
 proprio sicuro di aver visto quei cervi nuotare in
mezzo al fiume, giovanotto? Avrei qualche dubbio.
Signore, quello che posso dirle  che stavano nuotando
e che li ho visti con i miei occhi. Naturalmente lei sa che i
peli del cervo sono cavi, e questo depone a mio favore. E
adesso, se vuole scusarmi. Se ne va. Di sicuro Pete si sta
inventando tutto, Harriet non ha mai sentito una storia
del genere. Ma non  irresponsabile per un Riverlorian
inventarsi queste cose?
Harriet  tutta sudata; fruga nella borsa, estrae un Kleenex
e lo riduce a pezzettini. Si fa strada attraverso un gruppetto
di signore che flirtano con Rupert. Indossano tutte
completi con calzoncini a fiori. Pete! Lo chiama, sul ponte.
Ehi, Pete! Ma se n' gi andato. Harriet percorre velocemente
il corridoio e scende le scale di metallo. Si precipita
sul ponte d'osservazione, dove molti stanno giocando
a shuffleboard e altri stanno prendendo il sole sulle sedie a
sdraio oppure osservano la riva con i binocoli. L'istinto le
dice di dirigersi verso le scale anteriori. Appena in tempo
per veder scomparire un piede, il suo piede avvolto nella
scarpa nera. Pete! grida precipitandosi gi per gli scalini.
Harriet? Improvvisamente la sua testa spunta da dietro
il divisorio, spaventandola a morte.
S, dice lei, senza fiato. Volevo dire s.
Lui sorride, fngendo di non capire.
Il pranzo,  costretta a dire. S, pranzer con lei domani.
A mezzogiorno, allora. Ci vediamo allo sbarco. Non
sembra essere minimamente sorpreso dal fatto che lei lo
abbia seguito. E subito dopo  gi sparito.
...
.
...
Miglio 435.7.
L-20 Highway Bridge
Luned 10/5/99
Ore 19,20.
...
.
...
Durante la cena, la Belle esce dal braccio dello Yazoo e rientra
nel Mississippi, sbuffando lungo il sentiero rosso creato
sull'acqua dal sole calante.  una bellissima serata, limpida,
con una piacevole brezza, solo un po' pi fresca di
prima. Una quiete momentanea avvolge la tavolata, i visi
animati per qualche minuto dal sole morente. Poi, mentre
Maurice versa a tutti il caff, il vecchio Lonard e la giovane
moglie, Bridget, descrivono il casin galleggiante dove,
a quanto pare, hanno trascorso la parte migliore della giornata.
A forza di quarti di dollaro, Bridget ha sbancato la
slot machine Ruota della Fortuna. Cos sono passata alla
macchina successiva, ma non  successo niente. Ho solo
perso un sacco di quarti di dollaro, mentre il tizio che ha
preso il mio posto ha vinto ancora. Non avrei mai dovuto
lasciare la prima slot machine, lo sapevo. Non mollare mentre
vinci,  proprio vero. E comunque il tizio non voleva
andarsene, quindi non potevo ritentare. Poi ho provato
con una slot che si chiamava Elvis, poi con Jeopardy, ma
non ho avuto fortuna come con la prima. Lonard le
bisbiglia qualcosa nell'orecchio. Oh, s, dice Bridget, ho
vinto settantadue dollari, se volete saperlo.
Sono un sacco di quarti di dollaro! Catherine le sorride.
Bridget le ricorda sua figlia Page, lo stesso taglio di
capelli, la stessa espressione solare.
Oggi ho imparato qualcosa che non avevo mai sentito
prima. Russell mescola la panna nel caff. Tutte le associazioni
con Vicksburg hanno a che fare con l'assedio, giusto?
Ma ho scoperto che anche uno dei pi gravi disastri
navali di tutta la storia degli Stati Uniti  collegato a
Vicksburg. Subito dopo la fine della guerra, la nave a vapore
Sultana attracc a Vicksburg per far riparare la caldaia,
che dava parecchi problemi. E non c'era da stupirsi perch
la nave, pur essendo concepita per un carico di 450 persone,
trasportava 2400 uomini. Stava portando a casa i soldati
dell'Unione da Andersonville. Il capitano si era fatto
pagare il passaggio, ecco perch c'erano tanti uomini, ma
pag con la vita la sua avidit. La caldaia riparata alla meglio
scoppi poco pi a nord, uccidendo 1900 uomini -
pi del Titanic, che ne uccise 1600. Incredibile.
Davvero? Non me lo ricordavo. Anna sposta indietro
la sedia.
Courtney si alza. Ci vediamo dopo, dice con fermezza,
al ballo. Li ha convinti ad andare, anche se Catherine
sta ancora cercando di evitarlo, per qualche motivo, e
Harriet sembra terrorizzata all'idea di ballare.
Ma Bridget si schiarisce la voce. Ehm, dice platealmente.
Lonard vuole che vi dica qualcosa. Si protende
in avanti. Lonard annuisce vigorosamente, con il solito
ghigno sornione. Courtney fatica a celare il suo nervosismo.
Chi  questa gente? Harriet si risiede.
Dunque, Bridget controlla il suo pubblico, Lonard
vorrebbe condividere la nostra storia con voi, perch pensa
sia doveroso farlo sapere in giro. Ci siamo sposati alle
Hawaii nove anni fa, e soltanto quattro mesi dopo il matrimonio
gli  stato diagnosticato un cancro alla prostata.
Disinvolta com', sembra che Bridget stia presenziando a
un meeting aziendale.
Oh, mio Dio! Russell non riesce a trattenersi.
Aspetta. Bridget alza la mano come un vigile. Ovviamente
 stata una tragedia terribile, perch ha dovuto
farsi asportare subito la prostata. Non riuscivo a immaginare
di fare a meno di lui, cio, eravamo appena sposati
dopotutto, quindi per fortuna abbiamo trovato un chirurgo
che ha proposto di inserire una specie di piccola pompa
nel pene, e Lonard ha deciso di provare. Lonard rivolge
a tutti il suo sorriso da lucertola. Era piuttosto costoso,
ma vi giuro che  valsa la pena di ogni ora sotto i ferri, ogni
dollaro.
Vuoi dire che funziona?
Russell, non strillare, lo rimprovera Catherine, stizzita.
Funziona benissimo, assicura Bridget, ma ci vuole un
po' di tempo. La fase delicata  quella subito dopo l'operazione;
quando  tornato a casa ha dovuto tenerlo pompato
per tre settimane in modo che guarisse bene, per poter
avere un'erezione normale in seguito. Quindi in pratica ha
dovuto mantenere un'erezione per tre settimane.
Ges, bisbiglia Maurice, che si  unito al pubblico
rapito.
Lonard sussurra qualcosa all'orecchio a Bridget.
Oh, s! Bridget annuisce vivacemente. Il problema
pi grosso che abbiamo avuto  stato quando a Lonard 
venuto un terribile ascesso e abbiamo dovuto andare dal
dentista. Be', non sapevamo cosa fare, perch ovviamente
era sempre stato in casa da quando l'avevano dimesso. Per
provava un dolore tremendo. Lonard si mette una mano
sul viso e fa una smorfia, per dare una dimostrazione. Be',
ho pensato, come possiamo risolvere il problema, cio senza
attirare l'attenzione o persino farci arrestare, voglio dire.
Dovevamo attraversare un parcheggio enorme, entrare nel
palazzo, e ovviamente magari c'era da aspettare un po', prima
del nostro turno... Poi mi  venuta un'idea creativa e
ho costruito una specie di imbracatura con una vecchia
panciera e una lattina di succo d'arancia concentrato, tagliando
le estremit.
Lonard bisbiglia ancora qualcosa.
Una grossa lattina di succo d'arancia, precisa Bridget.
Si  infilato un paio di vecchi e larghi pantaloni della tuta
e poi ho avuto una vera e propria ispirazione: gli ho legato
intorno alla vita una felpa dello stesso colore dei pantaloni,
lasciando penzolare le maniche, una specie di stile casual
californiano, in modo da coprire l'erezione. Nessuno ha
notato niente. Dopo tre settimane abbiamo provato, e ha
funzionato alla grande. Bridget  raggiante. Lonard annuisce
lentamente e costantemente, a occhi semichiusi, come
un alligatore. Secondo Lonard dovremmo dirlo a pi
persone possibili, cos non perderanno le speranze se succede
anche a loro. Bridget sorride a Russell, che si dimena
sulla sedia. Poi prende la mano chiazzata di Lonard e la
stringe forte. Adesso lo chiamo Freddy Semprepronto,
annuncia.
Santo cielo! Courtney si alza di scatto dal tavolo. 
stato davvero interessante. E ora, se volete scusarmi... Se
ne va seguita da Anna, mentre Harriet non riesce nemmeno
ad alzarsi perch sta cercando di trattenere le risate, oh
Dio, si far la pip addosso, sta per morire, ma ovviamente
non pu mettersi a ridere. Anche Catherine sembra divertita,
si sta mordendo il carnoso labbro inferiore, come
se si sforzasse di trattenersi. Lonard sussurra ancora qualcosa
a Bridget e i due si alzano.
Ci vediamo al ballo, dice Bridget. Prima andiamo a
riposarci un po', puntualizza, facendo l'occhiolino. Lonard
sorride come una zucca di Halloween. Tenendosi per
mano, lasciano la sala da pranzo.
Avete mai...? Non riesco a crederci. Catherine si asciuga
gli occhi. Cio, lo so che non  divertente,  una cosa
molto grave, ma...
E... ... la lattina di succo d'arancia! riesce finalmente
a dire Harriet.
Oh, Signore! Maurice scoppia a ridere, mentre pulisce
il tavolo.
Allora, che ne pensi? dice Russell a Catherine, la sua
adorabile Catherine, cingendola con un braccio. Che ne
dici di andare a fare un riposino anche noi, eh? Eh?
Ci vediamo dopo. Harriet si allontana.
Tesoro? Russell la tira pi vicino a s e la stringe, palpandole
il seno e affondando il viso nei suoi capelli.
Io vado, dice Maurice.
Russell, smettila. Cosa pensi di fare, cos davanti a
tutti? Sei disgustoso. Catherine si libera dalla sua presa e
si precipita fuori dalla sala da pranzo senza guardare indietro.
Il mattino dopo, 250 foto a colori del ballo sono appiccicate
sulla parete della sala da pranzo. Tra queste possiamo
vedere:
N. 111. Una foto di gruppo di Russell Hurt con le braccia
aperte che stringe in un abbraccio tutte le sue ragazze:
Catherine, seria e bellissima, al suo fianco, con i lunghi
capelli grigi che le ricadono sulle spalle abbronzate; Anna,
enigmatica dietro un elegante paio di occhiali fum da
gatta ricoperti di lustrini, all'altro fianco; poi Courtney,
con un'espressione infelice, bocca aperta, labbra corrucciate,
come se stesse per rimproverare qualcuno; e infine Harriet,
vicino a Catherine, rigida e immobile, con le labbra
protese, ! piedi uniti: sembra una ragazza del secolo scorso
che  finita nella foto per caso.
N. 112. Un'altra foto di gruppo delle ragazze ormai
scarmigliate che improvvisano una specie di can-can, tutte
girate su un fianco con le braccia appoggiate sulla vita e la
gamba sinistra alzata. Hanno gli occhi rossi e i denti bianchissimi
nella luce cruda del flash, le bocche rosse spalancate,
ridono. (Quando Courtney in seguito metter questa
foto nell'album Belle of Natchez, la intitoler Ragazze cancan
dall'inferno).
N. 128. Russell e Catherine Hurt, in posa in mezzo ai
fiori, intrecciati davanti alla macchina fotografica. Russell,
chino a baciarla, indossa giacca bianca, sandali senza calze
e una camicia hawaiana ricoperta di pappagalli verdi, con
il collo aperto. Le circonda la vita con il braccio destro, e
la sua mano sembra enorme. L'abito bianco di Catherine
non  proprio d'epoca,  semplicemente vecchio, apparteneva
a Mary Bernice. Di solito Catherine non si mette cos
in tiro e Russell non riesce a capacitarsi di quanto sia bella.
Il braccio sinistro di lei poggia con grazia, se non quasi in
modo ornamentale, sulla spalla di lui. Catherine ha gettato
indietro il capo, non le si pu vedere il viso, cos come
non si vede quello di Russell. Anzi, non si capisce nemmeno
chi siano. Potrebbero essere chiunque, una qualunque
coppia di innamorati.
...
.
...
Miglio 364.2.
Natchez, Mississippi
Marted, 11/5/99
Ore 6,00.
...
.
...
Harriet si sveglia all'improvviso, di nuovo troppo presto.
Si accorge con sorpresa che hanno attraccato, la passerella
 gi abbassata. Il fiume fangoso sbatte contro le rocce. Se
le ricorda, quelle rocce. E la strada stretta si snoda su per
il ripido promontorio, proprio come ricordava. Una fine
pioggerellina grigia avvolge tutto, trasformando il paesaggio
in un acquerello impressionista. Due uomini trasportano
una grossa cassa gi dalla scaletta e dentro un furgone,
che si allontana lentamente nella foschia, con i fari
lampeggianti. Al di l della strada, altri uomini entrano in
un bar illuminato che promette IL MIGLIOR CAFF DELLA
CITT con una luce al neon rosa, sfocata dalla nebbia.
E poco pi avanti c' il Magnolia Grille, proprio sull'acqua,
ancora chiuso. Sono le... vediamo, mancano sei ore al
pranzo con Pete. Harriet rabbrividisce.  assurda tutta questa
aria condizionata, fa persino freddo, mentre fuori fa
caldo. Innaturale. Il suo sguardo sale fino alla cima del
promontorio dove, lo sa, spiccano le antiche dimore per
cui Natchez  famosa: Longwood, Rosalie, Stanton Hall,
Melrose. L'ha letto sulla guida. Se anche le ha viste la prima
volta, durante il viaggio in chiatta, non se le ricorda affatto.
Il suo ricordo di Natchez  completamente diverso.
Anche quel giorno aveva piovuto per tutto il pomeriggio,
mentre scendevano verso Natchez, una pioggia battente,
calda, che a volte sembrava orizzontale e si infilava
sotto il telone che avevano legato alla struttura tubolare a
mo' di tettuccio. La pioggia bagnava tutto, entrava negli
occhi. Si dovevano tenere gli occhiali da sole per vedere
qualcosa, e comunque era difficile con quel diluvio. Faceva
quasi buio. Tutte morivano di fame, non avevano mangiato
niente dopo colazione. Era inutile tentare di preparare
dei panini sotto quella pioggia. Catherine aveva distribuito
mele e pacchetti di noccioline, che non erano male
se le si mangiava abbastanza in fretta. Strizzarono tutte
gli occhi per vedere il Devil's Punchbowl, un'enorme depressione
nel promontorio che il capitano insisteva a indicare
nonostante la pioggia. Si dice che Sir Henry Morgan
nascose l il suo tesoro, e c' ancora gente che lo cerca. Poi,
finalmente, dopo l'ultima ansa si trovarono di fronte
Natchez, il ripido promontorio, il piccolo villaggio lungo
la sponda. Una volta c'erano quattro strade, spieg il
capitano, ora ne  rimasta soltanto una.
Cos' successo? chiese qualcuno.
Il fiume le ha sommerse. Il capitano si lev gli occhiali
e li asciug con la bandana. Bene, ragazze. Prepariamoci
ad attraccare. Dovrete entrare in acqua questa volta.
Ci vado io, disse Jane.
Andiamo con lei. Baby afferr la mano di Harriet.
Poi Harriet si trov in acqua con in mano una corda, il
fango fino alle caviglie, a lottare contro gli strattoni regolari
della corrente.
Brave, ragazzine! Venite, venite! gridarono alcuni uomini
dalla banchina. Harriet, Baby e Jane si trascinarono
fin l e passarono le corde agli uomini, poi si lasciarono
cadere su una grossa pietra di sostegno. La superficie irregolare
era ancora calda, nonostante la pioggia. Il capitano
diede alcuni ordini e le ragazze a bordo li eseguirono. La
chiatta rollava mentre legavano gli ormeggi. Quando il capitano
fu soddisfatto, il resto dell'equipaggio si trascin a
terra, carico di vestiti e sacchi a pelo, mentre un nutrito
gruppo di locali si era rapidamente riunito per accoglierle.
Proprio in quel momento smise di piovere e tutti si misero
a gridare di gioia.
Baby tocc la mano di Harriet. Guarda, disse, indicando
un punto al di l del fiume. Nel cielo sopra Vidalia
le nuvole si erano all'improvviso colorate di rosa e aperte
come un tendone, rivelando una finestra azzurra. Ehi,
guardate! grid Harriet alle altre, ma c'era troppo baccano
e nessuno vide quello spettacolo, tranne loro due.
Il capitano sped tutte a cercare dei pezzi di legno, e poco
dopo un bel fal crepitava tra due pietre di sostegno.
Jane e Lauren avevano appena incominciato a frugare nelle
borse in cerca di cibo quando due donne vestite meravigliosamente
comparvero come un'apparizione, ciascuna
con un grosso vassoio in mano. Erano seguite da due ragazzi
che trasportavano un enorme refrigeratore. Dopo
tanto tempo sul fiume, Harriet trovava quelle due donne a
dir poco bizzarre negli abiti di lino estivi, le scarpe bianche
col tacco e gli impeccabili capelli biondi.
Ehi! Io sono Mary Lane Biggs e questa  Sissy Watkins,
annunci una delle due. Mary Scott, classe '51. Vi
abbiamo guardate al telegiornale tutte le sere, e cos ho detto
a Sissy: Sissy, scommetto che saranno affamate quando
arriveranno qui, non pensi che... Continu a chiacchierare
mentre le ragazze si buttavano sul cibo come sciacalli.
Pollo fritto, tramezzini con insalata di tonno, tortini di
noci californiane, e le migliori uova piccanti che Harriet
avesse mai mangiato. Le avete fatte voi?, chiese alla signora
Biggs.
Oh, Signore, no, tesoro! esclam la donna, scoppiando
a ridere.
Harriet riesce ancora a chiudere gli occhi e ricordare
perfettamente quella cena: i visi delle ragazze bruciati dal
sole, illuminati dal fuoco, il capitano stanchissimo, le due
belle donne che scomparirono rapidamente come erano
arrivate, come fate buone, quando tutto il cibo fu finito.
Poi Bowen era tornata sulla chiatta a prendere la chitarra
e qualcuno aveva incominciato a far girare una bottiglia di
bourbon. Stavano cantando The lion sleeps tonight, quando
era comparso lo sceriffo, imponente nella luce del fal, un
grassone dal viso rosso e le guance cadenti. La pancia fuoriusciva
dalla cintura e sul fianco pendeva la pistola. Ragazze!
grid per farsi sentire. Posso avere la vostra attenzione,
per favore? I canti si interruppero bruscamente. La
bottiglia spar.
Lo sceriffo si present come Bull Tate. Siamo felicissimi
che abbiate deciso di farci visita qui a Natchez, annunci,
e voglio assicurarmi che vada tutto bene. Voi ragazze
forse non sapete che ci sono degli elementi indesiderabili
in questa parte del mondo, e questa zona  particolarmente
pericolosa. Quindi ho portato qualcuno per proteggervi.
Rusty! Ralph! abbai, e subito comparve un tizio piccolo,
con le gambe storte e il viso affilato, seguito da un
gigante senza espressione. Questi sono i miei fidati collaboratori,
resteranno con voi per la notte, disse lo sceriffo
Tate. Se avete dei problemi, loro li risolveranno, giusto,
ragazzi?
Sissignore, dissero i due.
Oh, no, bisbigli Baby. Vuol dire che staranno qui
tutta la notte?
Le ragazze avevano paura di quei due, e alla fine il capitano
riusc a convincerli a rimanere un po' a distanza, vicino
a un grosso platano, dove ben presto si addormentarono.
Suzanne organizz comunque una ronda di sorveglianza.
Be', potremmo venire violentate, o... o.... potrebbe
succedere qualsiasi cosa! disse. Quegli uomini sono dei
criminali.
Mi chiedo cosa intendesse lo sceriffo per elementi indesiderabili
chiese Ruth. Non pensi che volesse dire neri ?
Penso che intendesse quelli del movimento dei diritti
civili, disse piano Lauren. Sai che sono dappertutto, a registrare
i votanti e roba del genere.
Credo che sia cos, disse Harriet.
Be', vado su quella collina a cercare delle sigarette,
annunci Baby.
Non puoi andare da sola, disse subito Courtney.
Allora vieni con me.
Oh, Baby,  troppo lontano. Perch non te ne vai a
dormire? O ne scrocchi una a qualcuno?
Sto riducendo, disse Baby, ma voglio un pacchetto
mio. Ciao. Trover un passaggio. E infatti una macchina si
ferm all'istante e la caric, e i fari lampeggiarono in lontananza.
Courtney scroll il capo. Bowen strimpell la chitarra
e incominci a cantare Four strong winds.
Harriet! Harriet! Harriet non si era nemmeno accorta
di essersi addormentata quando Baby la svegli scrollandola
per le spalle. Ssst! Vieni, alzati. Vieni con noi.
Si alz a sedere e si guard intorno: le ragazze dormivano,
le ceneri ardevano nel fal, il capitano, sdraiato a braccia
e gambe divaricate sul suo materassino gonfiabile, russava
rumorosamente con gli occhiali ancora sul viso.
Anche i tirapiedi dello sceriffo russavano sotto il platano.
Nessuno faceva la guardia. Baby, cosa stai facendo? Dove
sei stata? chiese.
Baby afferr il blocco per gli appunti e qualcos'altro dal
suo zaino. Ssst, disse. Vieni, andiamo. Ho conosciuto
dei ragazzi fantastici.
Ragazzi? Cosa intendi? Ma siccome faceva sempre
tutto quello che Baby proponeva, Harriet infil le scarpe e
si alz.
Ssst! Baby la tir fuori dal cerchio del fal e la trascin
nel buio.
Chi sono questi tizi? Non vuoi dormire un po'?
Senti, potremo dormire quando saremo vecchie. Potremo
dormire quando saremo morte. Quei ragazzi sono il
peggior incubo di Bull Tate.
Cosa vuoi dire? Harriet inspir l'aria umida. Si volt
a guardare il confortevole cerchio dell'accampamento
illuminato dalle braci del fal. Ormai era sorta la luna,
grande e bassa, e creava un sentiero brillante sul fiume
e fino al molo dove era attraccata la chiatta, dove una
vecchia auto a luci spente ronzava con il motore al minimo.
Lui  Jesse e lui  Noah, disse Baby, aprendo la portiera.
Salve a tutti, questa  Harriet.
Grande, disse Noah, allungando la mano.
Piacere di conoscerti, disse Jesse, alla guida.
I ragazzi avevano lunghi capelli ricci, scuri. Quelli di
Noah erano raccolti in una coda. Baby salt sul sedile anteriore.
Quando Harriet sal dietro, Noah le pass un bicchierino
di carta con dentro un liquido che bruciava scendendo
in gola. Signore! Cos'?
Prodotto locale. Noah le sorrise. Sto cominciando
davvero ad apprezzarlo. Quando la vecchia auto raggiunse
la cima del promontorio, Jesse accese i fari. Purtroppo
non possiamo portarvi in molti posti, disse. Non saremmo
bene accetti nei bar dei bianchi, se fossero ancora aperti,
e potrebbe non essere una buona idea portarvi in uno di
quei locali con il juke-box a quest'ora della notte. Quindi,
se a voi sta bene, pensavamo di tornare a casa nostra.
Baby disse: Certo, va bene prima che Harriet potesse
aprire bocca. Sei impazzita? avrebbe voluto gridare. Ma
mentre attraversavano la citt buia con i negozi chiusi e le
statue dei confederati agli incroci, incominci a rilassarsi.
Erano diretti ad Antioch, un posto di cui almeno aveva
sentito parlare. Noah veniva dal New Hampshire e Jesse da
Boston. Stavano qui solo per l'estate. Avevano seguito il
corso di politica di un professore radicale che li aveva convinti
ad andare l a registrare i votanti. L'avrebbero conosciuto
tra poco. Ora stavano attraversando vasti campi
aperti, spezzati solo dalle linee scure degli alberi.
Quest'estate ha rappresentato una svolta nella mia
vita, disse Noah con entusiasmo. Non penso che potrei
tornare alla vita di prima.
Cosa intendi per vita di prima? Harriet si sporse sul
sedile logoro per sentire bene la risposta.
Privilegiata, disse Noah. Sai, la macchina a sedici
anni, il padre medico e tutto il resto. Non sapevo un cazzo
della vita, disse, scrollando il capo e passandole di nuovo
il bicchiere. Non avevo idea di come vivesse la gente. Per
chiss quale motivo le ricordava Jeff, anche se, ovviamente,
erano molto diversi, eppure c'era qualcosa...
Spegniamo le luci. All'improvviso Baby si scagli
verso il posto di guida.
Ehi, che diavolo fai? chiese Jesse, mentre le luci sul
cruscotto si spegnevano.
Vedi? Non ce n' bisogno. Non  bellissimo? sussurr
Baby.
Era bellissimo. La strada si snodava come un nastro
d'argento davanti a loro, mentre i campi si estendevano
vasti e soffici su entrambi i lati; sembrava che continuassero
all'infinito, allungandosi delicatamente fino all'orizzonte.
La luna era cos luminosa che i pali del telefono proiettavano
lunghe ombre. La vecchia macchina scivolava sulla
strada come un fantasma, come in un sogno.
Oh, wow. Noah tir a s Harriet e la baci come se
fosse la cosa pi naturale del mondo, e in quel momento
anche a Harriet sembr cos. Jesse riaccese le luci quando
imbocc una strada che terminava bruscamente in un
cortile pieno di erbacce, davanti a una vecchia fattoria. Alla
luce dei fari, la fattoria sembrava cos malconcia che
pareva assurdo che qualcuno potesse pensare di viverci,
ma Jesse tir il freno a mano e tolse la chiave. Casa dolce
casa, disse. Altre due macchine erano parcheggiate nel
cortile.
Non so... cominci a dire Harriet.
Ssst. Vieni, la spron Baby.
Alla luce della luna, Harriet not che Noah era molto
pi alto di quello che aveva immaginato. Indossava una
vecchia camicia da lavoro azzurra, jeans tagliati e scarponi
da lavoro. Le afferr il gomito per aiutarla a salire i gradini
traballanti del portico. Da qualche parte proveniva un
debole suono di campane tubolari. Abitate qui?
Abbiamo avuto questa casa per l'estate, gratis, disse.
L'unico problema  che non c' acqua, quindi bisogna
andare a prenderla al pozzo. Fece un gesto vago con la
mano. Oh, si, il bagno  laggi, se avete bisogno.  alla
vecchia maniera, all'esterno, intendo. Accese una lampadina
che penzolava spoglia nella stanza d'accesso, al cui
centro c'era un grande tavolo ricoperto di volantini e giornali.
Una porta laterale si apr.
Ragazzi? La ragazza pi bella che Harriet avesse mai
visto entr sbattendo le palpebre nella stanza illuminata. I
capelli erano come una nuvola nera, lunghi fino alla vita,
le gambe scure e forti; indossava una camicia bianca da
uomo, tutta spiegazzata. Oh, ciao, disse alle due ospiti,
con naturalezza. Mi chiamo LaGrande. Aveva pi o meno
la loro et. Un uomo dalla barba rossa comparve alle
sue spalle, stringendo gli occhi come fanno i miopi.
Mi chiamo Art Frazier, disse. Non  un granch qui,
ma siete le benvenute. Risero tutti. Fate come se foste a
casa vostra. Art Frazier e LaGrande tornarono nella loro
camera. A quel punto Harriet si rese conto che lei e Baby
avrebbero passato la notte l, in quella cascina in mezzo al
nulla, e che nessuno sapeva dov'erano, ma nello stesso istante
cap che voleva rimanere, che desiderava restare l
pi di qualunque altra cosa al mondo. La mano di Noah
sulla schiena le sembrava infuocata mentre la accompagnava
su per le scale. Questa  la mia stanza, le disse, accendendo
una candela. La stanza era completamente vuota
tranne per una sedia di bamb e una sorta di bauli di legno
ricoperti di pile di libri e giornali. La maggior parte della
roba di Noah era accumulata in un angolo, il resto era
sparpagliato per la stanza. Un materasso era stato spinto
contro la porta-finestra, con l'imposta tenuta aperta da
una sbarra. Non c'erano zanzariere.
Vieni qui, le disse Noah.
Come una sonnambula, Harriet si lasci guidare fino al
letto.
Guarda. I boschi neri si estendevano lungo un pendio
sul retro della casa, fino a un piccolo stagno che luccicava
alla luce della luna come uno specchietto da borsetta.
Harriet si lasci sprofondare sul materasso proprio quando
dagli alberi si lev uno strano suono, simile al grido di una
donna. Oh, Dio! Cos'era?
Solo una civetta, sussurr lui. Ce ne sono un sacco
qui intorno. Sono a caccia. Quando trovano qualcosa strillano
e fanno baccano. La circond con un braccio, tirandola
a s. Le disse che si stava laureando in discipline umanistiche,
che sua madre insegnava legge, che erano quaccheri,
che aveva frequentato la George School e che aveva
due sorelline, Daisy e Rose. Mise la mano a coppa sul suo
seno. Harriet sent la sua erezione. Le disse che aveva un
vecchio labrador giallo di nome Gatsby che adorava e che
stava leggendo La montagna incantata. Quando le abbass
la zip dei jeans, Harriet si mise a piangere.
Noah si drizz appoggiandosi al gomito. Cosa succede?
le chiese.
Non posso. Stava singhiozzando sul cuscino, si sentiva
cos stupida. In verit non ho mai... questo non ...
Va tutto bene. Noah le accarezz i capelli. Va tutto
bene, non preoccuparti, non  niente di grave. Non pensarci.
Si stese di nuovo, circondandole la vita con un braccio.
Ascolta le civette. Dormi.
Quando Harriet si svegli era mattina presto, gli uccelli
cantavano e faceva gi caldo. Una spessa coltre di sole
giallo illumin Noah, rannicchiato su un fianco sul vecchio
materasso macchiato. Sembrava giovanissimo, mentre
dormiva con la bocca un po' aperta. Harriet si raggomitol
contro la sua schiena. Sentiva l'odore di Noah. Sentiva
anche il proprio. I polli raspavano in cortile e un gallo cantava
da qualche parte. Questa  la mia vita, si disse Harriet.
Questa  la realt. Noah aveva due punture di zanzara su
una spalla. Noah. Svegliati. Dobbiamo andare. Dobbiamo
tornare alla chiatta.
Lui si volt verso di lei, sorridendo.
Quando scesero di sotto, Art Frazier diede loro il buongiorno
e LaGrande distribu grosse tazze di caff fumante.
Questo  caff di New Orleans, disse. C' dentro la cicoria.
Aveva raccolto i capelli intrecciati in cima alla testa.
Il caff, senza latte ma ben zuccherato, era delizioso.
Dovresti andare a svegliare Jesse, disse Art Frazier.
Noah sal le scale due gradini per volta, mentre LaGrande
usc a cercare qualche uovo. Harriet rimase sul portico con
lo sguardo perso nei Fitti boschi, mentre Noah bussava a
una porta al piano di sopra. Sent la voce di Baby, poi lo
scalpiccio dei passi sulle scale. Harriet? Noah usc sul
portico e le circond la vita con le braccia. LaGrande sbuc
dal retro della cascina con cinque uova fresche all'interno
dei lembi sollevati della camicia. Guardate, ecco qui
una bella omelette, disse. Dovete rimanere per colazione,
disse, con il suo sorriso perlato. A Harriet sembrava
l'incarnazione dell'eleganza e della libert.
Mi piacerebbe, disse Harriet, sincera. L'ultima cosa
che vide mentre si allontanavano fu Art Frazier e LaGrande
nell'erba alta fino alle ginocchia davanti al portico cadente,
con le braccia intrecciate intorno alla vita, che sorridevano
nel sole sventolando le mani. Il tragitto fino al molo
sembr pi breve in quella mattinata umida. Jesse si avvicin
il pi possibile al piccolo accampamento per farle
scendere.
Cosa diavolo... Il tirapiedi pi grosso comparve all'improvviso
accanto alla macchina.
Vai. Vai! grid Baby, dando una manata sul tettuccio
della macchina, che ripart in retromarcia schizzando ghiaia.
Figlio di puttana, fece il gigante.
Buon giorno, gli disse Baby, offrendogli il suo sorriso
migliore.
Abbass il capo e indietreggi, borbottando qualcosa di
indecifrabile. Il vecchio capitano sorrise, scrollando il capo
mentre avanzavano sulle rocce verso il campo. La maggior
parte delle ragazze dormiva ancora. Baby mescol del porridge
istantaneo con un po' di acqua calda del bollitore sul
fuoco, ma Harriet non riusc a mangiare niente, perch le
era passato per la testa un pensiero terribile e non riusciva
a credere di non averci pensato prima. Baby, disse, afferrandola
per la camicia. Baby, e Jeff?
Jeff cosa? Baby prese una cucchiaiata di avena dalla
tazza di latta.
Ma non lo ami?
Certo che lo amo, disse Baby. Ma non  qui. E comunque
Jesse non conta. Non significa niente, credimi.
Non  successo niente. Non pensarci pi. And a sedersi
vicino al capitano. Era gi la sua ragazza preferita sulla
chiatta.
Harriet sperava che Baby si sbagliasse. Aveva desiderato
che quella notte significasse qualcosa, ogni cosa, ma man
mano che i giorni passavano il significato scivol via e
incominci a pensare che Baby aveva ragione, dopotutto, e
che Noah e la notte nei boschi erano stati un sogno, un
Sogno di una notte di mezza estate, anzi, tempo fuori dalla
memoria, come diceva Shakespeare.
Allora perch quei momenti le sembrano pi reali della
sua vita reale, la sua vita esemplare, tutti quegli anni in cui
si era presa cura di Alice, aveva insegnato, fatto la volontaria,
dato consigli e servito nei comitati? Perch tutto le sembra
improbabile, effimero, se questa  la sua vita? In questo
momento, Harriet si sente la ragazza nel portico a Natchez.
Riesce quasi a sentire il gusto di quel caff con la cicoria. Si
sfila la camicia da notte ed entra nel minuscolo bagno. 
meglio che si dia una mossa e si lavi i capelli adesso, prima
di andare a fare un giro, visto che ha - oh, Dio! - un appuntamento
per pranzo.
...
.
...
Miglio 364.2.
Natchez, Mississippi
Marted 11/5/99
Ore 13,35.
...
.
...
Spesso Russell Hurt ha l'impressione di svegliarsi in una
strana casa e in un'altra citt, e si aggira per le stanze senza
riuscire a riconoscere nulla, n le piccole cose della sua vita
n la gente, che sembra non riconoscerlo. Gli succede da
un po' di tempo ormai. Ieri, a Vicksburg, la guida ha raccontato
un aneddoto che riassume le sue sensazioni. Un
ufficiale confederato ferito - Russell ha gi scordato il suo
nome - dopo essere stato riportato a casa, era caduto in
coma per qualche settimana. Per tutto quel periodo la moglie
rimase al suo capezzale, a tamponargli le labbra con
farina d'avena cotta e acqua e a scacciare le mosche con il
ventaglio. Nonostante molti fossero convinti che non si
sarebbe ripreso, l'ufficiale riapr gli occhi e si ritrov a fissare
l'espressione stanca ma adorabile della fedele moglie.
Ah, disse, sospirando profondamente, mia cara, ti prego,
dimmi, chi siamo e dove siamo?
Russell si sente spesso cos, riconosce solo il viso di Catherine,
la sua bella Catherine, una donna che non merita.
E qualche volta non riconosce nemmeno lei, come oggi a
pranzo, quando all'improvviso tutto quello che lei diceva
gli dava sui nervi, quel modo in cui lei e le sue amiche blateravano
senza fine delle maledette piantagioni. Russell
non riesce a vedere il lato romantico della cosa. Per lui Natchez
racchiude il peggio del Sud, proprio come per Catherine
simboleggia il meglio. Un monumento alla schiavit,
ecco quello che rappresenta per lui Natchez.
Russell ha letto che, poco prima della guerra, Natchez
ospitava pi miliardari di qualunque altra citt, a parte
New York, pur avendo soltanto seimila abitanti. Grazie alla
schiavit. Con l'invenzione della sgranatrice di cotone, la
popolazione del Sud ridotta in schiavit era aumentata da
settecentomila a quattro milioni di unit. Il pi grande
raccolto di cotone nella storia fu prodotto nel 1861. Abramo
Lincoln era stato eletto nel 1860, quando gi si parlava
di una guerra imminente. (Smettila di darci lezioni,
gli aveva bisbigliato Catherine nell'orecchio, a pranzo.
Perch non ci lasci semplicemente divertire? Non sei mica
il nostro insegnante).
Russell aveva buttato sulla tavola il tovagliolo a quadretti
e si era alzato. Accidenti, non fate caso a me, ragazze,
disse. Sono solo pazzo, Catherine ve lo confermer.
Per citare Woody Allen, ho un meccanismo di rifiuto inadeguato,
tutto qui. Godetevi il pomeriggio. Penso che torner
a bordo. Ci vediamo pi tardi. Lanci un bacio a
tutte dalla porta, prima di fermarsi per un secondo a pensare
che forse aveva messo in imbarazzo Catherine. Lei
per aveva sorriso con le sue belle fossette sventolando la
mano mentre la porta si richiudeva alle sue spalle. Non
avrebbe dovuto fare il sapientone. E non avrebbe nemmeno
dovuto mangiare tutta quella carne alla griglia. Ma non
riusciva a smettere. Non riesce mai a smettere di fare niente,
quello  il suo problema.
Russell ha bisogno di lasciare quella nave, di tornare a
casa e ritrovare la sua quotidianit. Tutto dipende dai suoi
ritmi abitudinari. Tutto quel mangiare e bere a qualsiasi
ora fa malissimo, gli rovina anche la digestione. Meno
male che ci sono le pillole. E tutti quei bar lo uccidono.
Pi bevi, pi ti viene voglia di bere: Russell si considera un
alcolista che sa controllarsi, lo  sempre stato e sempre lo
sar. Non vuole rovinare quell'equilibrio precario e cadere
nell'alcolismo vero e proprio, perch altrimenti dovr smettere
di bere, e non riesce nemmeno a immaginarlo. L'alcol
 la sua droga preferita da quando era ragazzino, quando a
tredici, quattordici anni andava a comprare la birra dalla
bella vedova in fondo alla strada.
Russell non riesce a immaginare nemmeno di fare a meno
delle donne, e fortunatamente non gli  mai successo.
Lui piace alle donne. E questo perch a lui piacciono, e
una donna lo capisce subito. E il sesso non  l'unica cosa
che gli piace. Gli piace anche parlare con loro, fare in
modo che si aprano con lui. Alle donne piace. In genere gli
uomini - e questo l'ha saputo dalle donne - non amano
parlare, soprattutto al Sud. E poi le donne non hanno abbastanza
stima di s. Per esempio, non si vedono mai belle.
Persino quelle pi attraenti. Ho il viso troppo grasso, dicono,
oppure: Guarda qui, e si pizzicano le guance piene.
Oppure pensano di avere il sedere flaccido o troppi peli
sulle braccia. Se Catherine si lasciasse crescere i peli sotto
le ascelle sarebbe perfetta. Russell ha cercato di convincerla
per anni. E non capisce perch lei si rifiuta. Il solo pensiero
lo eccita. Dannazione. Potrebbe farsi un cicchetto,
solo uno, per calmare i nervi prima di tornare a bordo.
Russell scende per la collina pi in fretta che pu, considerati
l'erezione, il caldo, che ora sente sulla testa come
un peso dorato, e l'artrite ai piedi. Alla Mayo Clinic volevano
operarglieli, magari un giorno lo far. In questo momento
per vuole soltanto bere qualcosa e guardare le previsioni
del tempo, dannazione! Quel che  troppo  troppo.
Del telefono si pu fare a meno, anzi non gli  dispiaciuto
affatto non essere raggiungibile dall'ufficio. Ma non
si pu vivere senza le previsioni del tempo.
Russell le guarda almeno ogni due ore, ancor pi nei
fine settimana, quando  a casa. In ufficio ha una di quelle
televisioni minuscole nel cassetto di sinistra della scrivania,
che pu chiudere facilmente se entra qualcuno. A casa
gira sul canale delle previsioni tutte le volte che c' una
pubblicit, cio praticamente sempre, dannazione. C' pi
o meno il triplo della pubblicit in tiv rispetto a un tempo,
e il volume si alza sempre. Lo fa impazzire. Oltre alle
previsioni, guarda soltanto lo sport e il canale dei documentari.
Merda! grida sempre, passando da un canale
all'altro. Ci sono un milione di canali, ormai, e la quantit
di stronzate che trasmettono  semplicemente incredibile.
Ecco una predicatrice evangelista dalla folta chioma, o forse
 un travestito. Su quest'altro canale un chirurgo pratica
un'appendicectomia, poi si passa ai bambini che muoiono
di fame in Etiopia; due lottatori giganteschi fingono di
combattere, adesso uno colpisce l'altro con un tavolo. Un
tavolo! Merda!
Perch non la spegni e basta? gli chiede Catherine, il
buon senso in persona.
Ma lui non spegne, mai. Non ci riesce. Invece, gira sul
canale delle previsioni, che lo calma all'istante. Adora la
musica delle Previsioni del tempo. Tutto quel jazz leggero.
O forse lo chiamano fusion.  cos piacevole, quel vibrafono
saltellante. Adora le presentatrici carine con quei bei
tailleur, a volte in abito e giacca, adora Stan Goodman, l'esperto
di fulmini della NASA. Gli piace sapere quanti gradi
ci sono a Dallas, Richmond, Seattle e Roma. Adora il sistema
radar Doppler e le nevicate effetto lago. La sua predilezione
per le previsioni delle prossime trentasei ore 
superata solo da quelle che coprono da cinque a sette giorni
della settimana, be', quelle s che sono previsioni! 
incoraggiante pensare che si pu prevedere qualcosa per
quel lasso di tempo, gli d speranza per il futuro, gli d la
forza di continuare. Le Previsioni del tempo sono per
Russell l'equivalente di una preghiera.
La temperatura salir a 27 oggi, dice ogni tanto a
Catherine sentendola passare con il ricambio degli asciugamani.
Oppure: Per il pomeriggio  prevista una leggera
pioggia.
Sta gi piovendo, aveva detto una volta Catherine.
Perch non guardi fuori dalla finestra invece di fissare continuamente
quel dannato schermo?
Ma Russell si era limitato a scrollare il capo, sempre con
il telecomando in mano. Non capisce. In verit Russell sa
che il clima  casuale: anzi, il clima  la base della teoria del
caos. Gli studi che Edward Lorenz condusse al MIT nei
primi anni Sessanta avevano svelato molti segreti sui sistemi
con propriet non lineari, come il clima. Lorenz dimostr
che quando un parametro cambia, gli altri si alterano
in una maniera che non  direttamente proporzionale a
quel cambiamento. Questo significa che il clima non ripete
mai in modo identico gli schemi passati e in fondo Russell
lo sa. Il clima non si pu prevedere.
Eppure anche il cosiddetto effetto farfalla sembra vero:
la teoria secondo cui una piccola turbolenza nell'aria
pu creare altrove, in un secondo momento, un episodio
climatico considerevole, a causa dell'interconnessione atmosferica.
Per Russell questa teoria ha senso. Ha perso un
paio di donne e parecchi clienti in questo modo, a causa di
minuscole, insignificanti indiscrezioni che sono tornate, in
modo del tutto inaspettato, a perseguitarlo. E anche parecchie
cose belle gli sono successe probabilmente come risultato
di qualche piccola cortesia che ha fatto a qualcuno,
anni prima, sempre che di cortesia si trattasse. Pensa di
averla fatta, anzi, lo spera. Un piccolo deposito nella banca
del karma, che crea un effetto farfalla positivo. Per lui questo
ha pi senso che credere in qualche potente Dio lass
nel cielo che fa fuori gente a destra e a manca, quando gli
pare, che se lo meriti o no. Se un Dio del genere esiste,
allora  uno stronzo, e Russell non vuole averci niente a che
fare. Ma se ci pensi troppo a questa roba, impazzisci.
Meglio lasciarsi andare, seguire la corrente, lasciare che
quel jazz lieve ti scorra accanto con le previsioni per i prossimi
cinque giorni...
Buon pomeriggio. Russell fa un cenno al commissario
di bordo mentre percorre la passerella per salire a bordo
della Belle. Fa due gradini alla volta - ponte cabine, ponte
Texas, ponte promenade. Poi si dirige a poppa dove, nel
bar all'aperto Calliope, si trova l'unico televisore che ricorda
di aver visto in tutta l'imbarcazione. E infatti eccolo l,
acceso sul baseball. Merda. Un vecchio eccentrico in pantaloni
di tela a righe e farfallino rosso  stravaccato sul bancone
e parla con il barista, un giovane muscoloso che fa
schioccare i tovaglioli e sposta vari oggetti con aria indaffarata,
nonostante l'ora e il caldo. Sissignore! dice a Russell,
prendendolo di sorpresa.
Jack Black con ghiaccio, ordina Russell, prendendo
posto su uno sgabello. Salve, dice al vecchio, evidentemente
ubriaco, seduto accanto a lui.
'Giorno, risponde il vecchio. Ha il naso rosso e bitorzoluto,
che gli spunta sul viso come una specie di escrescenza,
o forse  davvero un'escrescenza. Russell non riesce
a guardarlo.
Che ne dice di vedere le previsioni? chiede al barista
che annuisce e dice: Solo un attimo, facendo schioccare
l'asciugamano in aria. In realt questa non  la condizione
ideale per guardare la televisione: deve appoggiarsi allo
schienale della sedia, che in effetti  solo uno sgabello con
schienale, il tipo di sedia che potrebbe ribaltarsi, proprio
quel genere di stupido incidente che capita se non si sta
attenti. Il mondo  pieno di incidenti come questi, che
sembrano non veder l'ora di capitarti. E poi proprio nei
posti peggiori, come qui, a chilometri e chilometri da un
ospedale, in mezzo a questo fiume fangoso - ma poi Russell
si ricorda dei quaranta medici di Indianapolis e si
calma. Poi sorseggia il whisky.
Sta guardando la partita? chiede al vecchio, che dice:
Diavolo, no, come se fosse un'idea assurda. Ha messo
qualcosa sui capelli, che stanno tutti appiccicati da una
parte. Russell non vuole nemmeno pensare a cosa possa
essere. Eppure quel vecchio ha un aspetto familiare. Un
vecchio cliente? Caspita, potrebbe essere chiunque. Ehi,
amico, gli chiede, di dov'?
Non sono affari suoi, fa il vecchio, raddrizzandosi con
una certa dignit per fissarlo. Ha gli occhi velati, giallastri.
Potrebbe essere l'et, o forse ha l'epatite e non lo sa nemmeno.
Epatite B.
Oh, non presti attenzione al signor Stone. Il barista fa
un gran sorriso a Russell. Beve da quando abbiamo lasciato
Memphis, ma non vuole offendere nessuno. L'unica
cosa che mi preoccupa  che non mangia granch, mi pare.
Oggi sono andato a prendergli un hot dog per pranzo, ma
ne ha staccato un morso e basta, ed  l'unica cosa che gli
ho visto mandare gi. Ogni tanto sua moglie viene a dargli
un'occhiata.
Ha una moglie? Qui?
Sissignore. Star sicuramente giocando a bridge sul
ponte Texas. Non fa altro che giocare, mentre lui beve. Il
barista punta il telecomando e cerca il canale. Russell
darebbe qualsiasi cosa per farlo personalmente. Non
riusciamo a prendere tutti i canali, anche se c' il satellite,
dice il barista. Vediamo...
Ma eccola qui, Susan Abernathy, una delle sue meteorologhe
preferite, in un vivace tailleur verde. Dice che piover.
Ha raccolto i capelli in una crocchia severa sulla testa,
come si addice a una meteorologa. Qualche volta Russell si
chiede se queste ragazze lo siano davvero. Una volta, quando
studiava legge a Chapel Hill, in un bar aveva conosciuto
una meteorologa che gli aveva confessato di non capire
un tubo del clima: non faceva altro che girare sul canale di
Greensboro e ripetere qualunque cosa la ragazza delle previsioni
avesse detto un'ora prima. Le correnti climatiche si
spostano da ovest a est, gli aveva spiegato (Russell allora
non lo sapeva, era nel pieno della giovinezza). Forse se l'
pure scopata quella ragazza, o forse no.
Ho detto, come le sembra, signore? gli dice il barista
in un orecchio.
Oh, va bene, dice Russell. Grazie. E ne prendo un
altro, gi che c'. L'impeccabile camicia da smoking del
barista  troppo aderente sul petto. Russell era giovane, un
tempo, e forte. Forte come un bue. Poteva camminare per
tutto il giorno, cosa che aveva fatto durante la sua prima
luna di miele, con Iphigenia, nelle brughiere della Scozia.
L'aveva sposata soprattutto per il nome, ma adorava anche
i suoi ricci dorati, gli occhiali spessi e la sua devozione alla
letteratura. In quel periodo Russell era affascinato dalla letteratura,
ma quello che lo attirava davvero era la passera,
una vergogna e una debolezza. Spesso citava Yeats a Iphigenia:
Solo Dio, mia cara / potrebbe amarti per quello che
sei / e non per i tuoi capelli d'oro. Alla fine lei non lo sopport
pi, l'aveva sfiancata. Ora  una poetessa, qualche
giorno prima ha visto un suo volume in libreria, intitolato
Le lune di Giove.
Iphigenia gli ricordava sua madre, un'altra donna timida
e riservata, che Russell si divertiva a turbare, senza
riuscire a trattenersi. La sua nascita era stata una sorpresa
per i suoi genitori, una tranquilla coppia a cui da tempo
veniva ripetuto che non avrebbero potuto avere figli. Insegnavano
in una scuola pubblica del New Hampshire, dove
coltivavano frutta e verdura biologica. Da bambino, Russell
mescolava i cereali alla frutta secca, per colazione. Da
adolescente arriv a odiare quella vita, proprio come odiava
la voce calma di suo padre, un uomo dal viso terreo, che
lo chiamava figliolo, senza mai pronunciare il suo nome.
Odiava le mani con le vene azzurrognole di sua madre, le
sue lunghe trecce sottili, e tutta quella speranza tremolante
sul viso.
A quattordici anni Russell si ribell e and alla scuola
pubblica, dove giocava a calcio e divenne un atleta. I suoi
genitori si sedevano sulle gradinate a ogni partita, ma non
facevano il tifo. Russell aveva saputo da fonti certe che sua
madre chiudeva gli occhi quando lui aveva la palla. Poi distrusse
due macchine e mise incinta una ragazza mentre era
ancora alle superiori, problemi che suo padre affront senza
nemmeno arrabbiarsi troppo, bisogna dire. Anzi, sembrava
quasi orgoglioso di quel ragazzone scapestrato che era cresciuto
cos diverso da loro. Quando Russell and al college,
fu per loro un immenso sollievo. Dopo il college insegn
per un paio di anni in un liceo (dove incontr Iphigenia)
per evitare la leva; poi, quando il matrimonio fin, si mise
a studiare legge.
Qualche volta capitiamo in situazioni che ci si adattano
perfettamente, come accadde a Russell con lo studio della
legge. Poteva torcerla, ribaltarla, schivarla di lato, fingere di
mirare a sinistra e andare a destra, poteva sorprendere tutti
con uno slancio improvviso, proprio come faceva quando
giocava a calcio a scuola. Si laure a pieni voti, cur la rivista
legale e poi fece pratica presso un giudice famoso. Fu
assunto in un noto studio legale di Washington, in Connecticut
Avenue. Per qui il suo uccello si mise in mezzo,
come capit spessissimo da allora.
Le donne sono sempre state la rovina di Russell. Nello studio legale si innamor perdutamente di una delle
segretarie, Shannon Steele, tette enormi e sorriso radioso.
Prima ancora di capire cosa gli stava succedendo, si ritrov
a fare l'amore nello sgabuzzino e a portarla al mare,
a Eastern Shore, per appassionati fine settimana. Quando
lei lasci il marito (Dusty, un elettricista) per sposarlo,
Russell era al settimo cielo. Adorava Shannon al di l di
ogni immaginazione, anche se i suoi genitori non capivano
perch. Almeno Iphigenia aveva senso, per loro.
Shannon invece non aveva studiato, non leggeva, non gliene
fregava niente della politica, aveva una visione ristretta
delle cose. Tuttavia si dimostr un genio nel quotidiano,
gran conoscitrice delle piccole cose, della cravatta giusta,
del caff migliore e del tessuto pi adatto. Adorava gli oggetti,
e Russell aveva incominciato subito a regalargliene
un sacco. E soprattutto era soddisfatta, felice di essere incinta,
felice di stare a casa con i bambini. Alla docile Lauren
era seguito Russ, che non lo fu affatto. Ripensando a
quella situazione, ora Russell ricorda quei giorni come i
pi felici della sua vita: Shannon e i piccoli a casa, lui che
faceva carriera allo studio.
Rimase senza parole quando, al dodicesimo anno di
matrimonio, Shannon si dichiar annoiata e poi cadde in
depressione. Accett un lavoro come coordinatrice per uno
studio di commercialisti. Poi si innamor di uno di loro,
esattamente come si era innamorata di Russell, e lo lasci.
Quando accadde, a Russell sembr inevitabile, anzi, pensava
che avrebbe dovuto prevederlo molto tempo prima.
Forse gli stava bene. Ebbe inizio per lui un periodo lungo
e sfocato di custodia condivisa dei figli e di donne in serie,
una delle quali, Diane, arriv a sposarlo, nonostante le sue
poco convinte obiezioni. In realt era stato un momento di
debolezza. Era esausto, voleva che qualcuno si prendesse
cura di lui e Diane sembrava la ragazza giusta. Credeva di
poterlo cambiare, di zittirlo, di modellarlo e trasformarlo
in un marito borghese modello, il che era piuttosto stupido,
ovviamente. Russell aveva passato momenti duri, era
diventato pessimista. E poi, nessuno pu cambiare nessuno,
come ripet la sua filiforme madre prima di morire.
Poco tempo dopo mor anche suo padre. Entrambi se ne
andarono rapidamente e senza complicazioni, lasciandogli
una pila di azioni della Coca-Cola di cui non aveva mai
saputo niente.
Troppo tardi, troppo tardi, Russell li pianse. Era solo al
mondo, non c'era nessuno tra lui e l'abisso. Nessuno, niente.
Russell vacill sul bordo di un buco nero grande come
il Grand Canyon, pieno di angoscia. Diane lo lasci. Ti
ho amato, Russell, disse, sulla soglia, ma tu mi deprimi.
Russell l'aveva gi sentita, quella frase. Diane era arrivata e
sparita con una tale rapidit che non aveva lasciato alcun
segno sulla spensierata Laurei n sull'intraprendente Russ,
che rimasero a Chevy Chase con la madre per finire le
superiori quando Russell si trasfer a Tuscaloosa per lavorare
con il suo primo mentore, il giudice Hancock. Dopo
parecchi anni e parecchie donne aveva conosciuto Catherine,
il grande amore della sua vita.
A volte non riesce a credere di averla incontrata cos
tardi, e gli dispiace per tutti gli anni persi. In altre occasioni
non gli sembra vero di averla conosciuta, e vorrebbe
stare sempre con lei. Farebbe qualunque cosa per lei, come
accettare di accompagnarla in quella stupida crociera, che
si sta rivelando piuttosto piacevole in effetti, anche se Catherine
si comporta stranamente; comunque quella vita
non fa per lui. A Russell piacciono le citt antiche, le rovine,
mentre detesta le vecchie ville artefatte delle piantagioni.
Gli piacciono i picnic. La scorsa estate ha portato Catherine
in Toscana, dove hanno visto talmente tante rovine
e fatto tanti picnic che persino lui era soddisfatto, anche se
tutti quei ciottoli nei paesi di collina gli facevano male ai
piedi e aveva anche avuto problemi di digestione. Riflusso:
pu causare il cancro all'esofago.
Ricorda un magico pomeriggio - quasi esattamente un
anno prima - in cui avevano fatto un picnic vicino alle vaste,
soleggiate rovine della cattedrale incompiuta di San
Galgano, con quell'incredibile luce che cadeva sull'erba
fitta dal rosone, e il basso tubare dei piccioni, stranamente
familiare, come un suono che pensi di aver gi sentito da
qualche parte, solo che non ricordi dove. In quel momento
Russell avrebbe dato qualsiasi cosa per avere di nuovo
ventotto anni, per tornare in quel luogo al tramonto, con
una ragazza, una coperta e una bottiglia di vino, e restare
l quando la luce calava e le stelle spuntavano tra tutti quegli
archi... San Galgano era reale.
Questa invece non  realt, queste stupide donne bianche
nei colonnati delle ville, o quelle stupide donne di colore
che vendono praline e arachidi al molo, gridando:
Prego, signori, prego, signori, proprio come se la guerra
civile e il movimento per i diritti civili non fossero mai
esistiti. Non c' da meravigliarsi che il Sud sia cos stereotipato.
Quelli del Sud, bianchi o neri che siano, fanno a
gara per perpetuare gli stereotipi. A Vicksburg, nei negozi
di souvenir, vendevano bandiere dei ribelli, asciugamani
con la scritta Dimentica!, saliere a forma di bambinaia
nera. Be', su questo piroscafo, una persona del Nord, o un
californiano - e ce ne sono un sacco - potrebbe percorrere
tutto il Mississippi e tornare a casa senza aver visto
niente del vero Sud, dove la gente vive e muore e recita i
suoi drammi personali proprio come succede in tutto il
mondo.
Per i viaggi fanno bene. A Russell piace portare Catherine
lontano da casa, dagli amici, dal lavoro. Vede i giorni
passati insieme a lei come perle su un filo, lucide e rotonde
e preziose, ma non glielo ha mai detto. Magari le comprer
una collana di perle a New Orleans e glielo dir.
Le riempio il bicchiere? chiede il barista.
Certo. Russell d un'occhiata al signor Stone, che si 
addormentato con il viso rivolto verso di lui, le guance
schiacciate contro il bancone, la bocca aperta da cui ogni
tanto escono un filo di bava e un lieve grugnito rantolante.
Russell si stringe nelle spalle. Non ci vorr molto. Lui
ha un segno sulla fronte che si  dimenticato di mostrare al
dermatologo, ed  quasi ora di fare un'altra colonscopia.
Non si  mai troppo prudenti con quella roba.
Ecco, signore. Il barista gli ricorda suo figlio Russ, un
ragazzo energico, poco complicato, che sta per laurearsi
alla Duke. Pensa di buttarsi nel commercio in Internet. Ha
un sacco di piani in mente, progetti grandiosi. Russ si 
ribellato a Russell diventando un venditore e un repubblicano,
le due cose che Russell detesta pi di ogni altra, tranne
forse i computer e le societ per azioni. Russell si vanta
di essere un luddista, un don Chisciotte, un eroe del passato.
Nel corso degli anni  diventato famoso per essersi occupato
di casi impossibili, i casi che non vuole nessuno:
pena di morte, diritti civili, molestie sessuali, l'uomo comune
contro la grande impresa. La sua attivit secondaria,
che gli riesce molto bene, consiste nell'aiutare le persone a
creare enti senza scopo di lucro. Russell crede in quello che
ha fatto, eppure non  fiero di s. Non  riuscito a cambiare
niente. Pi lavori sodo e pi sono le cose che vanno
in malora, compresa la cultura. In fondo Russell teme che
forse Russ aveva ragione nella loro ultima discussione -
litigata sarebbe pi preciso - quando gli ha detto che non
avrebbe compiuto nessuna di quelle imprese se avesse
dovuto davvero guadagnarsi da vivere. Quell'accusa l'aveva
fatto infuriare, ma potrebbe essere vera.
L'altro giorno ha letto sul giornale che la frase pi utile
nella lingua inglese : Potresti avere ragione. Che non 
una capitolazione totale, a pensarci bene. Magari incomincer
a usare pi spesso questa frase, e la smetter di innervosire
tutti. Deve comportarsi meglio e smetterla di mettere
in imbarazzo Catherine. Gli altri si calmano quando
invecchiano, no? Non raggiungono un certo equilibrio?
Andare in pensione. Darsi al giardinaggio. Non il golf, mai.
Russell non giocher mai a golf, per lui il golf rappresenta
il peggio dell'America, nonostante Tiger Woods; basta
guardare come stanno distruggendo i deserti in Arizona per
poterli ricoprire d'erba e fare nuovi campi da golf, in modo
che sempre pi persone possano giocare. Cristo santo!
Russell cerca di respirare lentamente, a fondo. Rivolge
di nuovo l'attenzione alla TV dove - dannazione! - vede
Susi Sergi, la meteorologa che preferisce in assoluto, con la
cascata di riccioli neri e le fossette agli angoli della bocca
rossa, piena, e il seno grosso che non cerca di nascondere
n di mettere in mostra, cosa che non sarebbe decorosa per
una meteorologa, e Susi  la migliore.  una professionista,
specializzata in temporali. Russell aveva sofferto molto
quando Susi aveva preso un'aspettativa di maternit, un
paio di anni prima: era stata via cos a lungo, diavolo,
avrebbe dovuto tornare al lavoro e lasciare che il marito si
prendesse cura del figlio. Dannazione!  molto sexy oggi.
Vestito rosso dinamite con giacca rossa in tinta, e una collana
d'oro che sembra molto costosa. Forse a Catherine
piacerebbe una collana come quella di Susi Sergi. Russell 
sicuro che Susi si fa crescere i peli sotto le ascelle,  una
cosa etnica. Adora il modo in cui solleva la bacchetta,
come una majorette il bastone, indicando i cerchi concentrici
di un sistema di bassa pressione.
S, oggi abbiamo pioggia nel Sudest, annuncia in tono
allegro, con forti temporali e in alcuni casi chicchi di
grandine del diametro di due centimetri. Texas centrale, ci
sono forti piogge per voi, otto, dodici centimetri, che metteranno
fine alla siccit. Montgomery, voi avete avuto
meno di un centimetro di precipitazioni, quest'estate,
quindi abbiamo buone notizie per voi. Avete ancora un
deficit di due anni di precipitazioni, ma potrete godervi un
po' di pioggia, oggi. Las Vegas, vi piacerebbe, eh? Oggi
avrete 39, Phoenix, voi siete a 37 e la temperatura si sta
alzando... Russell ammira il modo autoritario, familiare,
con cui Susi Sergi si rivolge alle citt e alle regioni di tutti
gli Stati Uniti. Ma proprio in quel momento si scorge la
mano di qualcuno che le passa un foglietto, e Susi d subito
la notizia: Abitanti di Charles County, Maryland, mettetevi
immediatamente al riparo! annuncia in tono drammatico.
Nella vostra area sono state rilevate due nubi a
proboscide. Fino alle ore quindici ci sar un allarme tornado.
Abitanti di Charles County, Maryland, mettetevi al
riparo, immediatamente!
Un motivo per cui Russell  cos affezionato a Susi Sergi
 che era stata lei ad annunciare il tornado in Alabama,
dove lui e Catherine si erano trasferiti da poco. Russell non
si era mai interessato molto alle case prima di allora, ma
aveva subito adorato quegli alberi enormi, noci, querce,
pini e Catherine aveva bisogno di maggior spazio per il suo
lavoro.
Sentite, cosa state cercando esattamente? aveva chiesto
la signora dell'agenzia immobiliare, in tono pimpante.
Una vecchia cascina, aveva risposto Catherine. Con
un gran fienile.
Voglio una casa in cui poter morire, aveva aggiunto
Russell sperando di essere d'aiuto, anche se la signora aveva
ruotato la sua testa da folletto sul collo scheletrico e l'aveva
guardato fisso. Pi tardi, nel giardino di quella casa,
Catherine lanciava gridolini di felicit davanti ai rami enormi
di un albero. Potremmo mettere un'altalena per i
nipoti, aveva tubato.
Oppure potrei impiccarmi, fece Russell, offendendo a
tal punto la signora dell'agenzia che and a sedersi in macchina,
mentre Catherine si accasciava su una panchina,
piegata in due dalle risate.
Si erano trasferiti l da meno di due mesi quando Susi
Sergi aveva annunciato quella tremenda notizia. E stato
lanciato un allarme di tempesta imminente per Tuscaloosa,
Alabama.
Catherine! aveva gridato Russell. Catherine! Aveva
preso le parole di Susi per oro colato. Stranamente a Russell
sembr persino ironicamente logico: proprio quando
finalmente viveva in una casa sua con una donna che amava,
il clima gli si rivoltava contro. Non importa quanto
segui le previsioni, al clima non gliene frega niente. Okay,
bastardo, pensa il clima. Sei compiaciuto, eh? Be', cosa te
ne pare di questo? E di questo? I primi tuoni cominciarono
a rombare, e il sole si offusc. Catherine!
Tesoro, perch gridi cos? Catherine si era stiracchiata
con un movimento carico di lussuria, alzando lo sguardo
dal cruciverba che teneva in grembo. Essendo una donna,
considerava le previsioni del tempo come un semplice
rumore di sottofondo.
Hanno lanciato un allarme di tempesta, ecco cosa c'!
Con la possibilit di tornado... che si forma dalla cima di
nubi temporalesche a forma di incudine, come Russell sapeva
perfettamente.
Ripeto, Tuscaloosa, Northport e la zona circostante,
mettetevi immediatamente al riparo. Assicuratevi che tutti
i vostri animali domestici siano in casa. Andate nella parte
pi sicura della vostra abitazione, che spesso  il bagno o
la tromba delle scale, e state l finch il temporale non 
passato. Non uscite, per nessun motivo. Se siete in macchina,
accostate. Non uscite dal veicolo. Susi Sergi era serissima.
Era il suo momento di gloria, la grande occasione
per dimostrare che non era soltanto una ragazza carina.
Russell corse ad aprire le porte-finestre. Venti forti e scrosci
violenti saranno associati... Susi continu ancora per
un attimo, prima che la sua voce si trasformasse in un fruscio
e l'immagine scomparisse. La TV era morta. Poi salt
la luce.
Oh, mio Dio, ci siamo piccola, questo  grosso, disse
Russell mentre il cielo si scuriva, il vento si alzava e la pioggia
cadeva a scrosci nel cortile. L'ombrellone e due sedie a
sdraio del patio volarono in aria.
Forse dovrei... Catherine fece per uscire, ma Russell
la trattenne. No, le disse. Rimani qui. Stai qui. Chiuse
le porte-finestre a chiave e rimase abbracciato a lei, mentre
il vento aumentava e la pioggia colpiva i vetri con un rumore
simile a una mitragliatrice. Il cielo divent completamente
nero. E poi, era una sirena? O fu il vento che incominci
a ululare con un orribile stridore, seguito da tutte
quelle esplosioni, tuoni forti come bombe, e poi altri tuoni
e un improvviso, vicinissimo lampo che aveva illuminato il
viso di Catherine.
Oh, Russell, che cos'? Sembra che sia scoppiata la
guerra.
La baci.  un tornado, tesoro. Ho sempre saputo che
sarebbe arrivato, prima o poi.
Ma a Tuscaloosa c' gi stato un tornado, meno di tre
anni fa, gemette Catherine. Non  giusto.
No, tesoro, non c' niente di giusto nella vita, disse
Russell. Persino il vecchio proverbio secondo cui un fulmine
non colpisce mai due volte lo stesso posto non  vero;
colpisce la punta dell'Empire State Building circa cinquecento
volte l'anno. E anche se hai un cancro terminale,
puoi sempre morire in un incidente. Non esistono garanzie,
disse a Catherine, proprio mentre qualcosa di pesante
colpiva il tetto.
Cos'era? grid Catherine nel buio. E poi: Russell,
cosa stai facendo? anche se lo sapeva benissimo. E d'altronde,
perch no? Cosa c' di meglio da fare quando la
pioggia sta trasformando la strada in un fiume e gli alberi
cadono sulla casa dei tuoi sogni? E dopo Russell dovette essersi
addormentato, perch era pomeriggio inoltrato quando
apr gli occhi e vide Catherine addormentata accanto a
lui, in slip e reggiseno, sul tappeto persiano.
Accidenti! disse Catherine, drizzandosi a sedere. Non
riesco a crederci. Ho tutti i segni del tappeto sulla pelle,
sembrano ustioni. Si stava sfregando il gomito. Oh,
Dio. Miracolosamente, le porte-finestre non si erano rotte,
anche se non si vedevano altro che foglie. La stanza era
invasa da una strana luce verde. Russell punt il telecomando
sullo schermo, invano. Sollev la cornetta del telefono.
Muto. Si alz, tir su i pantaloni, poi la zip. Si sentirono
delle sirene. Era finita, anche se sarebbero passati
altri cinque giorni per riavere l'elettricit. Un lungo periodo
senza Susi Sergi. Un sacco di tempo senza aria condizionata.
Gli ultimi due giorni Russell e Catherine si rifugiarono
in citt nel nuovo Phoenix Hotel.
L Catherine si diede subito da fare: chiam alcuni operai
per il tetto, altri per il giardino, e chiss chi altro ancora.
Steso sul letto enorme dell'hotel a guardarla (e a guardare
anche Susi), Russell rimase colpito dalla capacit
organizzativa di Catherine. Se non fosse stata cos amante
della casa, dell'arte, avrebbe potuto dirigere la Microsoft.
Comunque la loro casa non aveva subito molti danni, a
parte gli alberi che ci erano caduti sopra e che furono
rimossi. Lievi danni al tetto, alle grondaie, alla veranda. A
Russell non importava granch della casa. Ma il giardino
gli spezzava il cuore. Avevano perso quattordici alberi,
incluso il pi bello, il pi grosso, il noce americano che
Russell aveva sempre identificato con l'idea di qualcosa di
vecchio ma ancora in piedi, sempre l. Il noce era caduto
sulla destra, spaccando il grosso acero che l'aveva tenuto in
piedi a quarantacinque gradi, con buona parte delle radici
scoperta.
Che ne dite di tirarlo su? chiese ai tre tipi che erano
arrivati per mettere a posto il giardino.
Non si pu, signore. Uno degli uomini si tolse il berretto
per grattarsi la testa sudata. Non funziona. Morir.
Ma se vuole glielo taglio e lo porto via di qui. Le coster
un migliaio di dollari. Diciamo pi o meno sette testoni
per tutta la propriet. Per essere uno del Sud era incredibilmente
preciso, quasi forbito.
Facciamo cos. Voi andate avanti con gli altri alberi. Io
cerco di trovare qualcuno che riesca a tirarmi su questo.
Credo che si possa ancora salvare. All'improvviso anche
Russell si sentiva deciso, e rimase sulle sue posizioni anche
se Catherine si era messa a piangere e a implorare di farlo
tagliare e portarlo via, era cos brutto da vedere. Catherine,
aveva detto lui, imitando John Wayne, me ne occuper
io.
Alla fine trov un gruppetto improvvisato del South
Carolina, ragazzi giovani che giurarono di poterlo tirar su
con un paio di trattori e dei cavi per fare in modo che rimettesse
radici. Russell pensava che ci volesse una gru, ma
i ragazzi sostennero di aver gi rialzato in quel modo un
gran numero di alberi. Alberi cos grandi? chiese Russell.
Oh, certo, dissero. Non c' problema. Possiamo farcela
affittando i trattori, disse quello biondo, il capo. Facilissimo.
Portava una bandana rossa intorno al capo, come
un pirata. Russell credette a quei ragazzi perch volle crederci.
Non si rendeva conto di quanto fosse insolito rialzare
un albero finch i ragazzi non si misero al lavoro, e
ben presto la strada si riemp di spettatori. Alcuni si erano
portati persino da mangiare. Catherine era sconvolta. Sai,
ero alla posta, raccont a Russell, e tutti parlavano di
noi.
Cosa vuol dire che parlavano di noi?
Di te che cerchi di salvare quell'albero. Non sapevano
che ero io, cio non sapevano che abito qui. Pensano che
siamo pazzi, tesoro. Pazzi.
I ragazzi legarono con un cavo l'albero caduto a due
altri alberi e poi a uno spuntone di ferro conficcato nel terreno,
formando una specie di triangolo. Cos, spieg il
biondo a Russell, cadr lontano dalla casa, se cade.
Russell era in giardino con loro, e stava bevendo parecchio.
Cosa vuol dire, se cade? La sua domanda si perse nel
frastuono causato dall'arrivo di due grossi trattori e un ribaltabile.
Il pubblico aument. I ragazzi del South Carolina
si misero in posa per una foto di gruppo accanto all'albero,
poi accanto ai trattori e infine davanti alla casa. Non appena
vide le macchine fotografiche, Russell si rese conto che
avevano mentito. Non avevano mai fatto un lavoro del
genere, prima. Poi arriv un reporter del quotidiano locale.
I ragazzi si legarono i lacci delle scarpe e si misero in posa
bevendo acqua minerale. Due salirono sui trattori e li
manovrarono finch i cavi non furono tesi. Il proprietario
del ribaltabile fece manovra sul prato per metterlo in posizione.
Rovinano l'erba! piagnucol Catherine. Russell, cosa
intendi fare?
Voglio salvare l'albero, rispose lui, cupo. Fece un cenno
con il capo al ragazzo biondo sul trattore, che si tolse la
bandana e la sventol in aria. I trattori cominciarono a
indietreggiare, i cavi si tesero. La folla si fece avanti per vedere
meglio. Il gigantesco albero cigol e trem, e le foglie
cadevano mentre i trattori tiravano. L'acero vibr, si spacc
e cadde. Continuate a tirare, continuate a tirare, gridava
Russell nel frastuono, anche se nessuno riusciva a sentirlo.
Aveva sempre desiderato gridare cos.
Non posso guardare, disse Catherine.
Pian piano, stridendo e scricchiolando, l'albero cominci
a rialzarsi. La folla applaud. Altri uomini si avvicinarono
per assicurare i cavi. Molti andarono da Russell per
stringergli la mano. Il giornalista lo intervist. In seguito,
Russell avrebbe ricevuto un encomio dalla Arbor Society.
Sarebbe diventato un eroe locale. Nei quattro mesi successivi,
bagn l'albero ogni notte, l'intera notte. La sua bolletta
dell'acqua tocc una media di 595 dollari al mese, ma
non se ne cur.
Perch l'albero  ancora in piedi, vivo e vegeto. Russell
beve il caff in veranda tutte le mattine per ammirarlo, e
prova un piacere immenso. La scorsa primavera un grosso
germoglio  spuntato dalla base.
Per chi viaggia,  una giornata piuttosto buona in tutta
l'America, sta dicendo Susi Sergi sopra il vocio del bar
Calliope, sulla Belle of Natchez. Si volta da una parte all'altra,
tracciando un ampio arco sulla cartina. Un momento!
Russell si sporge sullo sgabello. Susi dev'essere ingrassata,
oppure... dannazione,  di nuovo incinta! Il completo
rosso  di fatto un abito prmaman. Susi, brutta puttana!
Prego, signore? Il barista gli si avvicina, preoccupato.
Ne prendo un altro...
Signore, spero che mi scuser, ma forse ha bevuto
abbastanza, per ora.
Cosa nei sai, stupido... vorrebbe dire Russell. Invece gli
dice: Potrebbe avere ragione. Sollevato, il barista gli sorride.
Potrebbe avere ragione, ripete Russell, con convinzione.
Dovrebbe abituarsi a dire quella frase. E poi  vero che
vuole controllare la propria rabbia, vuole vivere a lungo,
invecchiare con Catherine, diventare vecchio, vecchio, vecchio,
pieno di cerchi concentrici che si espandono all'infinito,
come un albero. Russell ha gi vissuto a lungo. Ha
visto quasi tutti i tipi di fenomeni atmosferici, inondazioni,
arcobaleni, bufere di neve nel New England, uragani nei
Caraibi, i venti di Santa Ana in California, il parelio sul
deserto. Ma non ha mai visto il famoso raggio verde al tramonto,
sull'acqua. Gli piacerebbe vederlo, prima o poi. Ehi,
perch non porta Catherine su un'isola il prossimo inverno?
Carpe diem. Meglio prendere moglie e figli e andare a trovare
la nonna, consiglia Susi, prima che questo sistema
ciclonico si scateni, a cominciare dal 12 giugno, il prossimo
gioved. Cogli l'attimo. I cavi tengono bene, ma c' ancora
un tempo d'inferno laggi, pensa Russell mentre paga ed
esce dal bar Calliope in cerca di Catherine.
...
.
...
Miglio 364.2.
Natchez, Mississippi
Marted 11/5/99
Ore 12,05.
...
.
...
In realt  tutto buono, qui. La cucina di Frances Barker
 eccellente. Cerco di venirci tutte le volte che posso. Pete
si sporge sulla tovaglia di lino rosa del Magnolia Grille,
dove lui e Harriet siedono nella veranda riparata. La Belle
 attraccata al porto, con le bandiere al vento e la grossa
ruota rossa che brilla al sole. Sembra una giostra galleggiante.
Harriet guarda tutto tranne Pete, seduto davanti a
lei. Da vicino, Pete  fastidiosamente grosso, fastidiosamente
virile, ha persino piccoli peli che gli escono dalle
orecchie. Harriet ha letto da qualche parte - forse nella
rubrica di Marilyn vos Savant sul quotidiano domenicale -
che quei peli sono un segno di molto testosterone, o troppo
testosterone o qualcosa del genere. Cerca di leggere il
menu.
Mi permetti di consigliarti il tramezzino con frittelle di
granchio? Pete ha un modo di parlare antiquato, galante.
Certo, lo prendo. Adoro le frittelle di granchio. Le
sembra di squittire. Come si chiamava quell'assassino hippie?
Squeaky Fromme.
Magari un carciofo ripieno per incominciare?  una
delle specialit di Frances.
S, va bene. Adoro i carciofi.
E se ordinassi per te anche pesce gatto alla griglia e un
tortino di pollo?
Finalmente Harriet lo guarda.
Vuoi anche quelli? Le sorride, dopotutto  solo un
brav'uomo di una certa et.
No, io...
Pete depone il menu e le tocca la mano. Ehi, stavo solo
scherzando, ti prendevo un po' in giro. In realt sono piuttosto
innocuo. Continua a sorriderle. Oh, ha un canino
d'oro! Harriet non riesce a credere di non averlo notato
prima. Gli sorride. Il carciofo ripieno e le frittelle di granchio
mi sembrano deliziosi, dice. Devi scusarmi, mi
sento un po' fuori dal mio ambiente, qui. A dir poco, vorrebbe
aggiungere.
Che ambiente? Cosa intendi? Dietro le lenti, gli occhi
di Pete sono di un bell'azzurro nitido.
Oh, insegno a scuola, vivo in modo molto tranquillo,
quindi tutto questo mi  nuovo. Harriet prende un sorso
d'acqua. Sono un po' nervosa.
Pete ordina a Frances in persona, che lo chiama caro e
gli sfiora la spalla con il fianco mentre prende nota.  una
donna imponente dai capelli neri e ricci e indossa un completo
aderente rosa. Allora, cosa insegni? Pete restituisce
i menu a Frances.
Oh, non ti...
Certo che m'interessa.
Be', immagino che dovrei dire che insegno inglese,
ma non  letteratura, niente del genere, ma non  nemmeno
grammatica. Lavoro con le persone che riprendono gli
studi...
Mentre lei spiega, Pete si sporge in avanti; alla fine di
quella recita Harriet  esausta, ma si sente addirittura interessante.
Anch'io insegnavo, dice lui, sorprendendola. Storia,
alle superiori, come mio padre.
Dove?
Cairo, Illinois.
Sono stata a Cairo! dice Harriet. Ci siamo fermate la
prima volta che abbiamo percorso il fiume.
Oh, hai gi viaggiato con noi?
No, ero su una chiatta, con un sacco di ragazze, estate
1965. La crociera di adesso  una specie di riunione per
alcune di noi.
Be', infatti me l'ero chiesto. Non sembrate sorelle, e
non mi pareva nemmeno una riunione di famiglia, di quelle
ce ne sono un sacco. Una chiatta, hai detto?
Il carciofo ripieno  delizioso, cos come lo Chablis che
ha ordinato Pete ma Harriet assaggia a malapena l'antipasto,
tutta presa a raccontargli del viaggio in chiatta. 
imbarazzata quando Frances viene a portare via il piatto
vuoto di Pete e le lancia uno sguardo accusatore. E tu?
chiede Harriet. Voglio dire, mi stavo chiedendo come...
come una persona, cio come si diventa un Riverlorian, un
esperto del Mississippi. Sembra un'occupazione cos strana
da scegliere. Si sente una stupida.
Ma lui sorride. Harriet adora i suoi grossi denti squadrati!
Be', dice, la verit  che ci sono capitato per caso,
come succede alla maggior parte delle persone. Davvero?
pensa Harriet. Davvero alla gente capitano delle cose?
Ecco com' successo. Pete si appoggia allo schienale, annuendo
a Frances che gli porta la cernia e gliela appoggia
davanti con un tonfo. Sono cresciuto l, a Cairo, poi sono
andato all'Universit del Mississippi: giocavo a football,
finch non mi sono fatto male a una gamba e ho cominciato
a studiare storia. Mi  sempre piaciuta la storia. Ho
fatto il servizio militare in marina, poi sono tornato all'universit
e mi sono laureato. Ho sposato il mio amore d'infanzia,
Lois, e mi sono stabilito a Cairo, a poca distanza dai
miei. Abbiamo avuto un figlio, Clifton, il nome di mio
padre. Adoravo Clifton, e adoravo Lois. Inavvertitamente,
lo sguardo di Harriet cade sulla sua mano: una spessa fede
d'oro, oh, no. Ho vissuto cos per anni, e mi ci ero abituato,
abituato a vedere mia moglie ogni sera, quando tornavo
da scuola... Pete era anche l'allenatore di football,
un'occupazione che gli rubava parecchio tempo. Il mio
ragazzo ha sempre giocato a football, a scuola. Era davvero
della mia stessa pasta, allora.
Oh, no - con la coda dell'occhio, Harriet vede le ragazze
che sbirciano attraverso la veranda all'entrata del ristorante
- maledizione! Perch ha detto che sarebbe uscita a
pranzo con Pete? Catherine si porta un dito alla bocca in
un esagerato ssst, Courtney fa un cenno di saluto, mentre
Anna si dirige in punta di piedi verso la toilette, molto
esotica nell'abito a vistosi motivi africani.
Pete si mette a ridere. Le vedo, dice, senza voltarsi. Ti
stanno solo controllando, immagino. Vuoi scioccarle un
po'?
Be', sicuro. Harriet non fa in tempo a rispondere che
Pete si  sporto verso di lei, le ha afferrato le mani e gliele
sta baciando. Oppure pensa che le stia baciando, perch
sente qualcosa di umido, quindi probabilmente  cos, ma
soprattutto sente qualcosa che punge. Ah, s, i baffi alla
Mark Twain. Quando Anna esce dal bagno, le ragazze lasciano
il ristorante svignandosela come granchi, con gli occhi
sgranati.
Ci sono cascate! dice Pete.
Harriet, che  arrossita, ride ma non ritrae le mani.
Stavi dicendo...
Dicevo che avevo una vita, una bella vita, l a Cairo.
Era cos bella che non ci pensavo nemmeno, non so se mi
capisci - Harriet annuisce - Io e la mia signora avevamo
la nostra casa, lei aveva un piccolo studio contabile in centro.
Nei fine settimana andavamo a fare un giro sul fiume,
a volte pescavamo. Anche a Lois piaceva pescare. Il nostro
ragazzo andava bene a scuola, oh, si  messo in qualche
guaio, ma niente di insolito per un adolescente. Si  appassionato
di skateboard, poi di mountain bike, a me andava
bene, mi bastava che i voti fossero buoni e giocasse a
football. Probabilmente in quel periodo consideravo la vita
con i parametri del football, anche se pu sembrarti
sciocco. Quegli anni sono stati i pi duri, ma anche i pi
eccitanti, perch stavamo sviluppando da zero il programma
di football, stavano formando la squadra. Poi nel '75,
'77, '80, '82 e '83 siamo stati campioni della lega. Nessuno
poteva batterci. Sai, il football nelle scuole superiori significa
molto in cittadine come Cairo, gente che lavora tutto
il giorno al mulino, in fabbrica o in officina. Riescono a
lasciarsi tutto alle spalle quando vedono una partita il venerd
sera. Possono vincere. E ovviamente hanno tutti
un'opinione su quello che fa o non fa l'allenatore, hanno
tutti qualcosa da dire. Be', significa qualcosa, ecco cosa sto
cercando di dire. Significa pi di quello che in realt . E
io ero cos immerso in questa cosa che non l'ho capito finch
non  finito tutto.
Cos' successo?
A Lois fu diagnosticato un mieloma multiplo nell'estate
del 1986. Non sapevo cosa mi stesse succedendo.
Non ho avuto davvero tempo per rendermene conto. Cinque
mesi dopo era morta. Pete scrolla il capo, abbassa lo
sguardo.
Oh, quanto mi dispiace.
Pensa, c'erano tante cose ancora che volevamo fare, sai,
ma non abbiamo fatto in tempo. Come andare in Nova
Scoda, Lois avrebbe tanto voluto andare in Nova Scotia,
non chiedermi il perch. Dovevamo anche rifare la cucina.
So che sembra stupido, ma ci sono queste piccole cose che
tornano a perseguitarti dopo una tragedia del genere. Ma
Lois era dolce, era speciale, un uomo avrebbe dovuto riservare
pi attenzioni a una donna cos.
Mi dispiace tanto, ripet Harriet. Le frittelle di granchio
sono deliziose, ma sarebbe fuori luogo dirlo adesso.
Pete si pulisce i baffi con il tovagliolo, poi si versa un
altro bicchiere di vino. Poi  scoppiato l'inferno, dice,
pragmatico. In parte  stata colpa mia, in parte no. Comunque,
per farla breve, ho scoperto che mio figlio si drogava
mentre mia moglie stava morendo. Vedi, Lois era in
ospedale e io ero sempre con lei, in ogni momento libero
da scuola, non ero quasi mai a casa, lo riconosco. E poi 
stato un casino dopo che  morta, e giuro che non mi ero
nemmeno accorto di quello che stava succedendo quando
la polizia  venuta a bussare alla porta. L'avevano beccato
con le mani nel sacco, lui e altri ragazzi che tentavano di
scassinare una stazione di servizio per rubare i soldi per
comprarsi la droga. Vecchia storia. Si faceva di cocaina da
crack e la vendeva, pure.
Santo cielo, dice Harriet, anche se ha sentito storie
simili dalle donne della sua classe. Cos'hai fatto?
Be', la situazione mi era scappata di mano ormai. Ma
sono stato duro, troppo duro con lui. L'hanno cacciato da
scuola e spedito in un centro di riabilitazione; visto che
non ha funzionato, l'ho mandato in un altro centro, ma
mentre era l ha compiuto diciotto anni e ha detto che
voleva tornare a casa. Io per non volevo, volevo che rimanesse
l. Insomma, per farla breve, ha lasciato il centro e se
n' andato a zonzo per un po' e poi ha ricominciato a drogarsi
e ha sparato a un tizio ed  finito in una prigione
federale, ad Atlanta. Non ha voluto vedermi, mentre era l.
Ha detto che se io non volevo vederlo, lui non voleva vedere
me. A sua madre si sarebbe spezzato il cuore: grazie a
Dio non ha dovuto assistere a tutto questo.
E dov' adesso?
Non lo so, e la cosa mi fa impazzire; ma ogni tanto mi
manda una cartolina. Pete prende il portafoglio dalla giacca,
lo apre ed estrae una cartolina ripiegata in quattro, con
il timbro postale del Montana. Ehi, pap, legge, spero
che tu stia bene. Resto qui per un po'. Cieli sconfinati da
queste parti. Tuo Cliff. Pete la fissa per un attimo. Lois ci
ha sempre tenuto che scrivesse bene, dice. Ripiega attentamente
la cartolina e la rimette nel portafoglio. Poi guarda
il fiume mentre una giovane cameriera - non Frances, che
forse ha deciso che non ne vale la pena - toglie i piatti. Dolce?
chiede. Oh, non potrei proprio, dice Harriet e Pete
aggiunge: Niente per me. Guarda molto lontano, adesso.
Non mi hai ancora detto come sei arrivato a fare questo
lavoro.
Rivolge di nuovo lo sguardo su di lei. Le cose andavano
a rotoli, come ti ho detto, senza Lois e con mio figlio in
quella situazione, e sinceramente non me ne fregava pi
niente del football. Mi sembrava inutile, stupido. Le vedove
allegre di Cairo mi stavano addosso. E poi bevevo come
una spugna. Quindi puoi immaginare come allenavo la
squadra. Alla fine il mio vecchio amico John, il preside,
venne a trovarmi e mi offr un'aspettativa retribuita sia per
il lavoro di allenatore che per quello di insegnante di storia,
per un anno soltanto, in modo da potermi rimettere in
sesto. Ma non sono tornato a scuola. Non potevo. Oh, ho
avuto un periodo nero, sul serio. Alla fine, per la disperazione,
ho incominciato a leggere. Erano anni che non avevo
il tempo di farlo, e ho scoperto che mi rilassava. E mi
interessava, niente m'interessava cos da tanto tempo. Leggevo
biografie, libri di storia. Leggevo tutto quello che mi
capitava tra le mani riguardo al Mississippi, ed  cos che
mi sono imbattuto in Mark Twain. Be', Mark Twain mi
interessava davvero. Perch era tetro, tetro quanto me,
verso la fine della sua esistenza. Tutta la sua famiglia era
morta, e forse mi sono identificato con quella situazione.
Con lui.
Poi, un giorno, ero in un bar di Cairo, vicino al molo,
quando sono entrate delle persone che viaggiavano su un
piroscafo, e una donna mi ha chiesto: Non  lei il tipo che
fa lo spettacolo di Mark Twain sul nostro battello? Ovviamente
ho risposto di no, che non ero io, ma la cosa mi
ha fatto riflettere. Cos ho lasciato crescere un po' i capelli
e i baffi, e quando il piroscafo ha attraccato sono andato al
pontile e sono salito. Non avevo niente da perdere. E guarda
un po', salta fuori che stavano cercando dei Mark Twain
proprio in quel periodo. Anzi, erano disperati perch uno
doveva essere operato alla schiena, una cosa grossa, e quindi
erano scoperti per mesi. Amici, ho detto, mettetemi
in lista. Sa qualcosa di Mark Twain? mi hanno chiesto,
e io, be', guarda caso s. Se le diamo un copione, saprebbe
recitare la parte di Mark Twain? Io ho accettato. Be',
non avevo niente da perdere, come ho detto. Avevo gi
perso tutto. Cos, all'attracco successivo, aspettavo sul
molo con il mio completo bianco e la cartella, ed  andata.
Lavoro per loro da otto anni.  un bel lavoro. Faccio da
sei a otto viaggi l'anno. Mi diverto. Il resto del tempo
leggo, faccio un po' di giardinaggio, insegno ballo al centro
per anziani e porto lo spettacolo in giro per lo stato,
nelle scuole, nelle case di riposo: posso modificarlo a
seconda dell'et del pubblico. Mangio manicaretti, bacio le
vedove. Sto ancora aspettando che il mio ragazzo ritorni a
casa, e sto ancora aspettando di trovare la donna giusta.
Le strizza l'occhio. Nel frattempo, devo ammetterlo, me
la godo. Oggi sono stato proprio bene qui. Porge la carta
di credito alla cameriera.
Allora ti sembra che questo incontro sia andato bene?
chiede Harriet, disgustata dalla sua stessa domanda.
Lui si mette a ridere mentre la cameriera porta il conto;
firma con uno svolazzo, poi guarda Harriet da sotto le
spesse sopracciglia bianche. E andato benissimo, risponde.
E spero di poterti offrire qualcosa da bere stasera,
magari dopo lo spettacolo. Si alza. Lei lo imita, ma le tremano
le ginocchia.
Allora? Le appoggia una mano sulla schiena per guidarla
verso l'uscita. Dai tavoli, parecchie persone annuiscono,
salutano o sorridono - sono tutti della Belle, riconoscono
Pete. Un po' stordita, Harriet risponde ai cenni.
Be', certamente, gli risponde.
Pete apre la porta e a un tratto si ritrovano nel mondo
reale:  incredibilmente luminoso qua fuori,  come uscire
da un film, pensa Harriet, un film sulla vita di qualcun
altro.
...
.
...
Miglio 364.2.
Natchez, Mississippi
Marted 11/5/99
Ore 18,10.
...
.
...
Seduta alla piccola scrivania nella sua cabina, con indosso
la vestaglia rosa, Anna  gi al capitolo 4. Col quinto capitolo
entrer nel vivo del romanzo, o comunque  cos che
la pensa, anche se non ha mai rivelato a nessuno i suoi trucchetti.
Dopo il quinto, i capitoli diventeranno via via pi
brevi, per aumentare la suspense, per dare l'impressione che
i personaggi corrano ancor pi velocemente verso il loro
destino. Per il lettore, il romanzo prender velocit, tanto
che non riuscir a metterlo gi finch non l'avr finito. O
cos spera. Anna d un'occhiata all'orologio, poi affonda
ancora la penna nel calamaio, per quelle che dovrebbero
essere le ultime righe della sua giornata di lavoro.
Senza nessun particolare motivo Jade Cameron si rigir
nel sonno e poi apr gli occhi. Erano solo le due di mattina,
eppure si sentiva stranamente, violentemente sveglia.
Dopo aver infilato la vestaglia di satin color crema sul corpo
nudo, si avvicin alla lunga finestra che dava sulla misteriosa
palude, meravigliosamente eterea alla luce della
luna piena che fluttuava bassa sull'orizzonte. Apr il grosso
chiavistello. Le cicale frinivano, gli uccelli notturni zufolavano.
Le querce cigolavano mentre le loro cortine di muschio
spagnolo dondolavano delicatamente nella brezza
che si era alzata all'improvviso. D'istinto, Jade usc alla luce
della luna. Stava camminando con i piedi che affondavano
piacevolmente nel tappeto soffice di umido muschio quando
all'improvviso...
Oh, mi scusi, signora Trethaway, torno pi tardi! 
Huckleberry, che porta il vassoio serale con la Perrier, mentine
e un bicchiere pulito per il comodino.
Va tutto bene, caro. Metti pure gi il vassoio, gi che
ci sei.
Lui obbedisce, fermandosi per lisciare il copriletto e sprimacciare
il cuscino, mentre Anna lo guarda. La sua camicia
 bianca, impeccabile, le mani abbronzate, la cravatta storta.
Ha una spruzzata di lentiggini sulle guance.  stranamente
bello, sano in modo del tutto naturale. Mette un
cioccolatino Godiva sul cuscino.
Ha bisogno di altro, signora Trethaway?
Be'... Anna depone la penna, sporge le labbra carnose
e lo guarda. Lui la guarda. Ma il campanello della cena
squilla proprio in quel momento; passi e voci riempiono il
corridoio davanti alla sottile porta della cabina. Il momento
magico  passato. Ciao ciao, dice Anna, muovendo le
dita. A domani, allora.
...
.
...
Miglio 229.4.
Baton Rouge, Louisiana
Mercoled 12/5/99
Ore 10,35.
...
.
...
Arrivando al bar Calliope lievemente in ritardo, Courtney
si sorprende di trovare Harriet che sorseggia un enorme
cocktail New Orleans Hurricane, servito in un'assurda
coppa da brandy. Non  un po' presto per quello? chiede
mentre prende posto sullo sgabello accanto al suo.
Salve, bella ragazza! Il vecchio alla sinistra di Courtney
ha la faccia da ubriacone, ma indossa un bellissimo
abito di tela indiana. Courtney lo ignora.
Harriet? Pronto? Courtney le d una lieve gomitata.
Ho detto, non  un po' presto per quello?
Oh, Courtney, sospira Harriet trasognata. Pete vuole
che rimanga a New Orleans, invece di tornare subito a casa
in aereo. Dice che vuole farmi vedere il quartiere francese
e portarmi a ballare.
Be', fallo! Courtney aveva pensato di prendere un caff,
invece ordina una vodka con succo d'arancia. Perch
no? Non hai un marito, non hai una famiglia che ti trattenga
e ti impedisca di divertirti. Il tono  un po' pi acido
di quello che si aspettava, ma Harriet non sembra accorgersene.
Io lo farei di sicuro se fossi in te.
Oh, non lo so. Harriet ruota l'ombrellino di carta nel
grosso bicchiere, creando un piccolo vortice. Voglio dire,
non penso di poterlo fare. Cio, non posso. Ho gi il biglietto
aereo.
Cambialo. Courtney beve un lungo sorso. Costa solo
settantacinque dollari cambiare data, ne vale la pena.
Oh, Courtney...
Buon giorno, ragazze! Avete conosciuto il mio buon
amico, il signor Stone? Ecco Russell in camicia bianca immacolata
e berretto da baseball dei Red Sox, con binocolo e
macchina fotografica appesi al collo. Il vecchio ruota sullo
sgabello, annuendo verso tutti. Sembra sul punto di cadere.
Oh, s, abbiamo gi conosciuto il signor Stone, vero
Harriet? Courtney d una gomitata a Harriet, che fissa il
vuoto nel modo pi svagato possibile. Signore! Non ha un
briciolo di buon senso.
Russell ordina un Bloody Mary in un bicchiere di plastica.
Devo andare, dice. Tra poco inizia la visita dell'USS
Kidd. Catherine arriva tra un attimo. Vuole venire
alla palude con voi.
Cos' l'USS Kidd? chiede Harriet.
 un cacciatorpediniere navale restaurato. Voglio vederlo
perch  la nave su cui mio nonno ha prestato servizio
nel Pacifico.
Io ero mitragliere in torretta, dice il signor Stone
all'improvviso, ad alta voce. Si drizza a sedere con uno strano
bagliore negli occhi.
Non stai scherzando, vero, amico? Russell si volta
verso di lui con interesse, ma il vecchio si  gi accasciato
di nuovo sul bancone, con il viso rivolto dall'altra parte.
Russell scrolla il capo.
Non posso proprio farlo, ripete Harriet a se stessa,
disperata.
Divertitevi, ragazze. Russell si allontana. Non fatevi
mordere dai coccodrilli.
Faremo meglio ad andare, Harriet. Ecco, questo  per
tutte e due. Courtney paga e trascina con s Harriet, che
 un po' intontita.
Oh, guarda, dice Harriet all'improvviso quando superano
il Grand Saloon, dove un cartellone annuncia il Gioco
del Matrimonio. Ci sono Lonard e Bridget sul palco.
Probabilmente partecipano. Andiamo a vedere per un attimo,
Courtney. Abbiamo tempo?
Courtney guarda l'orologio. Penso di s. Ma un minuto
solo, okay?
Prendono posto in fondo, da dove vedono bene Lonard
e Bridget seduti comodamente su un divanetto, insieme
ad altre due coppie sistemate su altri due divanetti.
Melinda Post, una dei Steamboat Syncopators,  vestita da
giudice. Okay, okay! Batte un enorme martello sulla stessa
scrivania che Mark Twain ha usato la sera prima. Okay,
okay! grida con allegria esasperata nel microfono. Okay.
Prima domanda: di che colore  la tenda della vostra doccia
a casa? Oh, guarda, gli uomini sono tutti concentrati,
ma si capisce che non lo sanno. Non ne hanno idea! Bene.
Bart! Di dove sei, Bart?
Pasadena, California.
E di che colore  la tenda della tua doccia, Bart?
... ah... azzurra.
Okay, chiediamolo a Liz, la tua deliziosa moglie. Da
quanti anni?
Saranno quaranta gioved.
Applauso per Liz e Bart.
Okay, Liz, di che colore  la tenda della doccia?
Non ce l'abbiamo nemmeno la tenda per la doccia,
stupido. Abbiamo un box doccia. Che imbecille! Liz colpisce
Bart sulla testa con la sua grossa borsetta di paglia,
mentre il pubblico impazzisce.
Il giudice Melinda batte il martello. E ora la successiva
coppia di piccioncini, Eleanor e Bud Patkin. Da dove venite,
ragazzi?
Anche Eleanor e Bud, di Rochester, New York, sbagliano,
ma Lonard e Bridget indovinano, e accumulano cento
punti. La loro tenda della doccia  color argento. Argento?
Come fa Bridget a comportarsi cos bene? bisbiglia Harriet
a Courtney. Come fanno tutti a recitare cos bene?
L'hanno visto in televisione, risponde Courtney in un
sussurro. Questo gioco  basato su quel vecchio spettacolo I novelli sposi, te lo ricordi?  andato in onda per anni.
Non guardo molto la TV. Ce l'ho, comunque, aggiunge.
Il giudice Melinda chiede ai mariti di nominare qualcosa
di vostro che lei vorrebbe buttar via. Oh, guardate che
facce, gente, stanno pensando: ora, che cos'ho che lei...
Bud sceglie il suo berretto da bowling, Bart la sua pistola
- piuttosto inquietante, pensa Harriet - e Lonard la sua
vecchia vestaglia.
No, tesoro,  il tuo computer, dice Bridget. Detesto
che tu passi pi tempo col computer che con me.
Ahiiii, grida il pubblico.
Andiamo. Courtney costringe Harriet ad alzarsi. Dalla
porta sentono il giudice Melinda che pone la domanda
successiva. Okay, ragazzi: qual  l'amica pi bella di vostra
moglie?
Viva o morta? chiede il vecchio Lonard chinandosi
in avanti. Sembra una domanda normale, ma la folla scoppia
a ridere.
Oh, Ges. Courtney spinge Harriet fuori dalla porta.
Il vecchio Lonard le fa venire la pelle d'oca. Gene deve
cambiare idea. Courtney non riesce a credere che si stia
comportando cos stupidamente.
Anna! Che bella sorpresa! dice Harriet, mentre Anna
ciabatta sul molo di cemento in sandali, gonna lunga e camicia
larga, con le collane e i capelli rossi che le sventolano
intorno come una bandiera.
 solo la seconda volta che Anna esce alla luce del giorno,
dall'inizio della crociera. Salgono tutte sull'autobus e
prendono posto in fondo, una di fronte all'altra.
Grazie a Dio per l'aria condizionata. Anna allarga bene
la gonna intorno a s e sventola un blocco davanti al
viso arrossato. Ho pensato che dovevo venire a prendere
appunti, visto che il mio nuovo libro  ambientato in una
zona paludosa, spiega. Non sono mai stata in una palude,
ma ovviamente questo dettaglio non mi ha impedito di
scriverne! dice, gettando indietro la testa per unirsi alle loro
risate.
Ci puoi dare un piccolo assaggio della trama? chiede
Catherine.
Oh, certo...
Ben presto l'autobus accosta in una vasta radura frondosa,
sotto enormi querce che fanno ombra a vecchi edifici.
Sembra una specie di baraccopoli, anche se , certo,
adorabile, come dichiara Anna appena scesa. L'arrivo dell'autobus
viene accolto da due giovani, uno con la fisarmonica
e l'altro con il violino, che strimpellano una musichetta
in stile New Orleans. Anche loro sono adorabili. Ma
 tutto cos estraneo qui: Harriet si sente ancora pi nervosa.
 un mondo diverso, potrebbero essere in Europa, in
Francia. Le viene in mente quella vecchia filastrocca che
cantava da piccola: vedo l'Europa, vedo la Francia, vedo
Harriet con la sua pancia! Santo Dio. Le querce si piegano
su un ristorante all'aperto, logori tavoli sotto un tetto di
lamiera, con tante galline che corrono dappertutto, becchettando
il terreno ai loro piedi. Un grosso gatto tigrato
arancione dorme su un gigantesco ceppo. Alcuni vecchietti
giocano a dama su un tavolaccio di legno. E appena dietro
il negozio delle esche, oltre la baracca dove affittano le
canoe, c' la palude, un altro mondo. I due musicisti sono
anche le loro guide, i proprietari dell'Alligator Bayou. Bill,
quello pi piccolo, con i capelli scuri e ricci, manovra la
lancia ricoperta dal baldacchino, L'Alligator Queen, mentre
Sandy, il pi grosso, biondo, parla alle ragazze della palude,
indicando le distese di cipressi e le felci che scompaiono
nei periodi secchi e rinascono quando piove.
Oggi, spiega Sandy, la nostra riserva include 901 acri
di terra, che ospitano alligatori, serpenti, tartarughe, civette,
cervi dalla coda bianca, orsi bruni - ORSI scrive Anna
sul blocco - e pi di 250 specie di uccelli. L'Alligator
Queen esce dall'immobile bayou e scivola in un laghetto
argenteo. Qui vedrete garzette, aironi, ibis, cormorani e
qualsiasi altro volatile che migra lungo il Mississippi, a seconda
della stagione, dice Sandy. E se guardate attentamente,
vedrete parecchi animali grossi come gatti ma simili
ai topi, l, sotto quei cipressi. Guardate, l! S, signora.
Quelle sono nutrie. Non sono native di questo habitat
e sono diventate il flagello...
Che schifo! Non vi sembrano orribili? esclama Anna,
scrivendo in fretta.
Un tempo avevo una pelliccia di nutria, dice Catherine.
Tutte le ragazze a Birmingham avevano la pelliccia di
nutria, era alla moda.
Anna pensa che la sua eroina potrebbe essere legata a un
ceppo e mordicchiata dalle nutrie.
Ora, proprio davanti a noi, sulla sinistra, vedete quel
tronco? In realt  un enorme alligatore maschio, l'abbiamo
chiamato Fred, gli piace starsene da queste parti. La
lancia dondola quando tutti si sporgono per vedere Fred.
Oh,  enorme! Come si capisce che  maschio? Risatine.
Solo Anna  rimasta al suo posto, continuando a scrivere.
Non vuole vederlo meglio, signora?, chiede Bill dal
timone in fondo alla lancia. Siamo proprio vicini. Lo vedr
benissimo.
Finalmente Anna alza lo sguardo, mette a fuoco, sorride.
Oh, Dio, no, dice. Ci sono molte cose che preferisco
immaginare, e una  questa. L'umidit  tale che sta
per svenire e chi se ne frega di tutti quegli animali viscidi e
uccelli e chiss cos'altro, tranne per il fatto che creano
atmosfera... E soprattutto, chi se ne frega della loro vita
sessuale, che Sandy sembra determinato ad approfondire.
Gli alligatori si accoppiano con grande delicatezza: 
l'unico momento in cui si pu vedere la differenza tra maschio
e femmina, l'unico momento in cui si vedono gli
organi sessuali, che escono solo per la riproduzione.
Mi sembra incantevole, dice Catherine mentre tutti
tornano a sedersi.
Anna non pu usare nessuna di quelle divertenti informazioni,
ma le piace come sono vestiti Sandy e Bill, con gli
scarponi da trekking e i calzoncini kaki, un look alla Crocodile
Dundee, molto attraente. Ora hanno lasciato il lago
e imboccato un altro tetro bayou, davvero primordiale, ma
Anna  consapevole di aver usato quella parola troppo
spesso nel romanzo - be',  quasi intestinale, no? o riproduttivo,
come i tetri bayou del corpo...
Oh, mio Dio. Era cos assorta da non aver nemmeno
notato che Sandy le si  avvicinato con un alligatore vero
in braccio, un piccolo che zampetta. Sandy lo stringe
meglio e lo accarezza, e il piccolo chiude le spesse palpebre,
nascondendo occhi che sembrano antichi, anche se  solo
un cucciolo.
Vuole prenderlo? chiede Sandy.
No, certo che no! risponde Anna.
Sandy si avvicina ancora. Non intendevo l'alligatore.
Le strizza l'occhio. Anna non riesce a fare a meno di ridere.
Ehi, non scherzavo, non  per niente viscido,  asciutto
e sembra coriaceo. Su, lo tocchi almeno...
Non lo faccia, signora, grida Bill dal fondo della lancia.
Quei due sembrano una coppia di comici.
All'improvviso Harriet allunga la mano e lo accarezza.
Vede, non  per nulla viscido, no? chiede Sandy
Per niente, dice Harriet con fermezza, arrossendo per
la propria audacia.
Poi Sandy passa a parlare degli uccelli, e ad Anna non
interessa affatto, tanto che si appisola un attimo e quando
apre gli occhi lo vede in punta alla lancia con... cos' quell'affare?
Sembra che abbia, appesa al collo, un'asse per lavare
come quelle che usavano in West Virginia per insaponare
bene i vestiti nei ruscelli.
La musica zydeco  come una buona jambalaya, dice
Sandy. C' dentro un po' di tutto. Si fa con una fisarmonica,
un'asse per lavare e un violino, che suona un valzer.
Ma  un valzer con una differenza. Noterete che contiene
ritmi africani, un po' di country & western e un po' di
blues del Delta. Ma in generale si pu dire che  musica
Cajun. I Cajun erano gli abitanti dell'Acadia di lingua
francese che furono esiliati dalla Nova Scotia verso la met
del diciottesimo secolo.
Una vivace melodia di fisarmonica arriva dalla direzione
in cui si trova Bill, in fondo alla lancia. Tutti applaudono.
Sandy si unisce a lui con il wash-board mentre un enorme
uccello bianco atterra sulle acque scure e i cipressi giganti
si chiudono come un baldacchino sulla lancia. Sandy
si china e oscilla, grattando sul wash-board con due forchette,
e cantando: Jambalaya, crayfish pie, fil gumbo.
Sandy percorre la lancia a passo di danza, nonostante i
grossi scarponi. Ancora un po' di musica, copaim, grida a
Bill. Ho voglia di ballare, oggi! Facciamo vedere alle signore
come si fa! Bill attacca una nuova melodia con la
fisarmonica. Va bene! Laissez les bon temps rouler! grida
Sandy, sfilandosi il wash-board e gli scarponi. Ho bisogno
di una donna! A occhi chiusi si mette a ballare abbracciando
una dama immaginaria, tenendo una mano in alto
e l'altra intorno alla sua vita. Harriet sente il cuore che
incomincia a martellarle nel petto. Confusa, distoglie lo
sguardo dallo scatenato Sandy per concentrarsi sulla sponda
pi vicina del bayou, dove un rampicante dai fiori rossi
ricopre un albero e un tronco scivola nell'acqua e galleggia
lontano, dandole un brivido che le corre sulla schiena, proprio
come Emily Dickinson aveva raccontato in quella
poesia, The snake (a narrow fellow in the grass). Oh, mio
Dio. Nessun altro vede che  un alligatore? No, tutti stanno
guardando Sandy che balla.
Ho detto che ho bisogno di una donna! grida con la
testa gettata all'indietro, gli occhi chiusi. Le note della fisarmonica
stridono nella testa di Harriet e non  sorpresa
di vedere che si sta avvicinando a lei, sculettando e oscillando,
gli occhi ancora chiusi, impegnato in un processo di
selezione misterioso eppure inevitabile. E la fine del mondo,
pensa. Le bout du monde. Ruotando, Sandy arriva fino
a lei. Ma cherie? La sta guardando negli occhi. Si china e
le porge la mano. Harriet si alza. Supera Catherine, Courtney
e Anna. Sandy la tira a s, prendendola con decisione
per la vita, finch non si trovano guancia a guancia. La
mano di Harriet stringe quella di lui, in aria. Brava ragazza,
le dice Sandy nell'orecchio. Il suo respiro  caldo. Sa di
sudore, di palude. Basta che mi segui. Pronta? Harriet
non ha il tempo di rispondere. Bill attacca un altro ritornello
e Sandy e Harriet partono, passo passo passo, passo
passo passo, ruotando, saltando e oscillando in cerchio,
passo passo passo, passo passo passo, passo. A Harriet dispiace
quando la canzone termina con uno svolazzo ed 
tutto finito. Sandy abbassa il capo, sempre tenendole la
mano, mentre Harriet si inchina davanti alla folla, come se
lo facesse da una vita.
...
.
...
Miglio 229.4.
Baton Rouge, Louisiana
Mercoled 12/5/99
Ore 23,00.
...
.
...
Il buffet notturno CIOCCOLATO, CIOCCOLATO, CIOCCOLATO
include, tra le altre cose, mousse al cioccolato, torta
tedesca al cioccolato, torta alle nocciole e cioccolato,
profiteroles, pere ricoperte di cioccolato, torta del Mississippi
e tartufi al cioccolato. Courtney, seduta a un tavolo, sola,
prende l'ultimo pezzettino di torta alle noci e cioccolato,
tenendolo sulla lingua il pi a lungo possibile, per gustarlo
meglio. Chiude gli occhi. Nulla pu eguagliare il cioccolato,
vero? Ma poi Courtney sente che qualcuno la sta
fissando, ne  sicura. Apre gli occhi, si volta e vede Anna,
due tavoli dietro di lei. Anna sorride con aria complice
sotto gli occhiali fum. Si alza e va da Courtney. Ti ho
beccato, dice.
Courtney sussulta. In effetti io...
Anna appoggia una mano paffuta sul braccio esile di
Courtney. Da vicino Anna profuma di... come si chiama?
Patchouli o qualcosa del genere, come quel profumo che
c' sempre sulla banchina. Va tutto bene, dice. Lascia
perdere. Vieni, andiamo sul ponte a fumarci una sigaretta.
Prendono posto su due sedie a dondolo a poppa, con
vista sulla scia che si apre in un'enorme V alle loro spalle.
Il Mississippi  pi stretto in questo punto. Le sponde su
entrambi i lati sono buie e misteriose, anche se qualche
luce illumina la costa. La luna, quasi piena,  di un giallo
scuro, color pesca. Inquinamento, dice Courtney, puntando
la sigaretta per indicarlo. Tutto quell'inquinamento
da Baton Rouge, per non parlare delle raffinerie e degli
impianti chimici. Immagino che sar cos da qui a New
Orleans.
Probabile. Il fiammifero di Anna prende fuoco. Dov'
Harriet?
Non la vedo da quando  finito lo spettacolo, dice
Courtney. Dev'essere andata a bere qualcosa con Pete.
Oh, Dio. Anna fuma avidamente il suo sigaro mentre
la luna si infila sotto una nuvola. Rimangono in silenzio
finch la voce dolce di Harriet non lo interrompe. Ciao!
Ho pensato di controllare... non riesco a credere che siate
ancora tutte in piedi. Si lascia cadere su una sedia a dondolo
accanto ad Anna.
Allora, ti sei divertita? non pu fare a meno di chiedere
Courtney.
S, dice Harriet. S, ripete, ma non a Courtney,
mentre la luna gialla esce dalla nuvola per continuare il suo
viaggio nel cielo.
Ne sono cos felice, dice Courtney. Ma non  vero.
Spegne la sigaretta e si alza. Buona notte, allora, dice bruscamente.
Nonostante le buone maniere a volte sembra arrabbiata,
non ti pare? dice Anna, dopo che Courtney si  allontanata.
Cosa le succede, ne hai qualche idea?
Hawk deve fare degli esami medici questa settimana,
forse  per quello. Magari  soltanto preoccupata per lui.
Probabilmente s. Ah, be', abbiamo tutti le nostre piccole
storie, no? dice Anna prima di fare un altro tiro.
Harriet si volta per guardare il viso di Anna, liscio come
un Buddha nella luce gialla della luna. Tra tutte loro, Anna
 la pi cambiata. Sono rimaste sole sul ponte. Oh,
Anna. D'impulso, Harriet si sporge per toccarle la mano
paffuta, piena di anelli. Anna... cosa ti  successo?
Cosa vuoi dire? Qualcosa dentro Anna, che si era aperto
e si stava espandendo, ora trema e si immobilizza.
Ovviamente il tuo primo matrimonio non ha funzionato,
con Kenneth Trethaway, intendo. Ma cos' successo
dopo? Ti sei mai risposata? Hai trovato qualcuno alla fine,
no? Almeno cos mi  parso di capire.
Oh, s. Il viso di Anna si illumina mentre accende un
altro sigaro; sembra pi dolce, e sorride in un modo che
Harriet non ha mai visto. Era il grande amore della mia
vita, dice semplicemente.
E...
E non ne posso parlare, continua Anna, nemmeno a
te.  troppo brutto, troppo triste. Semplicemente non
riesco a tornarci con la mente. Per quello scrivo romanzi.
Finiscono tutti a un certo punto. Le storie vere hanno una
fine terribile, se le segui abbastanza a lungo. Non lo sapevi?
Le trema la voce.
Scusami. Non volevo ficcare il naso. Comunque  tardi,
penso che andr a letto.
All'improvviso Harriet si sente troppo stanca persino per
alzarsi, per tornare in cabina. Buona notte, dice, stringendo
la spalla di Anna.
Buona notte, cara.
Anna si sente molto pi vecchia di Harriet, mentre fissa
la sua esile schiena che scompare lungo il ponte. Si sente
pi vecchia di un'intera generazione. Un brano musicale
sembra fluttuare sull'acqua. Un grappolo di luci compare
sulla sponda, scintillanti come gioielli, poi scompare. Una
piccola citt. Una citt piena di persone addormentate che
sognano o forse no, forse non dormono, si preoccupano,
ricordano. Ciascuno pieno di amore, dolore, gioia, perdita...
Anna trema. La vita reale  troppo, troppo per sopportarla.
Dolce, innocente Harriet: Anna, Anna, cosa ti 
successo?
Cose terribili, mia cara.
Che succedono a tutti, prima o poi, anche se nel caso di
Anna sono arrivate quasi tutte prima... ah, be'. Quello che
non ci ammazza ci rende forti, ne  convinta. Deve crederlo.Ma ovviamente non ha mai creduto nel fatto di parlarne,
ha sempre preferito rafforzarsi in silenzio, nell'oscurit e
nella solitudine. I suoi libri parlano per lei ora, e sono una
consolazione, per se stessa e per i lettori. Ne ha scritti tanti,
tantissimi. E ne scriver altrettanti. Deve farlo. Eppure, in
un certo senso, le sembra di aver scritto il primo libro soltanto
ieri, subito dopo aver lasciato Kenneth Trethaway.
Era arrivata a Piggot's Island, in Georgia, quasi al tramonto
e si era messa a passeggiare sulla spiaggia con l'acqua
alle caviglie, nonostante il freddo, stendendo le braccia
al vento. Stendere le braccia al vento, pens. Probabilmente
avrebbe potuto farci l'abitudine. And in giro in
macchina finch non trov il Flamingo, una pensione rosa,
un po' scrostata, tra le dune, e una stanza libera che costava
poco. Era gestita da due sorelle anziane che adoravano
preparare da mangiare per gli ospiti. Quando scoprirono
che Anna era incinta non ci fu modo di fermarle. Frittelle
di gambero, pollo affumicato, zuppa di granchi. Anna diventava
sempre pi grossa. Le si formarono le fossette. Lavorava
al suo romanzo la mattina e camminava per chilometri
sulla spiaggia il pomeriggio. Tutti gli uomini che stavano
al Flamingo le facevano delle avances-, Anna sapeva di
non essere mai stata cos bella.
I soldi durarono pi o meno quanto la gravidanza.
Quando iniziarono le doglie, le sorelle la portarono
all'ospedale di Savannah. Non badi a spese! strillarono al
vecchio medico sbigottito, da sempre convinto che Anna
fosse sposata. Lei inizi il travaglio ridendo.
Dur tutta la notte e tutta la mattinata seguente, finch
Anna credette di non reggere pi; a un certo punto l'orologio
in citt rintocc il mezzogiorno e il corpo di Anna si
pieg come uno schiaccianoci e poi ecco il neonato tra le
braccia del vecchio medico, lungo (e bluastro?) ma solo
per un secondo, poi qualcuno le fece un'iniezione e Anna
si addorment. Si svegli sudata, in preda al panico.
Dov' il mio bambino? url all'infermiera che tentava di
calmarla.
Piano, piano, disse l'infermiera.
Voglio il mio bambino! grid Anna.
Signora Todd, le disse il vecchio medico. Mi dispiace
doverle dire che la sua bambina  nata morta. Succede,
qualche volta. Non  colpa di nessuno.  tutto quello che
posso dirle. Mi dispiace terribilmente, davvero. Il suo viso
era solcato da linee scure, gli occhi socchiusi erano iniettati
di sangue. Anche lui era stato sveglio tutta la notte.
Voglio tenerla in braccio, disse Anna.
Il vecchio medico fece un cenno all'infermiera.
Quando gliela portarono e la misero sul cuscino accanto
a lei, Anna tolse la morbida coperta bianca e tocc le
labbra della sua piccola, il naso, il buffo ciuffetto di capelli
rossicci. Carotina mia, sussurr. Cont le dita dei piedi
e delle mani. Le madri fanno cos. Poi le apr con delicatezza
gli occhi che, come immaginava, erano azzurri,
non un azzurro pallido, indistinto, ma un bell'azzurro vivace,
solido come perline di legno. Il tuo nome  Anna
Caroline, disse Anna. Anna Caroline Todd. Le chiuse le
palpebre e si chin per baciarle le guance. Posso avere
quella borsa laggi? chiese Anna, e qualcuno si precipit
a prendergliela. Anna la apr e vest la sua bambina con la
lunga tunica bianca con i motivi blu a punto croce che
aveva portato per lei. Leg il cappellino azzurro. Oh,
Dio, disse qualcuno. Qualcun altro grid: C' qualcuno...
Ma non c'era nessuno. Era stata lei a uccidere la sua
bambina, strangolandola con il cordone ombelicale.
Anna non ricorda niente dell'anno successivo. Per alcuni
mesi era rimasta nell'ospedale psichiatrico di Milledgeville,
poi era tornata al Flamingo, poi di nuovo in ospedale,
e infine ancora alla pensione. Una delle sorelle era morta
e l'altra, la signorina Bette, stava facendo di tutto per
impedire alla banca di farle chiudere la pensione. Quando
Anna si riprese abbastanza da capirlo, si rese conto di dover
ancora dei soldi a Bette. Pens di chiedere un prestito a
qualche vecchia amica - Baby, per esempio, che era cos
ricca, o Courtney, che aveva sposato un buon partito - ma
semplicemente non riusciva a farlo, non riusciva nemmeno
a immaginare di farlo. Pensava al periodo al Mary Scott
come una serie di giorni vissuti in un altro mondo, un
mondo azzurro, pieno di sole, appartato, un po' come quel
modellino del Globe Theatre che aveva costruito tanto
faticosamente con i bastoncini dei ghiaccioli per avere
qualche punto in pi in inglese, mentre abitava ancora
dalla signorina Todd. Non riusciva nemmeno a pensare di
dire alle sue amiche che cosa le era successo o dove si trovava.
E poi riteneva che, una volta imboccata una strada, si
deve percorrerla. Si deve continuare ad andare avanti, non
tornare indietro.
Alla fine trov lavoro come donna delle pulizie nelle
ville di lusso che venivano affittate nell'isola. Si rimise in
forma, anche se era pi grossa ormai; il lavoro era ben
pagato e soprattutto poteva svolgerlo in solitudine, perch
le addette alle pulizie entravano quando gli affittuari se n'erano
andati o i proprietari stavano per arrivare. Cos non
doveva mai parlare con nessuno. In quelle case c'era di tutto:
televisori enormi, letti matrimoniali pi grandi del normale,
macchine per fare il ghiaccio, tritarifiuti. C'erano
quadri firmati alle pareti, saune, grill a gas e praticelli verdi
sul davanti, provvisti di impianto di irrigazione. Ad Anna
piaceva fare le pulizie in quelle case. Le piaceva aprire i cassetti
in fondo alle credenze e guardare negli armadi e trovare
gli album di foto e i ritratti di famiglia e gli estratti
conto e cercare di capire com'erano veramente i proprietari,
dal momento che non li vedeva mai. Pensava di poterli
ricostruire completamente solo dal contenuto delle scatole
di medicinali, dalle librerie, dalle scrivanie, dal capanno
degli attrezzi. La divertiva il pensiero di essere una ricostruzionista,
l'esatto opposto di Kenneth, il decostruzionista.
Un giorno ricostru una famiglia in cui la moglie aveva
un aspetto vagamente familiare, a giudicare dalle foto.
Frugando attentamente nell'armadio della camera da letto,
trov un annuario del Mary Scott. La donna si era diplomata
due anni prima di Anna, che l'aveva conosciuta appena.
Ma l'annuario era pieno di foto di persone che conosceva,
inclusa... inclusa lei, al terzo anno. Fiss a lungo il
proprio viso pallido, circondato da una massa di lunghi
capelli ricci. Viveva per l'arte, allora, e guarda dove l'aveva
portata, l'arte. Adesso puliva case. Eppure era una scrittrice.
Davvero. In un'altra foto  ritratta con una stupida corona
di margherite. Magari potrebbe ritrovare il manoscritto
che ha iniziato quando  arrivata sull'isola... sar
ancora sotto il letto?
Anna sfogli le foto del college all'inizio dell'annuario e
osserv il signor Gaines. Doveva essere pi giovane di quello che lei aveva creduto, sembrava un ragazzo in quella foto,
seduto alla scrivania, chino in avanti, sorridente. Sembrava
cos simpatico - pieno di interessi, espansivo, impegnato.
Era simpatico, dannazione. Lei non avrebbe mai dovuto
scrivere quella lettera anonima al preside. Chiuse l'annuario
e lo rimise sulla mensola dove l'aveva trovato. Si alz, turbata.
Pul il bagno.
Pass parecchio tempo prima che tentasse di ricostruire
qualche altra famiglia.
Ma alla fine dovette farlo; fare le pulizie era troppo noioso,
altrimenti. Ricominci a curiosare. Era affascinata in
modo particolare dalla mostruosa villa di marmo nel punto
pi bello dell'isola, la punta meridionale, una villa che non
faceva alcuna concessione architettonica al fatto di trovarsi
su un'isola, per Dio, e che a quanto si diceva era piena di
tappeti orientali e costosi pezzi d'antiquariato ed enormi
composizioni floreali di seta. Ogni tanto veniva affittata per
il fine settimana da grandi aziende per corsi di strategia d'alto
livello. Anna non riusciva a immaginare chi potesse aver
concepito un edificio cos pretenzioso n con quale scopo -
strideva con qualsiasi elemento dell'isola. Finalmente la
ditta di pulizie assegn la villa a lei.
I ragazzi entrarono per primi, per passare l'aspirapolvere,
buttare via la spazzatura e lavare con getti d'acqua balconi
e garage.
Grazie! grid Anna quando se ne andarono, incominciando
a pulire la cucina, che era abbastanza pulita: forse
l'ultimo gruppo si era portato dietro il cuoco. C'erano banconi
di marmo nero, pensili bianchi e fornelli enormi, da
ristorante. Anna lucid tutto. Dalla finestra, vide la lunga
linea verde della spuma dei frangenti, dove la marea calante
dalla palude dietro l'isola incontrava l'oceano. Era il
panorama migliore di tutta l'isola. Lei lo sapeva bene, era
entrata in un sacco di case.
Continu a lavorare nelle stanze degli ospiti, ciascuna
con il proprio bagno, mettendo lenzuola pulite in ogni
letto. La villa poteva ospitare fino a sedici persone. Era
pomeriggio inoltrato quando raggiunse la suite padronale
al piano superiore (descritta nel depliant come suite solarium
nella torretta). Era stanca ma curiosa: doveva esserci
qualche indizio sui proprietari.
Portando con s la cesta con la biancheria di ricambio,
prese l'ascensore ed emerse nell'oscurit. Tutte le tende
nella camera da letto padronale a semicerchio erano chiuse,
e nascondevano la vista, che doveva essere spettacolare.
Anna lasci cadere a terra la cesta con un tonfo e avanz
pian piano verso le finestre, al buio. Premette un interruttore
e le tende si aprirono rivelando il cielo, la spiaggia, l'oceano,
l'enorme letto matrimoniale e nel mezzo un uomo,
parzialmente coperto dalle lenzuola.
Che diavolo! L'uomo si drizz a sedere bruscamente.
Anna url.
Merda! fece lui. Era gigantesco, il petto e la schiena
enormi ricoperti di peli neri, come un orso, mostruoso.
Scroll la grossa testa per svegliarsi.
Anna grid ancora.
Calmati, tesoro, disse stancamente. Non voglio farti
del male.
Cosa ci fa in questa casa?
Sono il proprietario di questa maledetta casa, disse.
Non  vero. Anna ne era sicura come non era mai
stata sicura di nient'altro. Indietreggi verso il muro.
Vuoi scommettere? Ora le stava sorridendo sotto i
baffi neri. Ho costruito questa casa deliziosa per la mia
deliziosa ed erudita principessa che ora  scappata con il
fottuto strizzacervelli dei nostri figli, scusa il linguaggio
forbito. Non le  mai nemmeno piaciuta questa maledetta
casa, preferisce quel posto nel Maine che  maledettamente
freddo, freddo quanto lei. Cos, questo fine settimana
firmeremo il divorzio, e lei avr questa casa. Avr tutte le
case.
Ma la ditta di pulizie... inizi a dire Anna. Non pu
semplicemente...
Non ho detto alla ditta di pulizie che venivo qui, okay?
Non posso ricordarmi tutti questi fottuti impegni. E poi
non so nemmeno il nome di questa maledetta ditta delle
pulizie.
Le Allegre Governanti, disse Anna automaticamente.
Ah s? E tu chi sei? La piccola governante allegra?
In realt sono una scrittrice, disse Anna, senza nemmeno
immaginare perch l'avesse detto.
Sicuro, tesoro. L'uomo gett all'indietro la grossa testa
e scoppi a ridere, una risata cos contagiosa che Anna si
ritrov a sorridere prima di rendersi conto che era furiosa.
Vado a chiamare la ditta, disse.
No, tu non ci vai. Adesso bevi qualcosa con me. Sono
venuto qui per bere, e sto ancora bevendo. Non ho ancora
finito, non ancora. Usc dal letto completamente nudo e
si avvicin all'armadio bar. Aveva un enorme torso peloso,
pieno di cicatrici, e robuste gambe bianche. Le cicatrici
erano spesse e increspate, come se qualcuno ci avesse spalmato
sopra del dentifricio.
Anna si volt. Si metta i pantaloni, disse.
Oh, su, fece lui. Se ne hai visto uno li hai visti tutti.
E poi non funziona nemmeno. Le gir la schiena e Anna
si mise a fissare il suo sedere peloso mentre lui riempiva
due bicchieri di scotch e gliene porgeva uno.
Lou Angelli, si present, facendo tintinnare il bicchiere
contro il suo. Prelibatezze Angelli, magari li hai
visti.  una catena di negozi che copre tutta la costa orientale,
soprattutto la Florida e il New Jersey. Purtroppo ho
quotato la ditta in borsa troppo presto. Sei molto carina,
prosegu. Non mi dispiacciono le ragazze in carne.
Per favore! esclam Anna, continuando per a bere.
Non ci siamo gi incontrati? chiese l'uomo, facendole
l'occhiolino.
Ne dubito, rispose lei. Ovviamente era solo una battuta,
ma la cosa strana era che le sembrava davvero di averlo gi incontrato. Lo riconosceva. Chiss perch, sentiva
che erano fatti della stessa pasta. Mi chiamo Anna Todd,
disse. Adesso si metta i pantaloni. Lui obbed e rimasero
seduti sul balcone a bere finch la signora Baggett, della
ditta di pulizie, non arriv assieme all'unico poliziotto dell'isola,
Harry Renfro.
Mi dispiace davvero, Anna, tesoro, disse Harry. Anna
giocava a bingo nella parrocchia di Harry il marted sera.
Oh, non preoccuparti, rispose lei allegramente, scottata
dal sole e ubriaca.
Sei licenziata, disse la signora Baggett.
Stronza, disse Anna. Poi lei e Lou scoppiarono a ridere,
barcollando sul balcone. Harry li accompagn al Flamingo
con la macchina della polizia, accendendo le luci
blu e la sirena su richiesta di Anna. Si risvegli a mezzogiorno
del giorno dopo, con il peggior mal di testa che
avesse mai avuto dai tempi del college, bocca secca e tachicardia,
terrorizzata all'idea di essere ancora in ospedale e
che nulla di tutto ci che ricordava fosse successo veramente.
Ma poi si guard intorno e vide Lou, steso a pancia
in gi sul suo letto, con un braccio enorme che ricadeva
a terra. Continu a guardarlo.
La porta si apr piano e sbuc l'anziano viso dal naso
aguzzo della signorina Bette. Anna,  un uomo, quello?
le chiese bisbigliando forte, per farsi sentire nonostante il
ronzio del condizionatore.
S, sussurr Anna.
Bene. La signorina Bette chiuse la porta.
Anna si fece la doccia, si lav i denti, ingoi quattro
Anacin e si infil il prendisole giallo, sussultando al tocco
delle spalline. Prepar il caff sul fornello elettrico ed
estrasse il manoscritto da sotto il letto, mentre Lou continuava
a dormire. Lesse quello che aveva scritto. Non male,
pens. Oppure, male. Ma quanto male? Comunque, sarebbe
stato meglio che ricostruire famiglie altrui. La sua non
poteva comunque essere ricostruita, nessuna famiglia poteva
esserlo, quindi era meglio mettersi a scrivere libri in cui
tutto accadeva nel modo in cui era giusto che accadesse: un
ragazzo conosce una ragazza, sprizzano scintille nonostante
la selvaggia attrazione repressa, eccetera eccetera finch
finisce tutto bene, ancora e ancora e ancora.
In quel libro la sua eroina, un'insegnante missionaria,
andava sulle montagne per tentare di fare del bene, ma
conosceva un pericoloso, tenebroso e bellissimo contrabbandiere
di alcolici che non voleva permettere all'intelligentissima
figlia storpia di frequentare la scuola. L'eroina,
Rosalie Peach, si metteva il cappellino e spronava il vecchio
mulo in un trotto sfrenato su per la Montagna del Diavolo,
per affrontare l'uomo. Uno sparo riecheggiava...
Lou si drizz a sedere. Ges, disse.
Come stai?
Di merda. Mi sento di merda. Ma sorrideva. Aveva un
dente sporgente, dettaglio che aveva sempre trovato
attraente in un uomo.
Anna depose la penna. Davvero non le funziona? gli
chiese.
Ci sono altre cose che si possono fare, rispose lui. E le
fecero per tutto il pomeriggio. Scesero verso sera, proprio
quando stava per finire l'ultima serie televisiva di cui la
signorina Bette era appassionata spettatrice. Be', salve,
guarda cosa ci ha portato il buon vento, disse.
So cucinare, disse Lou.
Cucini, allora, disse la signorina Bette.
Da allora, nulla fu come avrebbe dovuto essere, tranne
nei libri di Anna, dove tutto era come doveva essere. Lou e
Anna non si sposarono mai. Rimasero al Flamingo. Mentre
Anna scriveva i primi tre libri, Lou faceva la spesa, cucinava
e puliva. Verso sera Anna leggeva ogni nuovo capitolo a
Lou e alla signorina Bette (e a chiunque si trovasse alla pensione),
mentre i temporali si rincorrevano sull'oceano e
tutti bevevano gin fizz preparato da Lou. Alcuni pensionanti
si facevano prendere tanto dalla storia che rimanevano
pi giorni del previsto. La signorina Bette era una critica
devastante e aveva sempre ragione. Disse che il primo
romanzo, Magia in montagna, era decisamente troppo pretenzioso,
e in effetti fu rifiutato dalla casa editrice Sunset
Romances con le stesse argomentazioni. Anna elimin simbolismi
e punti e virgola e lo propose poi con successo a un
altro editore, Heartline Books, con il titolo L'uomo della
Montagna del Diavolo. Scrisse anche un seguito, Ritorno
alla Montagna del Diavolo, che aveva un approccio soprannaturale,
e poi Torna a casa amore mio, che li rese ricchi.
Dopo aver comprato la pensione andarono in Europa,
dove Anna scrisse Toujours Toulouse e Arriba! Baby, che fu
tradotto in undici lingue e rese Anna famosissima. Al ritorno,
riuscirono a vendere il Flamingo a una societ tedesca
per una somma astronomica, con la quale comprarono un
appartamento a New York, uno a Vail e una bellissima villa
antica a Key West, che necessitava di molti lavori.
Fu l che trovarono Robert, un imbianchino tuttofare,
scorrendo le pagine gialle di Key West. Robert aveva capelli
biondo ossigenato con le ciocche a punta ed era un gentiluomo;
era un ragazzo del Sud, veniva da Charleston.
Mentre si occupava delle loro case, Robert si dava anche da
fare per sviluppare il suo talento naturale, il massaggio.
Lou gestiva i soldi, mentre Anna scriveva libri e li promuoveva
personalmente. A un certo punto ingaggi un'assistente
(Della Rosen, con gli occhiali di tartaruga) per fare
prenotazioni, acquisti, rispondere al telefono, sbrigare la
corrispondenza. Della faceva in modo che ogni fan credesse
di ricevere una risposta personalmente da Anna. A seconda
del tono e del grado di intimit che si poteva dedurre
dalla prima lettera, dava risposte di tipo A, B, o C, che
incominciavano, rispettivamente, con: Certo che la ricordo,
oppure: La vita degli scrittori  cos solitaria, che piacere
essere in contatto con un lettore come lei, e sapere...,
oppure ancora: Ahim, non potremo incontrarci! Anna
firm una linea di cosmetici e poi di sciarpe.
Dopo qualche tempo, Lou assunse una manager finanziaria
di nome Martin Dean Marquette, che era arrivata a
Key West per un convegno della Merrill Lynch e non se ne
era pi andata. Martin Dean si occup di tutti i loro affari.
Lou svilupp il proprio talento artistico e si specializz in
copie a dir poco eccentriche di dipinti famosi dei maestri
moderni, cambiando la firma in Loutrillo, Loucasso, Lou-
trecht, Loualt... Sopra le firme metteva il suo marchio distintivo,
un paio di baffi neri disegnati con due rapidi tratti
di pennello. Ben presto i suoi dipinti furono ricercati dai
collezionisti, e divennero di gran moda. Lou apr una galleria
d'arte sulla Duval. Comprarono la casa accanto alla loro
in Margaret Street, erigendo una cancellata di legno rosa
ricoperta di buganvillea intorno all'intero complesso, che
alla fine ospit non solo Anna e Lou ma anche Robert, Della,
Martin Dean Marquette, la signorina Bette e la sua infermiera
privata, e anche una delle figlie di Lou con la sua bambina
illegittima, Susannah, che tutti adoravano. Le guide
delle gite turistiche negli isolotti di Key West definivano la
loro abitazione House of Romance. Se era in casa quando
passava un gruppo di turisti, Anna sventolava una sciarpa di
chiffon rosa dalla finestra del suo studio nella torretta.
Ma Anna ha potuto godersi Lou soltanto per dodici anni.
Da quando  morto di infarto, non ha pi avuto un
altro uomo, anche se ha immaginato schiere di eroi romantici,
perch lo doveva fare, per sostenere il suo entourage.
Era con Lou sulle lenzuola di satin nell'enorme letto rotondo
sotto il ventilatore a pale il giorno in cui mor - troppo
giovane, a sessantaquattro anni - mentre facevano quello
che per loro era amore.
...
.
...
Miglio 265.5.
St. Francisville, Louisiana
Gioved 13/5/99
Ore 8,42.
...
.
...
Courtney si infila un prendisole in jeans con un corpetto
ricamato e lega una fascia sul cappello di paglia. Fatto. Poi
mette un rossetto rosso chiaro che le tira sempre su il
morale. Raddrizza le spalle, aggiusta il cappello. Non vedeva
l'ora di vedere St. Francisville e si  iscritta al giro delle
piantagioni Oakley e Catalpa, che risalgono a prima della
guerra. Pare che anche il resto della citt sia molto carino;
far un sacco di fotografie. John James Audubon vi abit
intorno al 1820, lavorando come tutore per i bambini
della piantagione Feliciana e producendo pi di ottanta
dipinti di soggetto naturalistico. Sembra ancora un posto
selvaggio, una giungla infestata di serpenti. E oggi fa pi
caldo del previsto - ci sono gi 29 gradi e non sono nemmeno
le nove di mattina. Chiss come facevano quelle signore
delle piantagioni con le gonne a crinolina e la vita
stretta che le faceva sembrare delle vespe, delle clessidre -
clessidre che segnavano il tempo, passato a contare i soldi,
in attesa di morire. Oh, Dio. Chiss cosa le prende stamattina.
Gene Minor non ha il diritto di parlarle in quel
modo.
Deve assolutamente chiamare Hawk, subito, prima di
fare qualsiasi altra cosa; non pu pi evitare le sue responsabilit.
Per la prima volta, prende la linea al primo tentativo.
Laggi, a Magnolia Court, qualcuno solleva il ricevitore
senza dire niente. Pronto? dice Courtney. Non capisce
se all'altro capo c' qualcuno o no.
Courtney? Oh, Dio,  Hawk finalmente, l'unica persona
con cui non ha parlato da quando  partita. Il centro
dell'azione, l'occhio immobile del ciclone. Courtney?
ripete Hawk. La voce sicura pare proprio quella di sempre.
Sembra in forma.
Ciao, caro, dice Courtney. Sono cos felice di averti
trovato. Abbiamo appena attraccato a St. Francisville, e sto
per dedicarmi a una giornata di foto. Fa caldo, per. C'
una gran differenza tra il clima del North Carolina e quello
della Louisiana, devo ammetterlo.  molto pi umido qui.
Allora va tutto bene? Ti diverti? Non  da Hawk mostrarsi
cos premuroso.
Oh, s,  fantastico, ma tu l'avresti odiato. Sarebbe
stato troppo lento per te. Anche se c' una palestra e qualcuno
fa jogging sul ponte tutte le mattine, incluso Russell
Hurt: lui ti sarebbe simpatico.
Chi?
Russell Hurt. E il marito di Catherine Wilson, te la ricordi?
 l'unico uomo del nostro gruppo, in effetti. Penso
che si diverta, per... be', direi che si divertono. Una signora
non lascia mai cadere il silenzio. Il motto della signora
Evangeline le riecheggia nella testa come un campanello.
Mi ricordo di Catherine Wilson, dice Hawk quando
finalmente lo lascia parlare. Bella ragazza, di Birmingham.
Si  sposata un anno dopo di noi, in estate, e ha lasciato la
chiesa in carrozza. Hawk ridacchia. Ovviamente non c'
niente che non va in lui, se riesce a ricordare tutte queste
cose. Forse Ellen Henley  soltanto portata all'esagerazione,
come Vangie.
Quello era il suo primo matrimonio, dice Courtney.
Hawk, come vanno gli esami? Il medico ha detto qualcosa?
Sai, non dicono mai niente.  un gioco di potere, in
poche parole. Ti fanno spogliare e ti spogliano anche di
tutta la tua dignit, ti tempestano di domande stupide, ti
insultano e paghi migliaia di dollari per quel privilegio,
grazie mille.  cos che funziona.
Che tipo di domande?
Oh, roba come: qual  il cognome di sua madre da
ragazza? Chi  il governatore dello stato? Che giorno 
oggi? Quand' il suo compleanno? Da non crederci,  una
tale perdita di tempo.
Ma che esami ti hanno fatto Hawk?
Dimmene uno a caso, io l'ho fatto, risponde Hawk.
ECG, TAC, risonanza magnetica, PET, pip nel barattolo,
esami del sangue a volont. Chiudi gli occhi e toccati la
faccia. Cristo santo.
Be', a sentirti sembri proprio il solito vecchio Hawk,
senza dubbio. Ma devono averti detto qualcosa...
Per ora non c' niente di definitivo, cos ha detto il
medico, il Famoso Fottuto Dottor Levinson. Non c'
ancora il risultato di un sacco di test, ovviamente, ma per
ora, dall'alto della sua famosa fottuta esperienza, non pu
dire nulla di definitivo.
Ma questo cosa vuol dire? Dalla finestra della cabina,
Courtney vede parecchie persone che sciamano sul
molo e salgono su due autobus. Oh, be', non se ne fa niente,
per ora. Si siede sul letto. Cosa ti ha detto, esattamente,
il dottor Levinson? Ha una vaga idea di cosa sta succedendo?
Oh, certo. Quel tizio ha un sacco di idee. Forse una
lesione cerebrale, forse un disturbo del lobo frontale, forse
la tiroide, forse  meningite, forse depressione...
Depressione! Oh, no di certo. Hawk  la persona
meno depressa che Courtney abbia mai conosciuto.
Non esserne troppo sicura, dice Hawk, sorprendendola.
I tipi come me crollano come alberi in tutta l'America,
ma nessuno ci sente gridare quando cadiamo.
Courtney non riesce a cogliere la similitudine.
Basta leggere le statistiche, prosegue Hawk. Chi
pensi stia ingoiando tutto quel Prozac?
Il dottor Levinson non ti avr ordinato il Prozac,
vero? Courtney non ha mai sentito niente di pi assurdo.
Certo, Prozac e una manciata di altre pastiglie. Un giorno
sei un uomo, il giorno dopo sei un laboratorio, dice
Hawk. Ma non sapr granch fino alla prossima settimana.
Ho un appuntamento gioved pomeriggio.
Grazie a Dio, Courtney sar a casa. Verr con te, dice,
sentendosi subito meglio, anche se dubita che lui le permetter
di accompagnarlo.
Fantastico, esclama Hawk, sorprendendola di nuovo.
Sarebbe fantastico. E quando torni a casa?
Dio! Ma cos'hanno tutti che non va? Il programma del
viaggio  appiccicato sul frigorifero da settimane. Luned
sera, dice Courtney, per quella che le sembra la decima
volta.
A che ora?
Guarda il programma, pensa lei. Alle sette e quaranta,
dice.
Ti dico cosa facciamo. Vengo a prenderti in aeroporto
e ti porto fuori a cena. Cosa ne dici? Noi due soltanto.
Non c' motivo di correre a casa, no? Vedo se Tom riesce a
darci un tavolo allo Starfsh Grille. Cos mi racconti tutto
del viaggio.
Noi due soltanto? Anni prima, Courtney aveva sognato
spesso che Hawk le dicesse qualcosa del genere, ma poi
aveva smesso di sognare e ora, strano,  l'ultima cosa che
vuole sentirsi dire, proprio l'ultima. Il cuore incomincia a
batterle troppo forte.
Tesoro? Allora, abbiamo un appuntamento per luned
sera? Hawk s'interrompe e si schiarisce la voce.
Non vedo l'ora, canticchia Courtney, e tu nel frattempo
prenditela comoda, mi hai sentito? Spero che Mary
Bell si prenda cura di te.
Mary Bell mi sta facendo uscire di testa.
Courtney ride. Riaggancia e raccoglie le sue cose; il cuore
le batte ancora troppo forte.
Courtney cammina di buon passo nonostante il caldo e
la strada in salita, piuttosto ripida, verso la citt. Cosa diceva
sempre la signora Evangeline? I cavalli sudano, gli
uomini traspirano e le signore brillano. Be', di sicuro lei
brilla oggi!
Gigli di una bellezza quasi drammatica spiccano nello
stagno ai piedi della collina sulla sinistra; si ferma per estrarre
la macchina fotografica e mette a fuoco, regolando
lo zoom. Clic: i gigli rosa, puntinati di lentiggini, sono scuri
e misteriosi al centro, a causa degli stami neri. Quando
fotografa i fiori, le piace includerne tanti nell'inquadratura.
Non le piacciono gli ammiccamenti sessuali, n le stranezze
alla Georgia O'Keeffe. Vede una farfalla monarca su
un fiore giallo, le piace, clic. Una garzetta bianca, come un
fantasma, sta ritta sulle acque scure vicino alla sponda ombrosa,
clic. E poi un altro clic quando sfiora i fiori azzurri,
levandosi in volo sulla palude. La intitoler Uccello in
volo. Questo  davvero l'aspetto pi soddisfacente della
fotografia, il modo in cui puoi fermare il tempo, congelare
per sempre l'azione nell'inquadratura. Courtney si affretta
su per la collina; suda, si sente svenire, come se dovesse
iniziare il ciclo mestruale, solo che non  cos, ovviamente,
ha preso la pillola in modo da non averlo quando
sar a New Orleans, visto che non  molto appropriato avere
le mestruazioni durante un week-end romantico.  arrivata
in cima alla collina.
St. Francisville  ricca di bellissime case circondate di
querce virginiana da cui pendono festoni di muschio spagnolo,
proprio come nelle cartoline. Le verande sono invitanti,
con le loro poltroncine di vimini e le languide felci
verdi. Per la strada, tutti si scambiano cenni e sorridono
amichevolmente; la gente qui sa come comportarsi, a differenza
della rozza North Carolina. Courtney fotografa
una casa, poi un'altra.  felice di aver perso l'autobus, cos
 molto pi divertente. Decide di concentrarsi sulle cancellate,
ci sono tanti tipi di paletti, alcuni molto originali.
Potrebbe fotografarne una serie e appenderli tutti all'entrata,
sei o sette, per esempio, una bella composizione.
Clic, clic, clic. Fa il giro della citt, facendo tappa al Button
Shop per comprare altri rullini e bere una limonata. Poi,
anche se  molto costosa, acquista una spilla ricavata da
bottoni antichi per Mary Bell. Una signora non bada al
prezzo. Clic: vecchietti su una panca; clic, un'anziana turista
che si gratta il sedere (Gene si piegher in due dalle risate).
Non vuole pensare a Gene. Clic, il tizio che  in crociera
con lei, quello muscoloso con la maglietta rossa, davanti
a una casa in cui non verrebbe mai e poi mai invitato,
nemmeno tra un milione di anni. La intitoler Ironia
in Louisiana. Clic, la strada polverosa che scende dalla
collina; clic, la bellissima, piccola chiesa metodista: lei 
cresciuta secondo i precetti della chiesa metodista prima di
passare a quella episcopale per sposare Hawk. Non vuole
pensare nemmeno a lui.
Courtney ha gi scattato tre rullini quando decide di
ridiscendere la collina verso il molo, ma non pu fare a
meno di dare un'occhiata al vecchio cimitero sulla destra.
All'improvviso le viene in mente suo padre che chiedeva:
Allora, chi pensate che ci sia in quel cimitero? tutte le
volte che ne superavano uno in macchina. Lei e Jean domandavano
sempre: Chi, pap? e poi ridevano tutte le
volte che lui rispondeva: I morti! Pap era cos, un vecchio,
dolce ubriacone che Courtney ricorda a malapena.
Anche Gene va pazzo per i cimiteri, ci hanno fatto un
sacco di picnic insieme. Questo gli piacerebbe moltissimo,
 il pi bel cimitero che Courtney abbia mai visto. Le vecchie
querce virginiana stendono le lunghe, pelose braccia
grigie fino a formare una specie di baldacchino sopra
un'antica chiesa episcopale di mattoni e le vecchie tombe,
che scompaiono nelle ombre sul bordo dell'inquadratura:
clic. Lapidi bianche che emergono nella coscienza come
idee, come ricordi, come fantasmi; lapidi pi antiche, pi
scure, con nomi ormai illeggibili, anime da tempo smarrite.
Clic. Il tempo si  fermato qui, in questa specie di tenda
frondosa, oscura, fresca, con una lieve brezza che sembra
sospirare attraverso il muschio spagnolo. Gli alberi sono
cos alti che scricchiolano protendendosi uno verso l'altro
per raccontarsi antichi, antichissimi segreti.
Courtney si ferma per cambiare il rullino. Clic, un angelo
senza ali (Ironia in Louisiana n. 2). Clic, un ragazzo
di marmo con il suo cane di marmo. Clic, un albero di
marmo abbattuto troppo presto, il ceppo avvolto in un sudario
di marmo, Louis Chenier, diciassette anni, confederato.
Clic, una rosa di marmo che starebbe bene vicino alla
fotografia di una rosa vera scattata in uno di questi bellissimi
giardini, Vita e Morte, uno studio di contrasti.
Gene le ha detto: Puoi scegliere. Courtney  l'unica persona
viva in questo cimitero, per quale motivo? Deve tornare
al battello. Possibile che partano senza di lei, sbuffando
lungo il fiume e lasciandola per sempre in quella sonnolenta
cittadina? La sorveglianza  quasi inesistente su
quel battello, questo  sicuro; nessuno controlla chi sale e
chi scende, quindi chi se ne accorgerebbe? Il cuore comincia
a battere nel petto come un uccellino contro un vetro.
Deve bere un sorso d'acqua prima di sfidare di nuovo il
sole. Magari la chiesa  aperta. Si avvia all'entrata affondando
i piedi nella morbida erba alta. Grazie a Dio, la
porta rossa si apre; Courtney la spinge ed entra nel vestibolo
di pietra che ha lo stesso odore della sua chiesa, Saint
Matthews, lo stesso identico odore di ogni altra vecchia
chiesa episcopale nel mondo. Umido, sacro e palesemente
familiare. Ma  buio come dentro una tomba l. Di sicuro
ci dev'essere una fontanella da qualche parte. Finalmente
la trova nell'oscurit, un cilindro argenteo contro il muro
del guardaroba. L'acqua  ghiacciata, tonificante. Bene! Cos
va meglio. Courtney se la spruzza anche sulle tempie, sulla
gola.
Poi spinge il vetro smerigliato della porta ed entra nella
chiesa, piena di luce. Non  una luce forte - non pu
entrare sotto quel tetto di querce - ma soffusa, smorzata,
e sembra levarsi dalle lucide panche disposte ad arco, in un
abbraccio senza tempo, come lo sono le querce; dalla tovaglia
candida sull'altare; dalle lucide canne dell'antico organo;
dai gigli bianchi e dalle gissofile nei vasi, molto belle,
deve ammetterlo, essendo pratica di ornamenti d'altare;
dallo stendardo di satin color crema e oro; dalla croce d'oro
luccicante. Senza quasi rendersene conto, Courtney si 
inginocchiata e appoggia le mani sul fresco corrimano
d'ottone dorato. Dietro l'altare, da un rosone filtra una
luce morbida. Le finestre laterali sono vetrate artistiche ad
arco su cui sono raffigurate scene familiari: la donna al
pozzo, Ges con una pecora in braccio. Una delle finestre
 stata aperta in alto per far girare l'aria, quindi un fascio
di luce cade sulle mani giunte di Courtney. La sua fede
brilla nel sole. Oh, Dio, cos', una specie di segno? Ma i
segni non arrivano a gente come lei, solo a donne grasse e
volgari dai capelli arruffati, con camicioni informi e infradito.
Courtney ha presieduto l'assemblea parrocchiale e
servito in sagrestia per tutti quegli anni perch le sembrava
di doverlo fare, non perch sperava in qualche tipo di
esperienza religiosa. Oh, Dio. Le viene in mente Gertrude
Marshall, la vecchia innocua zitella che aveva servito per
anni come diacono a Saint Matthews, la piccola, magra
Gertrude Marshall che aveva annunciato dal pulpito di
aver avuto una visione e poi si era messa a parlare in varie
lingue per il resto del sermone. In seguito aveva organizzato
un gruppo di preghiera femminile chiamato Sorelle in
Fiamme. Be', Gertrude Marshall non era durata molto alla
Saint Matthews, semplicemente perch gli episcopali non
amano quel genere di cose, ed  uno dei motivi per cui
Courtney  episcopale.
Dopo il viaggio in chiatta, in agosto, Hawk le aveva
dato quell'anello; si erano sposati in settembre, alla Saint
Matthews naturalmente, in una cerimonia molto pi intima
di quello che avrebbe avuto se lei fosse stata un'altra,
qualcuno di pi adatto, o se avesse proseguito gli studi fino
alla laurea. Ma Hawk era un ragazzo abituato a ottenere
quello che voleva, e in quel momento voleva lei. Hawk la
amava, la amava davvero; lei non gli aveva mai forzato la
mano. Persino la signora Evangeline ne sembrava compiaciuta,
o almeno aveva dissimulato coraggiosamente la sua
delusione, promettendo pubblicamente che avrebbe fatto
tutto ci che era in suo potere per sostenere quelle due
persone nella loro esperienza matrimoniale, come raccomandava
il Libro delle preghiere, che ha una parola adatta
per ogni occasione. Il Libro delle preghiere tratta esaurientemente
le situazioni di una vita intera.
A Courtney non era importato di lasciare il college; ne
aveva abbastanza di studiare, e di sicuro quel diploma non
le sarebbe mai servito. Oh, Dio. Quante volte si  inginocchiata
a un altare episcopale, quante volte ha ricevuto
la comunione? Eppure, come adesso, stava sempre pensando
a qualcos'altro: chi invitare a cena, come vestirsi, se
poteva trovare un idraulico la domenica pomeriggio, le
piccole cose della vita che sono anch'esse, in un certo
senso, sacre, o cos ha sempre pensato (oh, come le piace
preparare la tavola con l'argenteria della signora Evangeline,
per esempio; apparecchia le tavole pi belle della
citt e con grande soddisfazione). Gene Minor ha detto
che la sua vita  una menzogna, ma non lo ,  soltanto
complicata. Lui e le sue pazze idee New Age, le sue assurde
richieste! Il suo anello brilla come un faro nelle ombre.
L in quella chiesa tetra, antica, tutto le si chiarisce. Suo
marito  malato; deve tornare a casa al pi presto, sabato,
per prendersi cura di lui. Congiunge le mani, china il
capo, poi si alza. Stranamente, risente la voce di Gertrude
Marshall, con la sua pronuncia lievemente blesa che le
dava ai nervi: Il Signore sia sempre con voi. Courtney si
volta, percorre la navata ed esce nel boschetto di querce,
che ora le sembra anch'esso una chiesa, una grande cattedrale
frondosa. Solleva la macchina fotografica, ma poi si
ferma. E una foto che non pu scattare, perch c' dentro
anche lei. Ma all'improvviso si vede nell'inquadratura, una
turista con il cappello, una stupida donna con uno stupido
cappello in un paesaggio vasto, cupo - una piccola figura
la cui unica funzione  mostrare la prospettiva, dimostrare
come sono grossi gli alberi, quanto tutto  antico e
quanto insignificante  lei, anzi tutti noi. Dovr anche
chiamare Gene.
...
.
...
Al cimitero
mani giunte in preghiera
croci
cuori, rampicanti, rose
colombe, agnelli
persino un paio di cani
l'albero abbattuto
nella primavera della vita
avvolto in un sudario
e angeli
angeli dappertutto
cherubini dalle guance paffute
angeli sulle urne
arcangeli
angeli con le trombe
(tu sei il mio angelo, le aveva detto lui)
...
.
...
Senza pi preoccupazioni
Amico di tutti
Era venuto a raccogliere i suoi gioielli.
Preziosi ricordi
...
.
...
Il nostro caro riposa
Amato fratello
Dimenticare  impresa vana,
Il ricordo dell'amore dura per sempre.
Benedetti i puri di cuore
perch vedranno Dio.
(Ma vogliono davvero vedere Dio?
A me fa una paura del diavolo)
Nel ricordo amorevole
Nel petto di Abramo
Riposa
Quel che ero
tu sei
quello che sono
tu diventerai
...
.
...
Alcol
Mamma tiene vicino quel piccolo bicchiere colorato
tutto il giorno
non  mai vuoto
non  mai pieno
Quando lavoriamo tra i fiori
si annida tra l'erba
Quando andiamo in macchina
lo tengo per lei
Quando legge nel solarium
riflette arcobaleni sul muro
rosa giallo porpora rosso
Rende tutto pi bello
...
.
...
A Jeff
 cos buono
che mi fa venire voglia
di fare cose cattive
gridare parolacce
buttare un petardo
nel presepe
sparare in aria
come facevamo
a Natale
...
.
...
Necessit
cenere alla cenere,
polvere alla polvere
su, piccola,
dobbiamo, dobbiamo.
...
.
...
Bravi ragazzi
Mamma ha detto
Non c' niente che non va in Ricky
Lui capisce, tutto qui
Ricky  un vecchio bravo ragazzo
Tu anche
Adesso fai la brava
E portami quel bicchierino colorato.
...
.
...
Camera oscura
Come stai, Ricky Ballou?
Non saprai mai
come sono diventata.
Gli occhi dei morti
sono rossi.
Fotografie
della catastrofe.
...
.
...
Cane da guardia
Jeff tira fuori
la cagna che c' in me.
Io cerco di tenerla chiusa
dietro la cancellata chiusa dalla catena
dove cammina
avanti e indietro.
Ha formato un solco
nel cortile
Quando lui arriva,
lei impazzisce -
si butta contro la cancellata
la salta,
scava buche per uscire.
Gli va dritta alla gola.
...
.
...
Il viaggio in Francia
Se n' andata
cos diciamo.
Ma in verit
 morta ubriaca
in un incidente
sulla Highway 43
diretta a Mobile
con il suo amante.
Ha lasciato un messaggio.
Diceva che ci amava.
Amava anche fiori,
vestaglie, scarpe.
Una volta aveva vissuto in Francia.
Lui andava sempre troppo veloce
Ha preso un albero
poco a sud di Demopolis
andando a centocinquanta.
Mamma  morta sul colpo
il collo spezzato
in un attimo.
Oggi lui fa il ristoratore
a Boca Raton, Florida.
Non  neanche riuscita a
superare il confine della contea.
Mamma puttana,
mamma adorata.
...
.
...
Miglio 265.5.
St. Francisville, Louisiana
Gioved 13/5/99
Ore 10,15.
...
.
...
Chiss come, Harriet  finita sull'autobus sbagliato. Eccola
nel gruppo che va a visitare Rosedown e Myrtles, non c'
nessuna delle persone che conosce. Devono essersi unite
all'altro gruppo, oppure hanno preso la navetta per la citt.
Harriet avr capito male. Ma  stranamente rilassante affondare
nel morbido sedile azzurro tutta sola, senza nessuno
accanto. Non  costretta a parlare.  un gran sollievo.
Quel continuo chiacchierare  eccessivo, per questo ha cos
caldo nonostante l'aria condizionata, nonostante l'isterectomia.
E difficile far parte di un gruppo quando si  abituati
a vivere da soli, non c' da meravigliarsi che sia cos
stanca. O forse deve farsi regolare il dosaggio degli estrogeni.
Forse ne prende troppi, e questo potrebbe spiegare la
sua reazione infantile alle attenzioni di Pete, per esempio.
Si rende conto che non  niente di speciale, solo un vedovo
in cerca di un po' di compagnia. Cerca di concentrarsi
durante la visita di Rosedown, una dimora davvero bellissima,
soprattutto i giardini, ventotto acri di terreno in
tutto. Fantasiose sculture di bosso (un'anatra, un cane, una
campana) orlano un vialetto ricoperto di frammenti di
conchiglia che si snoda fino a uno stagno pieno di ninfee e
circondato di rose. A quest'ora il sole non risparmia nessuno
ma le rose lo adorano, si capisce da come spingono
verso l'alto le testoline rosse, insaziabili. Questa parte del
giardino le fa venire in mente Alice nel paese delle meraviglie;
si affretta a tornare all'autobus. Ha sempre odiato la
Regina di Cuori.
Su una piccola collina sorge l'altra propriet di epoca
prebellica, The Myrtles, pi piccola e meno pretenziosa, e
per questo pi affascinante. E arredata con mobili d'antiquariato
francesi, tra cui una poltrona che appartenne a
Napoleone. Harriet non capisce perch mai siano state
ricamate delle api sulla stoffa che la ricopre: cosa c'entravano
le api con Napoleone? Comunque, sembrano adatte
a queste stanze, in cui api vere entrano ed escono ronzando
dalle finestre spalancate e le farfalle svolazzano nel giardino
di fronte.
Harriet lascia che il gruppo prosegua e s'infila in una
sala enorme, vuota, dove le voci provenienti da altre parti
della casa risuonano come musica. Attirata dalla scala a
chiocciola, in un attimo si trova al primo pianerottolo e
dai piccoli vetri piombati scorge l'autobus argenteo; poi sale
al secondo piano, da cui si vede il fiume. Da qualche
parte arriva una brezza fresca che le sfiora la peluria sulla
nuca, le tocca la pelle in modo intimo, familiare. C' qualcuno.
Harriet rimane immobile. La luce che entra dai vetri
a rombi diventa sempre pi brillante, abbagliante, un'esplosione.
Si volta di scatto, non vede nulla. Ma c' ancora
qualcuno, vicinissimo a lei, e un attimo dopo non c' pi.
Harriet appoggia una mano al muro per tenersi in equilibrio,
in attesa che la sua vista offuscata migliori. Qualcuno
la chiama dal piano di sotto. Ma ancora una volta il suo
sguardo  attirato verso l'alto, dove le sembra di percepire
un bagliore luccicante, un fulgore bianco in cima alla scala.
La porta si chiude silenziosamente. Subito Harriet riprende
a respirare, a vedere normalmente. Si precipita gi per le
scale come una ragazzina. Nell'ampio salone, quasi si scontra
con una delle guide della villa, una donna minuta dai
capelli d'argento, impeccabile, che la fissa incuriosita con
occhi neri, lucidi come semi. Sta bene? le chiede con la
voce acuta.
S, dice Harriet dopo un attimo.
 vietato salire al piano di sopra. La donna le si avvicina.
Il suo alito sa di menta,  insopportabile. Ha visto
qualcosa?
Harriet indietreggia. Perch? riesce a chiedere.
Questa casa  infestata dagli spettri, lo sanno tutti,
dice la donna, senza troppi giri di parole. A volte certi
ospiti... Una giovane donna di New Orleans fu costretta,
contro la sua volont, a unirsi in matrimonio con il rampollo
di questo casato. La donna mor qui la notte delle
nozze, misteriosamente, forse assassinata o suicida, o magari
uccisa per mano di Dio, non lo sapremo mai; da allora,
il suo fantasma viene visto di tanto in tanto sulle scale
o in qualche stanza, con indosso l'abito da sposa. Allora,
l'ha vista? S? Ha visto il suo spettro?
No. Harriet spinge piano di lato la donna, come se
fosse una tenda, e si precipita fuori.
Signorina! chiama la donna, sulla porta.
Ma Harriet balza sull'autobus e le porte, prima di partire,
si richiudono alle sue spalle con un sibilo pneumatico.
Certa gente non pensa proprio al resto del gruppo,
sibila una donna dalla voce nasale.
Ehi, come va? le chiede qualcun altro.
Bene, dichiara Harriet. Non  vero,  tutta scombussolata.
Si accascia sul sedile. Ovvio che sarebbe successo
a lei; ovvio che l'avrebbe riconosciuta.  lei, il modo in
cui quel viaggio la costringe di continuo a tornare davanti
a quella porta. Forse, in un certo senso, sapeva che le sarebbe
successo se fosse venuta. I chilometri scivolano nel
mormorio costante delle ruote sotto i suoi piedi. Intorno
a lei si alzano delle voci, un uomo ride. Cenere alla cenere,
polvere alla polvere. Su, piccola, dobbiamo, dobbiamo. Trattenendo
il fiato, a occhi chiusi, Harriet spalanca quella
porta.
In autunno, dopo il viaggio sul fiume, era tornata a
scuola qualche giorno prima, per riordinare l'ufficio di
Redbud e dare una mano con le iscrizioni, una delle sue
mansioni di borsista. Courtney si era gi sposata. Anna era
ancora in West Virginia, a insegnare teatro in un corso
d'arte per bambini. Sarebbe tornata il giorno dopo. E Baby?
Nessuno aveva avuto sue notizie da quando erano tornate
da New Orleans, e Harriet non aveva ancora deciso
cosa dirle quando l'avrebbe rivista. Non era forse andata a
letto con quel tizio del movimento per i diritti civili a
Natchez? O no?
E perch non aveva telefonato? O scritto, almeno una
cartolina? Almeno per dire quando sarebbe tornata. Era
davvero la ragazza pi viziata, irritante ed egocentrica che
Harriet avesse mai conosciuto. Harriet non aveva pi avuto
notizie nemmeno di Jeff, ma almeno lui aveva una
buona scusa. Stava facendo le manovre. Si chiese quando
sarebbe tornato, e cosa sarebbe successo a quel punto.
Immersa in un sonno profondo, Harriet si era svegliata
di colpo, pi o meno alle due di mattina, e s'era trovata di
fronte la sagoma nera di Baby stagliata contro il rettangolo di luce gialla della porta. C'era qualcosa di diverso, lo
sapeva, era cambiato qualcosa, si capiva anche solo dal
modo in cui Baby se ne stava l, appoggiata su un fianco,
una gamba piegata ad angolo.
Ehi, dormi? Harriet? Dormi? bisbigli con forza,
avanzando verso di lei in punta di piedi.
No. Harriet si rizz a sedere. Cio, s, dormivo, ma
adesso non pi. Poi fece esattamente quello che si era
ripromessa di non fare. Oh, Baby, perch non hai risposto
alla mia lettera? Perch non hai telefonato? Ho fatto
qualcosa, ho detto qualcosa che ti ha fatto arrabbiare? Non
sapevo cosa pensare.
Oh, no, niente affatto, oh, cara, mi dispiace tanto.
Baby lasci cadere a terra le valigie e si sedette sul bordo
del letto di Harriet. Scusa. Avrei dovuto chiamarti, ma
volevo vederti, volevo dirtelo di persona.
Dirmi cosa?
Non odiarmi, disse Baby, con la voce da bambina che
usava ogni tanto. Devi promettermi che non mi odierai.
Odiarti! Di cosa stai parlando?
Baby afferr Harriet per le spalle, stringendola forte.
Ho rotto con Jeff.
Stranamente Harriet non ne fu sorpresa. Cos' che le
diceva sempre sua madre? Aspettando che cada l'altra
scarpa... In un certo senso, si disse Harriet, era quello che
faceva da un po' di tempo. Aspettava che l'altra scarpa cadesse.
Quando?
La scorsa settimana. L'ho chiamato quando  tornato
a Richmond dai suoi giochetti di guerra. L'avevo gi deciso,
ma non riuscivo a contattarlo. Avevo deciso fin dal
viaggio sul fiume. Strinse forte Harriet. Quindi non odiarmi.
Oh, Baby, le sussurr Harriet fra i capelli che sapevano
di fumo. Sentiva che sarebbe scoppiata, letteralmente
esplosa per l'emozione, eppure non riusciva davvero a capire
di che emozione si trattasse. Rabbia? Dolore? Speranza?
Una minuscola luce perforante incominci a scavarle un
buco nel cervello. Lott per liberarsi dalla stretta di Baby,
per alzarsi.
Harriet... cosa c'?
Lasciami andare.
Baby torn a sedersi.
Harriet si alz. Sei una stronza, le disse. Non riesco
a credere che tu gli abbia fatto una cosa del genere.
Baby si alz, con la schiena ancora rivolta alla luce;
Harriet non riusciva a vederle il viso. Non andavo bene
per lui, Harriet, le disse. Pensavo che fosse... oh, non
so... mi faceva sentire cos... voleva sposarmi, ti immagini?
Voglio dire, t'immagini vivere in una base militare in
un posto orribile come East Jesus, in Georgia, o roba del
genere? Harriet riusciva a immaginarselo. Ma Baby prosegu.
Senti, cos star meglio, lo sai anche tu. Non aveva
niente da spartire con una persona come me.
Cosa vuol dire, una persona come te? Cosa intendi dire?
Niente. Non lo so. Non voglio dire niente.
Credi di essere tanto speciale. Harriet era sorpresa
dalla sua stessa voce.
Mi odi, vero? Anche tu mi odi. Baby prese un respiro
profondo, esausta. Non vi biasimo, non biasimo nessuno
di voi.
Oh, smettila di essere cos melodrammatica! Che cos',
hai conosciuto un altro, giusto?
No, te l'ho detto, ho soltanto deciso, tutto qui.  l'unica
cosa buona che ho fatto dopo secoli, e adesso cerchi
di farmi sentire in colpa.
Allora, chi  il nuovo ragazzo?
Non c' nessun nuovo ragazzo, te l'ho detto. Voglio
dire, in effetti ho conosciuto qualcuno, ma non  un ragazzo,
 un uomo d'affari di Memphis che conosce mio padre.
Comunque, non voglio sposare lui n nessun altro. Jeff
l'ha presa troppo dannatamente sul serio. Io voglio solo
divertirmi, cosa c' di male?
Ma tu non ti stai... incominci Harriet.
Non mi sto cosa?
Non ti stai divertendo.
Invece s! Baby batt il piede a terra. Me la sto godendo.
Mi diverto sempre. Cosa ne sai? Respirava affannosamente
nella stanza buia. Okay, allora, questo tizio 
simile a me, e Jeff non lo era. Ma questo non ha niente a
che fare con me e Jeff. Tu mi conosci meglio di chiunque
altro al mondo, Harriet. Sei la mia migliore amica. Non so
perch sei cos dura con me.
Harriet and a sedersi alla scrivania guardando dalla
finestra il campus avvolto nell'oscurit, gli alberi scuri che
si muovevano, la luce dei lampioni che creava un sentiero
luminoso fino allo stagno delle anatre. Sembrava... quasi...
no. Per un secondo, Harriet aveva pensato di aver visto
qualcosa muoversi nell'acqua. Si volt. Senti, cosa dice
Jeff di tutta questa storia?
Neanche lui la capisce, non ancora. Ma capir. Sai che
ho ragione. Baby si mise in bocca due sigarette, le accese
e ne pass una a Harriet. Il suo viso si illumin per un
istante alla luce del fiammifero.
Harriet inal a fondo. La fece sentire un po' stordita.
Aiutava.
Ehi, disse Baby dopo un po'. Mi ero dimenticata di
dirti che ho una macchina nuova, piccola e carina, aspetta
di vederla. E una decappottabile rossa.
Ovvio, pens Harriet.
Il pomeriggio seguente, Baby convinse Anna e Harriet
ad andare a giocare a biliardo al Cabin, sulla Route 86,
dove tutti la adoravano. Ciao, Freddie, grid al proprietario,
un uomo grande, grosso e sorridente, che port subito
tre birre offerte dalla casa e poi rimase impalato muovendo
la bocca.
Come stanno le mie r-r-r-ragazze? riusc finalmente a
dire.
Benone. Baby aveva un bagliore negli occhi quando
spacc, pestando a terra la stecca mentre le quattro palle
rotolarono negli angoli. Harriet era sicura che Baby fosse
consapevole dei due vecchi camionisti alle sue spalle che la
guardavano, sicura che fosse quello il motivo per cui era
rimasta cos a lungo con il culo in aria. La due, disse
Baby: riusc a mandarla in buca, e poi riusc a farlo anche
con la cinque e la sei, prima di sbagliare. Non male per il
primo giorno da Freddie dopo tanto tempo, disse, sollevando
la birra verso di lui prima di scolarla.
Bevi troppo in fretta, disse Anna, passando il gesso
sulla punta della stecca.
Bevo come bevo, fece lei, sedendosi al tavolo con
Harriet. Giocarono a biliardo tutto il pomeriggio e Baby
non accenn mai a Jeff, n lo fece in seguito, n la settimana
successiva, quindi nemmeno Harriet ne parl anche
se pensava a lui di continuo, chiedendosi come la stesse
prendendo, cosa stesse facendo, come si sentisse. Le torn
in mente quella volta in cui Jeff aveva pianto per suo
padre, e l'effetto che le aveva fatto in uniforme. Pens alla
linea verticale che gli si formava tra le sopracciglia quando
era preoccupato o stava tentando di capire qualcosa. Harriet
si ritrov a inventarsi delle scuse per rimanere in camera,
vicino al telefono, ma lui non chiam. Ovviamente non
sarebbe mai venuto a urlare davanti alla finestra di Baby
come aveva fatto quel ragazzo al primo anno, non era il
suo stile, ma Harriet pensava che avrebbe almeno chiamato.
Almeno lei. Ma non telefon mai. Passarono due settimane.
Harriet pens di chiamarlo, almeno per sapere come
stava, ma chiss come, non riusciva a decidersi a farlo.
Pass un'altra settimana.
Ripetimi ancora dove vai, disse a Baby, indaffaratissima
a preparare i bagagli un venerd pomeriggio.
Te l'ho detto. Baby chiuse la valigia con violenza. 
un albergo che si chiama The Homestead, in Virginia, anzi
 un hotel di lusso. E molto famoso.
Non ne ho mai sentito parlare.
E allora? Non sei mica obbligata a conoscerlo. Baby si
stava spazzolando i capelli. Fece una smorfia allo specchio.
Gli piace il trucco, disse. Guarda cosa mi ha comprato.
Mostr a Harriet una borsetta argentata piena di
tubetti e scatoline argentati, poi la svuot sul cassettone. Si
tracci una riga nera sugli occhi, applic il mascara. Be',
cosa ne pensi? Sbatt le ciglia guardando Harriet nello
specchio. Su, provalo. L'ha comprato a New York. E molto
costoso.
Ci scommetto. Harriet si mise al suo fianco, poi prese
l'eyeliner verde e tracci una linea sulla palpebra.
Oh, wow, disse Baby, guardandola. Ecco.
Harriet mise il mascara.
Adesso guardati, disse infine Baby. Non sei bellissima?
No.
Oh, dai. Certo che s! E ora un po' di rossetto. Gli piace
il rosso. La bocca di Baby si trasform in uno sfregio
vivace. Rise davanti allo specchio. Oh, Dio, sembro una
puttana, non trovi?
S, disse Harriet, aggiungendo: Scherzavo quando
Baby le lanci contro il rossetto.
Mi stavo chiedendo, disse Baby in tono marcatamente
disinvolto mentre infilava dalla testa il vestito di maglia
nero, se hai avuto notizie di Jeff. Il viso era nascosto dal
vestito mentre pronunci il suo nome.
No, perch? Harriet cerc di sembrare disinvolta
quanto lei.
Oh... io... ero solo curiosa. A volte mi manca un sacco,
disse, lisciandosi il vestito sui fianchi.
Devi mettere i collant con quel vestito, disse Harriet.
La testa di Anna spunt dalla porta.
Baby fece una smorfia. Sai che non li sopporto, disse.
Nemmeno per andare all'Homestead. Okay! Infil la
giacca di pelle e afferr la borsa. Ci vediamo domenica.
Era davvero affascinante, sembrava uscita da una rivista.
Baby,  assurdo, le disse Harriet. Non sai come sono
pericolosi quegli aeroplanini? Il tizio di Memphis sarebbe
andato a prenderla in aeroporto con il suo aereo privato.
S, disse Baby.
Ce lo farai conoscere? chiese Anna.
No, rispose Baby. Davvero, non vi andrebbe. E
spar. Anna and in biblioteca.
Harriet si sedette sul letto e fiss il telefono finch non
squill, facendola trasalire. Era successo quasi per magia.
Pronto? disse, alzando il ricevitore. Pronto? Nessuna
risposta. Harriet riagganci. Numero sbagliato. Oppure...
il cuore cominci a martellare, e tutto ci che aveva intorno
cominci ad apparirle pi nitido, in rilievo. Toccava a
lei. Doveva andare da Jeff e dirgli cos'aveva detto Baby. Poi
loro due sarebbero tornati insieme. Si alz, respirando a
fatica. Si avvicin al cassettone di Baby, si guard nello
specchio e mise un po' di rossetto, di un rosa polveroso, e
un pizzico di ombretto. Ecco qua. Okey-dokey, come diceva
sempre Jill. Poi and dritta a casa della signora Auerbach
e le chiese in prestito l'auto, una vecchissima Vauxhall
che sembrava gobba, un tipo di macchina di cui Harriet
non aveva mai sentito parlare. La signora Auerbach la
chiamava Jane Austen.
Jane Austen rallentava fino a sessanta all'ora sulle salite
della Route 81, il che andava benissimo, visto che Harriet
voleva comunque andare piano per fissare per sempre quel
giorno nella mente. Fortunatamente il tempo era bellissimo.
Certe volte il Blue Ridge era davvero azzurro, e quello era uno di quei giorni, con le enormi montagne azzurre
che bucavano l'orizzonte e, pi vicino, le colline erbose che
si stendevano come onde punteggiate di fattorie, mucche,
campi e macchie verde scuro degli alberi. Tra una settimana
sarebbe incominciato l'autunno. Ma per adesso era
ancora estate: il sole di mezzogiorno ricopriva tutto con la
sua luce densa e dorata, il cielo era una gigantesca cupola
che ricordava a Harriet quella cattedrale studiata per Storia
dell'arte, di un azzurro Della Robbia.
Ma a Lexington era un fine settimana all'insegna del
football, con partite sia all'istituto militare che al Washington
& Lee. Le strette strade di collina erano intasate di macchine,
ragazzi e coppiette con le braccia intrecciate che attraversavano
la strada sbadatamente. Ciao Harriet! grid
Frannie Kernodle, dello staff della Redbud, mentre uno degli
studenti del Washington & Lee che Harriet conosceva la
salutava dando una pacca sulla fiancata verde vomito della
Vauxhall, come se fosse un cavallo. Harriet aveva sperato di
non incontrare nessuno che conosceva, soprattutto Trent
Ogilvie, un Phi Delta che le aveva chiesto di uscire quel fine
settimana. Trent era un bravo ragazzo, non voleva ferirlo.
Harriet super il tristemente famoso Liquid Lunch, dove
l'atmosfera era gi calda, e svolt a sinistra in Washington
Street, fino alla grande casa in mattoni sull'angolo, di cui
Jeff e un paio di cadetti avevano affittato il seminterrato per
quattro soldi. La casa, di propriet della Historical Society,
sarebbe stata restaurata l'anno seguente. Nel frattempo, non
era carino tenere quei giovani cadetti forti e sani come
custodi part-time? Harriet immaginava il primo colloquio,
la magnifica impressione che doveva aver fatto Jeff. Lei l'avrebbe
affittata a quei ragazzi, di sicuro, e avrebbe chiuso un
occhio davanti alle ragazze che spuntavano nei fine settimana
e alle lattine di birra, che venivano sempre raccolte dopo
un po', nel giardino incolto. Harriet adorava quel giardino
con i vecchi muri di pietra e la fontana ricoperta di muschio
verde, dove un ragazzino con un pesce in mano gocciolava
acqua dalla pancia tonda. Parcheggi in strada ed entr in
giardino oltrepassando il pesante cancello di legno. Non si
aspettava che ci fosse qualcuno, dopotutto era davvero
un'occasione importante. L'Istituto militare Shenandoah
giocava contro il Politecnico della Virginia di Blacksburg,
poco lontano da l: una rivalit tradizionale e una partita
fondamentale. Harriet non si aspettava di vedere Jeff. Probabilmente
era al campus, oppure fuori con qualche ragazza.
Gli avrebbe lasciato un messaggio.
Ma prima decise di sedersi al sole, sulla grande roccia
calda in giardino, perch stranamente si sentiva assonnata.
Le api ronzavano, i girasoli muovevano la corolla lungo il
muro. Seduta sulla roccia, circondata da api e menta, Harriet
sentiva la testa pesante come un girasole. Si appisol per
qualche minuto e quando riapr gli occhi era piena di energia,
sentiva il cuore in gola, pulsare appena dietro la tempia.
Una banda suonava da qualche parte. Distribuito lungo la
collina, il giardino si estendeva dorato e irreale alla luce del
sole. Il cespuglio di ortensie azzurre vicino alla porta sul
retro sembrava impolverato, floscio; una foglia scarlatta volteggi
nell'aria cristallina per atterrare come una freccia
puntata ai suoi piedi. Harriet si alz, lo sguardo rivolto in
basso. Me ne ricorder, pens, per il resto della mia vita.
Scese la collina e apr la porta. Ehi? url. Sono io.
Chiss come, sapeva che lui era li. Si fece strada tra scatole
di pizza, lattine di birra e Coca-Cola disseminate sul pavimento
della cucina. Le mosche ronzavano intorno a un
bidone della spazzatura stracolmo; il lavandino era pieno
di piatti. Una copia di Steppenwolf era aperta sul bancone
della cucina. Harriet non si ferm.
Jeff era nella prima stanza, semisdraiato contro i cuscini
del vecchio letto in ottone, spinto contro la finestra.
Aveva in mano un bicchiere d'acqua. Si volt verso Harriet
lentamente, come se fosse cieco. Con le pareti di pietra grigia
e l'unica finestra schermata dai rami, la stanza era praticamente
buia. D'altronde, era un seminterrato. Jeff la
guardava: aveva la barba di parecchi giorni.
Harriet, disse. Sei qui. Non sorrise. Gli occhi scuri
erano cerchiati.
Harriet si sedette con cautela sul bordo del letto. Hai
una brutta cera, gli disse.
Non ho dormito.
Da quando?
Be', da... Non termin la frase.
Harriet ci riprov. Non dovresti essere alla partita?
chiese. Non devi marciare o qualcosa del genere?
Jeff le sorrise, un sorriso stanco, da vecchio. Oh, tesoro,
disse, ho lasciato perdere quella roba. Sollev il bicchiere,
bevve un sorso e Harriet vide la bottiglia di gin sul
davanzale della finestra.
Che intendi dire? chiese poi.
Ho mollato. Aveva uno strano sorriso, diverso, forse
da ubriaco. Mi arruolo.
Il soldatino, disse Harriet, prima di rendersi conto
che era Baby a chiamarlo sempre cos.
Il soldatino, s, ripet Jeff.
Non farlo. Non puoi arruolarti.
Devo farlo, disse. Devo fare qualcosa.
Mi offri da bere? Harriet gli si avvicin tra le lenzuola
sporche.
Non hai bisogno di bere.
Voglio un goccio.
No. Jeff scol il bicchiere e si volt a guardarla. La
luce che penetrava tra le foglie era di un pallido color oro,
verdastro. Cosa vuoi, Harriet? Perch sei venuta qui?
Volevo dirti... Volevo... Harriet non riusciva a parlare.
Che cosa? gli occhi di Jeff erano come buchi nel suo
viso.
Te, disse Harriet con semplicit. Ho sempre voluto
te. Era la verit. Trattenne il fiato. Jeff si volt verso di lei
con un gemito: i suoi occhi erano cupi, indecifrabili.
Guardami, disse Harriet. Lui si avvicin. Le tocc il
viso, tenendole il mento tra le mani per guardarla negli
occhi. Le mise una mano sul ginocchio, poi fece scorrere
un dito sull'interno della coscia. Sarebbe andato via, ma
non le importava. Questo. Voleva questo, pens, toccandogli
il piccolo incavo alla base del collo. Poi le sbotton la
camicia, che fin per terra. Oh, Harriet, le disse, tra i capelli.
Era tutta bagnata l sotto, come diceva sempre Alice,
ma cosa succedeva laggi? Harriet se l'era chiesto spesso,
ma ora sapeva che laggi era il 4 di luglio, con esplosioni
luminose e scintille che brillavano nel buio. Mio
Dio, Harriet, disse lui e Harriet era stesa al suo fianco, e
non aveva mai voluto essere da nessun'altra parte in vita
sua. Lo sapeva. Lui se ne sarebbe andato, ma non le importava,
questo momento sarebbe stato suo, questa finestra
aperta, l'ape ronzante, il lieve vento caldo, come lo zefiro
di una poesia, il profumo di menta e caprifoglio. Il suo viso
sopra di lei, quel viso da ragazzo che amava da sempre. Jeff
si muoveva su di lei come una tempesta, come pioggia battente.
Lei non vedeva niente oltre a lui. Lui scalci via i
jeans tagliati al ginocchio, oh, poteva fare qualsiasi cosa.
Questa  Harriet che si alza per andargli incontro, sono a
Gypsy Park, le altalene nel grigio pomeriggio, loro si dondolano
in alto, sempre pi in alto nell'aria dolce, volano,
volano, volano nel cielo infinito. Gli baci il viso, che sapeva
di sale. Oh, Harriet, tesoro, le disse in un soffio, sul
collo. Poi si addorment, e dorm per tutto il pomeriggio
con un braccio appoggiato al petto di lei. Harriet not che
emetteva uno strano, buffo suono, simile al volo di un uccello,
un frullo di ali. Rimase sveglia mentre un raggio di
sole entrava dall'intrico di foglie e si spostava lentamente
nella stanza fino a toccare il lucido pavimento di pino, la
sponda del letto d'ottone, che brill leggermente. Harriet
fece scorrere le dita sul ruvido muro di pietra, i piedi sulle
lenzuola ruvide, ascoltando i suoni lontani delle marce.
Le due settimane successive, Harriet rimase seduta
davanti al telefono. Voleva che suonasse, e voleva che fosse
per lei. Ma era sempre per Baby. Un attimo, diceva, passandole
il ricevitore, oppure: Vado a vedere dov', se era
qualcuno con cui Baby non voleva parlare, oppure: In
questo momento non c', vuoi lasciarle un messaggio?
quando era fuori. Usciva spessissimo con James Flood, il
ricco e misterioso uomo d'affari di Memphis che continuava
a venirla a trovare con il suo aereo privato; con Lap-Dog
Brown, uno della Washington & Lee; con Red Robertson,
un bulletto locale, un meccanico che aveva incontrato
da Freddie. Oh, su, la prendeva in giro Baby. Lo
sai che mi piacciono i tipi un po' rozzi. Ma Harriet non
sopportava le magliette troppo attillate, il pacchetto di
sigarette sotto la manica, non sopportava il modo in cui
Red la guardava, con gli occhi socchiusi. Harriet stava
seduta vicino al telefono a leggere lunghi romanzi inglesi
per le lezioni della signora Auerbach, cercando di non
immaginare Jefferson Carr a letto nella sua stanza al di l
delle montagne, avvolta in quella pallida luce verde. Scrisse
un ottimo saggio su Thomas Hardy. Fu bocciata alla prova
di chimica a met trimestre. Nella Giornata del Mary Scott
non sal sulla Morrow Mountain con le altre ragazze, preferendo
rimanere a guardarle. Prima si riunirono nel grande
spiazzo d'accesso, tutte in abiti stravaganti, quando il
tradizionale scampanellio annunci la sospensione delle
lezioni. Poi si incamminarono sulla strada sterrata che portava
alla montagna, in una lunga fila disordinata. A un
certo punto si intravidero soltanto piccole sagome che
sventolavano le minuscole mani nell'aria frizzante. Harriet
riusciva a malapena a vederle.
E poi torn l'autunno. Harriet aveva ritrovato Jeff l'autunno
precedente, un milione di anni prima. Ora altre
ragazze sedevano con i loro ragazzi sull'erba davanti allo
stagno, come avevano fatto loro; Harriet li guardava dalla
finestra. Immagin le loro conversazioni. Le foglie si libravano
davanti alla finestra, volteggiando lentamente nell'aria.
Non c'era un racconto di O. Henry in cui una ragazza
malata si era convinta che sarebbe morta solo quando l'albero
davanti alla sua finestra si fosse spogliato fino all'ultima
foglia? E poi un artista era andato a dipingere una
foglia sulla sua finestra per impedirle di morire, ma prese
freddo, e cos mor lui di polmonite... non era cos la storia?
La signora Auerbach l'avrebbe odiata se l'avesse scritta
qualche alunno - lei detestava i finali artificiosi, che le
sembravano semplicemente ingannevoli. E poi non erano
postmoderni.
Oh, Signore. Baby entr, lasci cadere i libri e sprofond
nel letto. Continuo a chiedermi come sta.
Harriet sent il cuore che incominciava a battere forte.
Intendi dire Jeff?
Baby annu fissando fuori dalla finestra, mordendosi il
labbro.
Be', di sicuro sta bene, perch non dovrebbe? disse
Harriet.
Baby la fiss. Cosa c' che non va? Sei arrabbiata per
qualcosa?
Harriet scroll il capo. Certo che no. Andiamo in mensa
e mangiamo un po' pi presto? propose. Baby per disse
che doveva andare al Cabin, e usc facendo tintinnare le
chiavi.
Squill il telefono.
Sei Baby? chiese una voce stranamente familiare.
No, sono Harriet. Baby non c' in questo momento.
Sono Kyle. Era uno dei ragazzi che abitavano con Jeff.
Harriet trattenne il fiato. Senti, lo so che si sono mollati
e tutto il resto, ma pensavo che Baby potesse sapere qualcosa
di Jeff. Il fatto  che...  scomparso. Nessuno sa dove
sia.
Cosa vuol dire scomparso?
 sparito. Stranissimo. Forse non ce ne siamo accorti
subito perch ha lasciato qui tutta la sua roba, o la maggior
parte, comunque. Kyle aveva un accento piatto del Midwest.
Che genere di roba?
Vestiti, libri, un po' di tutto. Dischi. Tutto, insomma.
Ma  sparito. Nessun messaggio, niente. Non riusciamo a
capire dove possa essere. Pensavo che Baby l'avesse sentito.
No, non l'ha sentito. Harriet sent la propria voce
vuota, distorta, come se parlasse in un pozzo o in una galleria.
Harriet?
Scusa, sono ancora qui.
S, be', allora chiamami per favore se tu o Baby o
chiunque altro ha sue notizie. Mi trovi a scuola, o a casa
nei fine settimana. Lo sai. Oppure chiama Price. Rick
Price era l'altro coinquilino. Penso che Jeff la chiamer. 
colpa di Baby, comunque. Dio,  a pezzi quel ragazzo!
Penso che tu non abbia mai visto uno cos a pezzi.
Lo so.
Tutta questa storia  un gran casino perch appena esci
dall'istituto  come se fossi morto. Fanno come se non
avessero mai sentito parlare di te. Ma andr lo stesso in
ufficio e cercher di farmi dare il numero di telefono delle
sorelle di Jeff, disse Kyle. Sai che i suoi genitori sono
morti.
Lo so, ripet Harriet. In seguito, non riusc a ricordare
il resto della conversazione. Dopo aver riagganciato rimase
a letto tutto il pomeriggio, saltando la cena. Poi Baby rientr
e and a sedersi sul bordo del suo letto, carezzandole i
capelli. Harriet, sei sveglia? Harriet?
Harriet ispir a fondo e tenne gli occhi chiusi.
Harriet?
Oh, ciao. Non sto molto bene, disse Harriet, ed era
certo la verit. Si drizz a sedere e si fece coraggio. Senti,
Baby, hai ricevuto una telefonata.
Baby si sedette. Chi era?
Harriet esit, poi disse: Elise. Ha detto di richiamarla
domani.
Oh. Okay. Vuoi che ti porti una Coca o qualcos'altro?
Faccio un salto gi al bar.
Una Coca sarebbe perfetta, disse Harriet. E magari
anche qualcosa da sgranocchiare.
Quando Baby usc, Harriet si alz e accese la luce. L'orologio
diceva che erano le otto e mezzo, pensava che fosse
molto pi tardi. Si guard in giro come se vedesse quella
stanza per la prima volta: il letto di Baby ricoperto di libri
e vestiti, la scrivania in disordine; la sua scrivania invece era
ordinatissima, l'armadio ben chiuso. Dalla sua parte del
muro c'era una stampa di Monet incorniciata, Le ninfee, da
quella di Baby i poster di Janis Joplin e di Elvis, il cartello
Rallentare Bambini che aveva fregato per strada, rose secche
in un vaso. Harriet osservava tutti quei dettagli come
se racchiudessero un segreto che poteva essere svelato, come
se fosse un'antropologa. Tutto sembrava ricco di significato.
Questa era la nostra stanza, si disse, mia e di Baby,
al Mary Scott College, 1965. Sent una specie di ronzio
nelle orecchie, incominci ad ansimare, poi Baby entr.
Ecco qui, disse passandole la Coca.
Grazie. Harriet la sorseggi e sent che quella visione
dura, nitida delle cose se ne stava andando. Grazie, ripet.
Allora, cos'avete combinato? Tu e...
Red. Baby si tolse la maglietta e la lasci cadere a
terra. La solita roba. Sorrise. In realt, siamo andati alla
cava.
Dov'eri andata con Jeff e me.
Sai cos'ha fatto Red? chiese Baby.
Cosa?
Ha preso in mano una lucertola, una piccola lucertola
verde che correva su una roccia. E poi ha detto: Guarda
e la lucertola gli ha morso il lobo ed  rimasta appesa come
un orecchino.  rimasta l finch non l'ha levata lui. La
cosa pi incredibile che abbia mai visto.
Credo di s. Harriet immaginava tutta la scena: l'acqua
scura, le rocce, la lucertola iridescente attaccata all'orecchio
di Red.
Allora che cosa fai, ti alzi o ti rimetti a dormire o cosa?
Voglio dire, se vuoi posso andare a leggere in sala studio...
Oh no. Harriet si alz a sedere e fece penzolare i piedi
gi dal letto. Devo studiare francese. Quindi stai pure
qui, disse, con me.
Parecchi giorni dopo Harriet, rientrando in camera dalla
biblioteca, lasci cadere la borsa dei libri a terra, accese
la luce e trasal vedendo Baby su una sedia che guardava il
grigiore del tardo pomeriggio dalla finestra. Oh! disse.
Non sapevo che fossi qui.
In effetti non ci sono del tutto. Si volt lentamente
per guardare Harriet. Indossava la sua vecchia giacca di
jeans. Jeff  nell'esercito, disse.
Davvero? Come fai a saperlo? Harriet si sedette sul
bordo del letto.
Rick ha chiamato poco fa.
Ma dov' esattamente?
Sta facendo l'addestramento in qualche posto orribile,
immagino. Voglio dire, non lo so. Non m'importa. Non so
nemmeno perch Rick mi ha chiamato, non ha niente a
che vedere con me. Niente, niente, niente. E gliel'ho anche
detto. Gli ho detto, lasciami fuori da questa storia. Non
m'interessa. Non sono fatti miei. Non me ne frega niente.
Ora Harriet si accorse che Baby era terribilmente, silenziosamente
agitata. Si alz cos di scatto che la sedia si ribalt.
Vado al Cabin per un po', disse, facendo tintinnare le
chiavi della macchina. Sbatt la porta e spar.
Quando Harriet and a rialzare la sedia, vide un foglietto
appallottolato sotto il letto: l'indirizzo di Jeff a Fort
Benning, in Georgia. Lo lisci per bene e lo mise nel cassetto
della scrivania.
Harriet gli aveva gi scritto varie lettere, senza mai ricevere
risposta, quando il telefono suon presto, un marted
mattina, poco dopo la vacanza per il giorno del Ringraziamento.
Si drizz a sedere e guard Baby, che dormiva profondamente,
il viso avvolto nel groviglio scuro di capelli.
Fuori, il cielo incominciava a schiarire. Il telefono squill
ancora. Harriet si alz e prese il ricevitore.
Sono Marianne Carr Kingsley, disse la sorella maggiore
di Jeff con la sua pronuncia colta, strascicata. Potrei
parlare con Margaret Ballou, cio... Baby?
Sono io, disse subito Harriet, guardando Baby che
non si era mossa.
Temo di doverti dare una notizia terribile. La sua voce
rimase neutrale, priva di espressione. Jefferson  morto. 
rimasto vittima di un incidente con l'elicottero a Fort Benning,
durante l'addestramento. Immagino che tu sappia
gi tutto.
Cosa  successo? A Harriet sembrava di non riuscire
pi a parlare.
Scusa, non sento bene.
Cosa  successo?
Siamo stati informati da un ufficiale che lo conosceva,
a quanto pare. Era in missione di addestramento su un elicottero
che era appena decollato con il pieno di carburante,
quando improvvisamente si  schiantato in un bosco ed
 andato in fiamme. Stanno ancora indagando, ma pare
che fosse un problema idraulico. Non abbiamo ancora
avuto il rapporto completo, ovviamente. Tutto l'equipaggio
 morto sul colpo, il pilota e sei reclute. Non hanno
nemmeno fatto in tempo a uscire prima che si incendiasse.
 successo di notte, venerd notte. Poi la sorella di Jeff
sembr sul punto di soffocare. Non sarebbe mai successo
se fosse rimasto a scuola. Se non si fosse arruolato, disse.
Avrebbe avuto un brevetto da ufficiale. Sarebbe ancora
vivo. Cos'hai fatto? si era messa a gridare. Cosa gli hai
fatto!
Harriet ripose piano il ricevitore, si alz e and alla finestra.
In un certo senso, la sorella di Jeff aveva ragione. Era
colpa sua, era tutta colpa sua, non di Baby. Avrebbe potuto
dire a Jeff che era mancato moltissimo a Baby, bastava
dirglielo. Lui l'avrebbe raggiunta subito, avrebbero fatto
pace, non avrebbe lasciato l'istituto, non si sarebbe arruolato.
Soldier boy, oh, my little soldier boy, VII be true to you.
Le parole di quella canzone pop le riecheggiavano nella
mente. L'aveva ballata di recente, a una festa, con un ragazzo
che non aveva mai visto prima e che non avrebbe visto
mai pi.
Harriet guard dalla finestra il campus freddo, tetro.
La superficie immobile dello stagno brillava come peltro.
Una ragazza con l'impermeabile nero s'incammin sul sentiero
tra le siepi di bosso, poi spar. Tremando, Harriet si
strinse le braccia intorno al corpo, per assicurarsi che fosse
tutto vero. Perch all'improvviso lei era quella ragazza,
che scompariva nella siepe di bosso. E faceva freddo anche
l. Harriet fiss nel buio un punto in cui Jeff all'improvviso
comparve, circondato dalle fiamme, le braccia ardenti
levate come se avesse voluto spingerla via, la sua bocca
una rotonda, nera, urlante O. NO - un rotondo, nero, urlante
NO. Harriet voleva andare da lui ma aveva freddo,
freddissimo, e non riusciva a raggiungerlo, i piedi non
volevano muoversi. Non poteva fare altro che piangere, o
forse era Baby che piangeva. Ora anche Baby stava piangendo.
Poi Harriet si ammal. Per un po' rimase a letto, poi fu
portata in infermeria, dove l'infermiera Pam le dava budino
di tapioca e le diceva che presto sarebbe stata bene (che
bugiarda, le crescer il naso), poi a casa, con Alice che entrava
e usciva dalla camera da letto, quella stanza che aveva
condiviso per tanto tempo con Jill, mentre il dottor Piccolo
se ne stava sulla porta con aria lugubre. Aveva un
modo di far schioccare i denti che Harriet non aveva mai
notato e che le dava sui nervi. Chiamami Ed, le ripeteva,
ma Harriet non ci riusciva. Poi torn a scuola a dare gli
esami, ma a un certo punto fece ritorno a casa. Era come
se non se ne fosse mai andata, tranne per il fatto che Alice,
all'improvviso, era invecchiata moltissimo. Sembrava una
bambola a colori pastello, ricurva, oppure una bambina
vecchissima, come quei bambini che nascono gi vecchi, a
causa di quella strana malattia.
Un giorno Alice, dalla sponda del letto di Harriet, grid:
Ed, cos'ha che non va? Non puoi fare qualcosa?
Il dottor Piccolo scroll il capo e schiocc i denti. Alice
le rassett il letto, le diede un colpetto sulla spalla e usc
dalla stanza. Harriet si guard intorno. Ecco la sua collezione
di bambole sulla cassettiera, i libri di scuola sul comodino,
i fermacarte di Jill sulle mensole davanti alla finestra.
Fuori c'era sempre la stessa vista: il neon rosso dell'Hotel
Jefferson, i rami bianchi della betulla che crescevano
fin sopra l'entrata della sartoria, la pubblicit Lucky
Strike in cima al Connor Building dall'altra parte della
strada, i tetti degli edifici pi alti poco pi indietro e in
quella direzione, un luogo che da l non si vedeva, il Gypsy
Park. Harriet chiuse gli occhi ma non riusc a dormire.
Il dottor Piccolo le diede tre tipi di medicine: una pillola
gialla, piatta, una rotonda rossa e due capsule verde
pallido da prendere di notte. Si rivelarono utili. Rimase a
letto a leggere i libri che trov in casa: Babbitt, Il richiamo
della foresta, Come farsi degli amici e influenzare la gente,
Butterfield Eight. Il dottor Piccolo entrava nella sua stanza
di notte e le toccava il viso e il seno. Harriet faceva finta di
dormire, le sembrava la cosa pi semplice. Poi incominci
a fare altre cose. Una volta decise di dirlo a sua madre, ma
quando trov il coraggio di farlo e and in cucina trov lui
e Alice che giocavano a ramino sul tavolo di quercia rotondo,
i piedi nudi intrecciati, nel bagliore dorato della lampada
Tiffany. Chiamami Ed era in canottiera, Alice
indossava la vestaglia rosa di seta.
Allora, cos'hai in mano? Harriet era al buio, davanti
a s aveva la schiena pelosa del dottor Piccolo. Eh? Cos'hai?
Gin! Alice sbatt le carte sul tavolo con enfasi, poi
scoppi a ridere. Corse intorno al tavolo e si fece prendere
in braccio. Adesso devi pagare, bel ragazzo. Cos'hai per la
tua bambina?
Harriet torn lentamente in camera. Il giorno dopo
rispose a un annuncio sul giornale e accett un lavoro part-
time nel famoso ospedale in collina dove la madre di Jeff
era stata a lungo ricoverata. Quell'estate frequent anche
quattro corsi, due per ogni sessione, alla scuola estiva dell'Universit
della Virginia, condividendo una stanza del
dormitorio con una studentessa mennonita.
Tornata al Mary Scott per l'ultimo anno, Harriet si trasfer
in una camera singola per cui aveva fatto richiesta in
Ransom Hall. Anna aveva una singola nella Cabell mentre
Baby condivideva la stanza con Catherine Wilson, nella
Oglethorpe. Quattro nuove matricole occupavano la torretta
di Old South. Harriet le guard attentamente quando
super il vecchio dormitorio nella Volkswagen che il
signor Carr le aveva comprato dopo essere andato all'aldil.
Tre di loro stavano trasportando un vecchio divano di
pelle rossa, mentre la quarta le incoraggiava gridando dalla
finestra di quella che era stata la camera di Courtney. I lunghi
capelli biondi penzolavano dalla finestra come quelli di
Raperonzolo, formando una corda d'oro.
Nella cassetta postale Harriet trov una lettera di
Courtney scritta su una spessa carta comune con incise le
sue nuove iniziali, C.G.R. Harriet la apr direttamente
all'ufficio postale. Ovviamente non ho chiuso occhio da
quando Scott  nato, scriveva Courtney, ma in un certo
senso non m'importa nemmeno. Non  carino? Non ho
bisogno di dormire, sono cos felice. Non avrei mai immaginato
di poter amare qualcosa o qualcuno tanto quanto
amo questo bambino. Tra un po' verr a farvelo vedere.
Con affetto, Courtney. Dentro c'era la foto del bambino,
un affarino buffo con la testa come un cappello a punta e
gli occhi strabici.
Oooh! Fammi vedere! Catherine le strapp la lettera
di mano e la abbracci. Oh, merda, guarda la testa! Pensi
che sia normale?
Penso che Courtney ce l'avrebbe detto se non lo fosse,
no?  sempre stata molto schietta, disse Harriet.
Hai ragione. Ma Dio, guardati! Catherine la abbracci
ancora e poi la allontan con le braccia. Sembri diversa,
annunci. Che cos'hai di diverso? I capelli?
Harriet scroll il capo. Hai solo dimenticato, disse.
Non ci vediamo da quasi un anno, sai. Sono sempre la
vecchia Harriet.
Ma Catherine continu a scrutarla mentre camminavano
sotto le querce giganti del campus. Non  vero, disse
Catherine.  cambiato qualcosa. Che cosa, Harriet?
Harriet scroll di nuovo il capo. Niente, disse. Te l'ho
detto, ho avuto la mononucleosi, ricordi? E poi il semestre
era troppo avanti per tornare al Mary Scott cos ho trovato
un lavoro e sono andata alla scuola estiva all'Universit
della Virginia.
Allora, come sta tua madre? Catherine si sedette su
una grossa pietra e accese una sigaretta.
Bene.
E il dottore?
Irsuto come sempre. Harriet sedette accanto a lei sulla
pietra ancora calda per il sole della giornata.
Catherine rise. Questa parola era nel test d'ammissione
al college. E adesso stiamo per diplomarci. Be', sono pronta
per andarmene da qui. Sai, Howie ha gi avuto due
aumenti di stipendio, e il suo lavoro gli piace un sacco.
Dopo uno dei fidanzamenti pi lunghi della storia, al matrimonio
di Catherine mancavano ancora nove mesi. Proprio
come una gravidanza, disse, avvicinandosi sulla pietra
ruvida per abbracciare Harriet. Sono cos felice di vederti!
Ma adesso, dimmi la verit, cos' successo tra te e Baby?
Cosa vuoi dire?
Dice che non hai mai risposto alle sue lettere, n alle
sue telefonate, niente, dopo che te ne sei andata l'anno
scorso. Ci  rimasta davvero male.
Harriet studi l'erba, troppo verde.
Harriet? Non vuoi dirmelo?
Harriet sospir e si tolse i sandali, affondando i piedi
nell'erba.  una lunga storia, disse.
Be', lei vorrebbe rimanerti amica. Sai che  stata male
dopo che Jeff  morto, tutti sono stati male, ma lei l'ha presa
malissimo, ovviamente. E dimagrita tantissimo e l'infermiera
Pam l'ha convinta a vedere uno psichiatra a Roanoke
due volte la settimana, altrimenti l'avrebbero rimandata
a casa. Ma indovina un po'?
Cosa?
Si  fidanzata! Con un tipo pi grande di lei che si
chiama Charlie Mahan, lo conosce praticamente da quando
era piccola, penso che possa essere persino un cugino,
anche se sono sicura che sia di terzo o quarto grado o qualcosa
del genere. Baby dice che viene dal Delta, come se
fosse chiss cosa.
Charlie Mahan? Nella mente di Harriet si form
un'immagine improvvisa di Charlie Mahan quando era
comparso al party delle debuttanti in Alabama, al secondo
anno. Charlie Mahan era arrivato all'aeroporto in un enorme
pickup, aveva gettato la valigia di Harriet nel bagagliaio
e l'aveva aiutata a salire con modi cortesi, da cowboy. Baby
aveva sempre detto che Charlie non era un'aquila ma era
evidentemente simpatico, uno dei ragazzi pi carini che
Harriet avesse mai incontrato. Troppo carino per Baby,
pens. Chiss perch, ricordava che aveva lasciato l'Ole
Miss, la gloriosa Universit del Mississippi, per tornare a
casa a gestire gli affari di famiglia quando suo padre si era
ammalato.
Il matrimonio  fissato per la fine di giugno, tre settimane
dopo il mio, disse Catherine, evidentemente soddisfatta
di sposarsi per prima. Appena io e Howie torniamo
dalle Bermuda.
Ho sempre pensato che Baby volesse laurearsi, disse
Harriet.
E invece no, disse Catherine. Sai cosa penso? Penso
che sia semplicemente stanca, Harriet. Non ce la fa pi. 
difficile essere Baby. Penso che adesso voglia una vita normale,
qualcuno che si prenda cura di lei, e devo dire che
non ha tutti i torti. Sono molto felice per lei. Sai che ha
mollato il laboratorio di scrittura?
Davvero? E quando?
Oh, la scorsa primavera. Ma guarda, parli del diavolo,
ed eccola qui! Vedrai. Le sei mancata, Harriet. Catherine
le tocc lievemente la mano; Harriet indietreggi. Baby!
Harriet non riusciva a spiegarselo, ma sentiva che anche
Baby era morta. Era morta, proprio come Jeff, ma eccola l
che arrivava con le sue lunghe falcate e quel gran sorriso
storto. Harriet si sent rimpicciolire sulla pietra.
Ehi, Harriet! Baby si chin su di lei e l'abbracci con
forza. Aveva i capelli pi corti, un carr perfetto. Aveva
preso qualche chilo e non sembrava pi cos spiritata. Persino
le sue mani sembravano diverse, le unghie un tempo
sempre mangiucchiate adesso erano ben curate. Indossava
un vestitino corto a fiori e i sandali, le gambe lunghe e abbronzate
come al solito. Oh, Harriet, mi sei mancata cos
tanto! Come stai?
Bene, disse Harriet; poi rimase in silenzio. Deglut. Si
ricord quello che sua madre diceva a Jill: Ti hanno rubato
la lingua?
Be', devo andare subito in segreteria. Ci vediamo dopo.
Catherine si alz e se ne and.
Anch'io. Harriet salt in piedi. Baby la guard con
aria interrogativa. Allora  cos che la pensi? Non vuoi pi
essere mia amica? Non vuoi pi vedermi?
Certo che voglio esserti amica, ment Harriet. Non
fare la pazza, aggiunse, anche se di fatto non riusciva a vedere
Baby da quell'angolatura, con il sole negli occhi. 
esattamente quello che sto cercando di non fare, disse lei.
Be', non ti  mai venuto in mente che forse dovresti
provarci da sola? Che forse non c' bisogno di avere sempre
un ragazzo intorno? Harriet era sorpresa di sentirsi
parlare cos, anche se si rese subito conto che era vero.
Charlie non  un ragazzo,  un uomo.  davvero gentile.
Non te lo ricordi? E venuto a prenderti in aeroporto quella
volta che sei venuta a Natale per la festa di Nina.
Non ci ho parlato molto.
Baby si spost schermando il sole dagli occhi di Harriet
e la fiss. Oh, su, disse. Charlie mi conosce. Sa tutto ti
me. E mi ama ugualmente. Non vuoi che io sia felice?
Certo. Fantastico. Sii felice. Adesso devo davvero correre
in quella segreteria, devo assicurarmi di avere i certificati
di promozione per i corsi estivi che ho seguito. Si interruppe.
Oh, Baby, disse. Perch l'hai fatto? Perch
l'hai lasciato?
Baby gett di nuovo le braccia al collo di Harriet. Mi
dispiace, disse. Mi dispiace davvero. Qualche volta tradisco
le persone, non so nemmeno perch. Non riesco a fare
altrimenti. Ti prego, non odiarmi pi.
Odiarti? Io non ti odio, le disse Harriet tra i capelli.
Allora siamo ancora amiche? Tutto okay? Baby sembrava
dubbiosa, mentre indietreggiava per guardarla meglio.
Pass un dito sulla guancia di Harriet.
Tutto okay, disse Harriet, dando a Baby tutto quello
che voleva, tutto quello che doveva avere e, stranamente,
era davvero okay, anche se non sarebbe mai stato come
prima, e quella fu l'unica volta in cui arrivarono cos vicino
a parlarne.
...
.
...
Miglio 155.1.
Vacherie, Louisiana
Venerd 14/5/99
Ore 12,00.
...
.
...
Per tutta la durata del tour del venerd mattina alla piantagione
di River Road, Harriet continua a sussurrare che non
sta bene. Courtney deve praticamente trascinarla lungo il
viale di querce virginiana che ricadono ad arco quasi come
un tunnel, fino al pontile e sulla Belle per pranzo.
Penso davvero che dovrei stendermi un po', dice
Harriet mentre entrano in sala da pranzo.
Sciocchezze. Courtney si siede e si asciuga il viso con
un tovagliolo. Non le importa se tutto il trucco viene via,
ha troppo caldo per curarsene. E in pi non deve far colpo
su nessuno su quel battello, di sicuro. Devi mangiare
qualcosa, preferibilmente con un po' di sale.
Forse potrei ordinare il gazpacho, dice infine Harriet.
Mi sembra un'ottima idea. A proposito, ho due fantastiche
ricette per il gazpacho, ricordami di mandartele.
Sono davvero facili - in pratica solo una grossa lattina di
succo di pomodoro e un po' di verdura nel frullatore.
Spesso lo servo nel patio d'estate, in una ciotola, prima di
cena. In un certo senso, da quando Courtney ha rinunciato
all'amore, la conforta pensare alla sua casa, al meraviglioso
patio in ardesia, per esempio, con i grandi vasi di
fiori, le felci, i tralicci di buganvillea.
Maurice attraversa la sala da pranzo dirigendosi verso di
loro con la sua falcata atletica.
Penso che dovremmo cominciare, dice Courtney. Perch
aspettare gli altri? Chiss quando arriveranno.
Buon pomeriggio, signore. Siete pronte per ordinare?
chiede Maurice.
Io prendo club sandwich, patatine fritte e un bicchiere
di Chardonnay, per favore. Courtney ordina rapidamente,
poi si abbandona sullo schienale. Incomincia a sentirsi
meglio.
Signora? Maurice si rivolge a Harriet.
Io prendo il gazpacho e poi... be', non ho ancora deciso...
Oh, su! Scegli qualcosa. Qualsiasi cosa! Courtney 
stufa della costante indecisione di Harriet. E davvero assurdo.
Chiss come riesce a fare le cose, in generale, per
non parlare del ricoprire una posizione ovviamente di responsabilit
al college, anche se  solo un piccolo college.
Vuole qualcosa da bere? Posso tornare dopo per il resto
dell'ordinazione.
T zuccherato, dice Harriet.
Niente vino? Maurice tiene la penna sollevata sul
blocco.
Oh, dai, bevi un bicchiere di vino con me. Courtney
tocca il braccio di Harriet.
No! esplode Harriet, poi arrossisce. Voglio dire, no
grazie, solo t per adesso, e forse prender un'insalata al
buffet. Cos non dovr prendere altre decisioni. Davvero,
non ho mai bevuto tanto in vita mia come in questo viaggio.
Mi fa sentire strana.
Cosa intendi per strana?
Non mi sento me stessa. Non sono totalmente me stessa,
dice Harriet. Non hai notato?
Be', devo dire che mi sembri pi rilassata da quando
abbiamo lasciato Memphis, ma questo  lo scopo principale
di una crociera, no?
No, non  l'unico scopo. Sai qual  il vero scopo. Harriet
si afferra al bordo del tavolo.
Lo so. Courtney beve un sorso del suo Chardonnay.
Certo, ma non c' niente di male nel godersi il viaggio,
Harriet, non c' nessun motivo per cui non dovresti apprezzare
le attenzioni di Pete, per esempio. Sembra una
persona assolutamente piacevole, da quello che vedo. Cos'ha
che non va?
Niente.  quello il problema. Harriet attorciglia il
tovagliolo, lo sguardo fisso in basso. Pomelli vivaci le colorano
le guance facendola somigliare a una bambola scarmigliata,
santo cielo!
Allora perch non cerchi di divertirti un po', tanto per
cambiare? Io lo farei, se fossi in te. Chiunque lo farebbe.
Dai. Quanti uomini liberi pensi che incontrerai, alla tua
et? Sarebbe assurdo rifiutare un week-end a New Orleans,
soprattutto con un uomo che conosce bene la citt.
Ma... Harriet sembra veramente a pezzi.
Ma cosa? Courtney si protende verso di lei afferrandole
il gomito appuntito. Harriet, guardami. Non  normale.
Cos'hai che non va?
Quando finalmente rialza il capo, Harriet ha gli occhi
pieni di lacrime. Non so, dice.
Oh, be', allora. Courtney deve parlare in fretta; la sala
da pranzo si sta riempiendo di altre persone, che entrano
alla spicciolata. Ben presto, tutte le sedie al loro tavolo
saranno occupate, tranne quella di Anna, ovviamente. Anche
Anna rifiuta di divertirsi. Sta sempre chiusa nella sua
cabina a lavorare. Harriet, ascoltami. Ho una stanza riservata
al Royal Orleans per il fine settimana, a mio nome.
Visto che io torno a casa, puoi prenderla tu.
Oh, non potrei mai...
Davvero, gratis e con la mia benedizione! Courtney
sembra aver acquisito un'aura da santa.
Courtney, non  per i soldi... In realt Harriet ha un
sacco di soldi in banca, pi di quanti ci si possa immaginare.
Vive molto semplicemente, non ha mai pensato a
qualcosa che davvero desiderasse comprare, o a un modo
di spenderli per se stessa, anche se ne ha dati buona parte
in beneficenza, protetta dall'anonimato, ovviamente.
Eccovi qua! Russell, Catherine, Lonard e Bridget convergono
tutti insieme al loro tavolo.  troppo per Harriet,
che si accascia di lato sulla sedia.
Ehi! Cosa succede? chiede Maurice, arrivando con
una brocca gocciolante per riempire i loro bicchieri. Depone
la brocca e si precipita da Harriet.
Oh, star bene. Courtney ha la situazione sotto controllo:
immerge il tovagliolo nell'acqua e lo tampona sul
viso di Harriet. Sta bene,  solo il caldo, spiega a tutti
quelli che si sono riuniti intorno a loro. Le porti un bicchiere
di vino, dice a Maurice, e un altro per me.
Harriet, Harriet. Catherine siede vicino a Harriet e si
protende per abbracciarla. Tesoro, stai bene?
Oh, certo, certo. Harriet batte le palpebre e si raddrizza.
Sto bene, mi dispiace, non preoccupatevi.
Oh,  cos tipico del Sud! esclama Russell. Sto solo
morendo, non voglio interrompere il pranzo di nessuno...
Non sta morendo, puntualizza Courtney.
Lonard e Bridget rivolgono a malapena uno sguardo
vuoto, formale, a Harriet prima di ordinare. Lonard indossa
un elegante berretto da yacht, Bridget un vestito di
lino verde acqua con i bottoni di conchiglia e orecchini uguali.
 una donna molto affascinante. Freddy Semprepronto, davvero!
Courtney d un piccolo calcio sotto il
tavolo a Harriet, che sobbalza.
Tesoro, cosa c'? Cosa ti succede? Catherine la abbraccia.
Niente, sussurra Harriet, guardando Courtney.
Un brindisi, allora, propone Russell sollevando il suo
Bloody Mary. Alla morte della Confederazione.
Alcune persone ridacchiano ai tavoli vicini.
Brindiamo. Lonard alza il bicchiere. La sua bella,
bionda Bridget sembra l'unica persona nella sala per nulla
infastidita dal caldo, non ha nemmeno un capello fuori
posto, il trucco  impeccabile.
Russell non sopporta quest'affare delle piantagioni,
dice a tutti Catherine.
E che dire di quel cazzo di Whistle Walk, il sentiero del
fischio? Russell ha gi bevuto due brandy alla menta sulla
veranda di River Road.
Attento a come parli, tesoro, dice Catherine.
Scusate.
Cos' il Whistle Walk? chiede Bridget.
Oh,  alla piantagione di River Road, dice Catherine
con calma, sfoggiando il suo sorriso pi naturale. Sapete,
le estati sono cos calde qui che in tutte le grandi piantagioni
c'era una cucina separata dalla casa, per non riscaldare
troppo l'abitazione. A River Road, per esempio, la
cucina  sul retro, separata dalla casa da un sentiero in mattoni.
Cos i domestici...
Schiavi, la corregge Russell.
Gli schiavi che portavano il cibo dalla cucina alla sala
da pranzo dovevano fischiare continuamente, prosegue
Catherine. Cos il proprietario era sicuro che non stessero
mangiucchiando qualcosa di nascosto.
Russell scrolla il capo e fa un cenno a Maurice di portargli
un altro drink, ironia che lui coglie di sicuro.
Avremmo dovuto chiamare Suzanne un po' prima.
Courtney mangia le patatine fritte una per volta, cos durano
di pi. Sono sicura che ci sarebbe venuta incontro da
New Orleans. Le ho lasciato un messaggio all'ufficio di
River Road, solo per dirle che ci eravamo state.
Bene. Catherine annuisce. Ma dev'essere superimpegnata.
Russell dice che le hanno dedicato un paio di articoli
sull' U. S. News and World Report.
Davvero? Harriet ha finalmente finito il gazpacho.
Be', s.  una famosa donna d'affari.  anche proprietaria
di un grosso settore del Quartiere Francese. Non c'
da sorprendersi, ti pare?
No. Courtney ricorda che Suzanne St. John si era dimostrata
ancora pi organizzata di lei durante il viaggio
sulla chiatta: era l'unica ad avere i vestiti sempre asciutti,
perch li teneva avvolti uno per uno nella plastica. Courtney
non ci aveva pensato. Mi chiedo se si sia sposata.
L'hanno intervistata sull'Alumnae News ma non ha accennato
a una famiglia. Di sicuro ha fatto un gran bel lavoro
con River Road, comunque.
Oh, Courtney, a me sembra orribile! esplode Harriet.
Senti senti! dice Russell.
Davvero? Courtney si volta per guardare Harriet, che
non cessa mai di sorprenderla.
Be', s. Voglio dire, tutte quelle enormi case finto Sud
su terreni di mezzo acro, e tutti quei condomini, e il campo
da golf - scommetto che hanno dovuto dragare tutta la
palude per costruirlo. E persino la villa pi grande  orribile
adesso con tutte quelle tremende signore finte in ogni
stanza,  tutto commerciale, vendono qualsiasi cosa - libri
di cucina River Road, porcellane River Road, grembiuli
River Road, e magliette e cappelli, gioielli River Road, profumo
River Road...
Profumo? chiede Bridget.
Gardenia, molto pesante, continua Harriet. Grissini
al formaggio River Road e wafers, biscotti, caramelle, fermaporta
River Road e portacenere e carta da lettere...
Per, Harriet, la carta da lettere  davvero graziosa...
dice Courtney, che l'ha comprata.
Ma non posso fare a meno di ricordarmi com'era quando
ci siamo venute la prima volta, con la chiatta, continua
Harriet. Era bellissimo, non ti ricordi? La villa era completamente
vuota allora...
L'abbiamo visitata al tramonto, precisa Catherine.
Abbiamo fatto un gran fal sulla banchina e siamo
rimaste a guardare la luna che sorgeva. Era luna piena,
sussurra Harriet. Mi ricordo di aver guardato la casa, che
era meravigliosa, si vedeva bene con il chiaro di luna, sembrava
che galleggiasse sulla foschia e le ombre. Sembrava
che brillasse nella notte.
 ancora bella, dice Catherine. Anche oggi si pu
vedere com'era.
Aspetta un attimo. Quanto tempo fa avete fatto quel
viaggio in chiatta? chiede Bridget.
Una trentina d'anni fa, risponde prontamente Courtney,
quindi era molto diversa, come puoi immaginare.
River Road era praticamente in rovina allora. Nessuno
poteva permettersi di mantenerla. Penso che avessero una
specie di guardiano, un custode, che ci abitava, e forse affittavano
parte del terreno ai contadini, ma nient'altro. La
propriet era abbandonata. Comunque apparteneva alla
famiglia della nostra compagna di classe da molte generazioni,
per quello avevamo avuto il permesso di fermarci. Il
giorno dopo siamo andate a New Orleans.
Il silenzio cade sulla loro tavola, in mezzo alla rumorosa
sala da pranzo.
Passaggio di angeli, dice Harriet.
Cosa? chiede Bridget. Cos'hai detto?
Harriet?
Anche Courtney non ha afferrato.
Niente. Harriet abbassa lo sguardo, ricordando come
Baby percorreva la veranda piroettando al tramonto, con i
capelli che ruotavano insieme a lei.
Davvero ha finito, signorina? Maurice porta via l'insalata
intatta di Harriet. Desiderate un pezzettino di cheesecake? O della torta alle noci? Che ne dite della torta con un
po' di gelato?
Mi sembra un'ottima idea. Io la prendo, dice Bridget.
Anch'io, fa Russell.
Signorina? Maurice sta fissando Harriet.
No... grazie... sto bene cos. Il gazpacho era delizioso,
dice. Non  carino? chiede alle altre quando Maurice
si allontana.
Be', ovvio che  carino! ribatte Courtney. La crociera
sta per finire e vuole assicurarsi una buona mancia. La
cena di stasera  l'ultimo vero pasto a bordo. La colazione
prevede soltanto ciambelle e caff sul ponte, e poi via tutti
alle 9. E chiaro che ha in mente la mancia.
Comunque  carino. Harriet arrossisce ancora.
Non montarti la testa, dice Courtney.
Maurice ritorna con tre porzioni di torta alle noci e ne
mette una davanti a Harriet. In caso cambi idea, dice. Ne
d un'altra a Russell. E questa  per..., chiede, facendo
roteare il piatto in aria.
Qui, dice Bridget, con la forchetta in mano.
Catherine ordina caff per lei e per Russell, che ne ha
evidentemente bisogno. Be', qual  il nostro programma
per stasera? chiede, rischiando di mostrarsi sgarbata con
Lonard, che sembra non badarci, e Bridget, occupata a divorare
la torta.
Penso che dovremmo farlo appena arriviamo a New
Orleans, dice Harriet. In realt l'ho chiesto a Pete, e lui
pensa che sarebbe meglio cos. Dice che ci sar troppo trambusto
al mattino. Ci sveglieremo al molo di Robin Street
nel bel mezzo dello scarico bagagli e del rifornimento.
Stanotte allora, dice Russell, finendo il caff. Andiamo
di sopra dopo cena, berremo qualcosa.
Catherine lo guarda.
Torno subito, dice lui, dirigendosi verso i bagni.
Okay. Harriet annuisce. Pete dice che entreremo nel
porto di New Orleans alle dieci e mezzo circa. Forse dovremmo
farlo alle dieci, quando siamo ancora sul fiume,
prima di entrare in citt. Getta uno sguardo a Bridget e
Lonard, impegnati in una fitta conversazione a bassa voce.
E Anna? chiede Courtney.
Le lascio subito un messaggio, dice Harriet.
No, glielo lascio io, decide Courtney. Devi riposarti,
questo pomeriggio. Leggi un libro, fai un pisolino.
Hai ragione. In effetti Harriet non si sente ancora
molto bene. Si alza frugando nella borsetta.
Vieni, lascia che ti accompagni in camera tua. Catherine
la segue.
Anche Courtney si alza per andarsene, proprio mentre
Russell rientra in sala da pranzo e barcolla in maniera preoccupante
dirigendosi verso il tavolo. Secondo Courtney, Catherine
avrebbe dovuto rimanere con Howie. Ma i gusti
sono gusti, come dicono tutti. Guarda il vecchio Lonard,
per esempio. Guarda Gene Minor. Oh, Dio. Piccola? Piccola?
Russell si accorge che il tavolo  praticamente vuoto,
e torna sui suoi passi.  davvero rozzo. Piccola? dice ancora,
poi corre via. Maurice scrolla il capo mentre porta via i
piatti. Courtney se ne va, sola. Sotto la tovaglia, Lonard
mette la mano sulla coscia di Bridget.
...
.
...
Miglio 139.2.
Dutch Bayou, Louisiana
Venerd 14/5/99
Ore 14,00.
...
.
...
Un'ora dopo Russell, piuttosto abbattuto, siede su uno sgabello
del bar Calliope per dare un'occhiata alle previsioni;
ne ha un bisogno tremendo. Ha bisogno delle annunciatrici,
ha bisogno del loro calore, delle loro maniere aperte,
spensierate. Sono immediatamente accessibili, a differenza
di Catherine, che  diventata cos lunatica durante questo
viaggio. E distante, almeno per Russell. Non  da lei. Di
solito durante i viaggi si rotolavano su un letto alla prima
opportunit; sembrava che i viaggi la eccitassero, e questa
 una delle ragioni per cui Russell ha accettato di partecipare
alla crociera. Da quando ha bisogno di riposare? Da
quando ha il mal di testa?
Il signor Stone occupa il solito posto all'angolo del bar,
o per meglio dire  accasciato sul marmo del bancone, con
il viso rivolto verso Russell. Il naso bitorzoluto  schiacciato
di lato contro la guancia e anche la bocca, parzialmente
aperta,  schiacciata, e sembra la bocca di un bambino. A
Russell piaceva strizzare le piccole labbra di sua figlia
Lauren finch non formavano un arco, una bocca da bambola.
Cicciottina! Cicciottina! le diceva. Lauren detestava
che lo facesse. E ora anche lei ha dei bambini cicciottelli.Il signor Stone non  in forma oggi. Ha una brutta cera,
ma l'impeccabile camicia bianca stirata e la cravatta di seta
a righe sono quasi commoventi. Fa dondolare i piedi nei
mocassini bianchi in un modo che innervosisce Russell.
Ma non sono affari suoi.
Salve, Nick, dice al barman. Alla televisione c' il baseball,
come al solito. Braves contro Cubs, quarti di finale.
Buon pomeriggio, signor Hurt! Spero che si sia goduto
la mattinata. Nick sembra davvero sincero. Quel ragazzo
ha un brillante futuro negli affari... che ci fa su questo
battello?
Niente male, dice Russell. Ma sono pronto per New
Orleans. E tu?
Nick sfoggia il suo candido sorriso. Sissignore. Pulisce
il bancone, prepara un Jack Black con ghiaccio per Russell
e glielo serve. La Belle si trova al centro del fiume e avanza
sbuffando verso sud. Su entrambe le sponde, le raffinerie
di petrolio emergono come giocattoli di latta al di l degli
alberi. Moli, cisterne, ciminiere e altre strutture intasano le
rive. Finita la natura, ora stanno percorrendo la zona del
petrolchimico. Russell ha letto qualcosa sulla diffusione
del cancro in questa parte della Louisiana, forse nel bollettino
della Johns Hopkins. Chiss quanti agenti cancerogeni
sta respirando proprio in questo momento. Il signor
Stone fa un breve sospiro. Nick osserva Smoltz che elimina
Marvin Bernard e poi si rivolge a Russell. Previsioni
del tempo, signore?
Solo per un attimo, se riesci a resistere.
Nessun problema. Nick punta il telecomando e... s!
Dannazione,  proprio Susi Sergi in un abito di maglia
nera aderente che mette in evidenza il pancione sempre pi
grosso. Non far mai strada nel mondo della meteorologia
se continua a fare figli. E come scienziata, poi, non vuole
fare la sua parte per fermare la sovrappopolazione mondiale?
Ma ovviamente Russell sa che non  veramente una
scienziata,  solo una puttanella. Eppure desidera il meglio
per lei.  interessante che le ragazze di oggi non facciano
nulla per nascondere la pancia, ma Russell fa fatica ad abituarsi.
Ricorda quelle brutte camicie a quadri che indossavano
una volta le donne incinte, con colletti, fiocchi e altre
schifezze. Facevano veramente orrore.  cos che le donne
pensavano di dover essere quando aspettavano un bambino.
Russell sa che questo atteggiamento moderno  un progresso.
Le donne non dovrebbero provare vergogna del
proprio corpo, ma nemmeno sbattertelo in faccia. Russell
immagina che sia difficile trovare una via di mezzo, come
in qualsiasi altra cosa del resto.
Oggi Susi ha puntato i capelli su entrambi i lati con dei
fermagli dorati, facendoli ricadere sulle spalle in una morbida
onda. A Russell piacciono quei fermagli, e anche gli
orecchini e la catena d'oro, deve ricordarsi di comprarne
una a Catherine. Susi gli sorride. Cos abbiamo un'altra
giornata di sole in tutto il Sud, con una lieve brezza da ovest
e qualche acquazzone isolato nel pomeriggio sul Golfo.
Sembra tutto okay, commenta Russell rivolto a Nick.
S, signore. Le spiace se giro sul baseball?
No, faccia pure. Russell sperava di vedere le previsioni
di tutta la settimana, ma non si pu sempre avere tutto.
Non si pu nemmeno volere tutto. Appena hai troppo
di quello che davvero desideri il Padreterno ti fulmina.
Meglio volare bassi, non sforzarsi troppo e non ottenere
troppo, in modo da non attirare la Sua attenzione. Tutto si
paga. La Belle of Natchez passa sotto un grande ponte autostradale.
Smoltz sta per battere su Sammy Sosa. Sosa tira
un colpo lungo verso il centro sinistra e Jones va indietro,
indietro, indietro, finch non blocca la palla con una presa
sopra la spalla. Mark Grace esce dalla panchina di buon
passo. Russell sorseggia il suo Jack Black e accarezza l'idea
di prenderne un altro, ma no, la giornata  ancora lunga, e
la notte anche. Ges. Magari anche lui farebbe meglio a
riposarsi un po'. Fare un pisolino. Poi vedr se Catherine 
dell'umore giusto. Alza lo sguardo verso la TV giusto in
tempo per vedere Mark Grace che mette a segno un gran
colpo, quando all'improvviso il signor Stone emette una
specie di sibilo, come di aria che esce da un pneumatico, e
scivola dallo sgabello accasciandosi di lato, lentamente,
molto lentamente,  tutto tremendamente lento, fino a
giacere rannicchiato a terra. Ora sembra che stia soffocando.
Tiene gli occhi chiusi. Nick prende il telefono.
Signor Stone! Russell si inginocchia accanto a lui e gli
tocca il viso, che sembra stranamente malleabile, quasi di
plastica, come se si potesse modellare in qualsiasi forma, e
si stupisce. Il viso  pallido, umidiccio. In un libretto che
ha sfogliato in sala d'aspetto prima di una visita medica,
Russell ricorda di aver letto un titolo, L'ABC della rianimazione,
ma non ricorda nient'altro. Signor Stone!
Signor Stone, mi sente? gli ripete Russell in un orecchio.
Il signor Stone non apre bocca.
Con un balzo da superman, Nick scavalca il bancone,
sposta Russell e muove il signor Stone prendendolo per le
spalle finch non  completamente disteso, gli sposta la
mascella in avanti e gli fruga in bocca. L'uomo ha un aspetto
terribile. Nick getta lontano la sua cravatta, poi si abbassa
e gli posa un orecchio sulla bocca. Strappa la bella camicia
bianca e sfrega con forza le nocche sul piccolo torace
ossuto.
Basta! Lo stai uccidendo! grida Russell.
Nick non si volta nemmeno.
Dov'?
Uno dei piloti si fa strada nel capannello che si  formato
al bar. Respiro? Battito? chiede.
Nick fa cenno di no con la testa.
A Russell viene in mente che nell'ABC della rianimazione
era citato anche battito, ma non ricorda altro.
Merda! Il pilota si strappa di dosso la giacca bianca e
la getta a terra. Spinge di lato Russell e si mette in ginocchio
accanto al signor Stone. Fa un cenno a Nick, che si
alza un attimo, si asciuga la bocca con il dorso della mano,
poi si china e abbassa il viso su quello del signor Stone, la
bocca sulla sua bocca. Cicciottella, pensa Russell. Il pilota
preme forte, con entrambe le mani, sul petto del signor
Stone. Nick respira con forza, rumorosamente, poi si volta
per sputare. Respira ancora, ancora quel rumore. Russell,
accovacciato sui talloni, trema. Pensa che non potr rialzarsi,
il suo cuore sta andando a mille all'ora, questi ragazzi
dovranno fare la stessa cosa a lui, dopo. Alza lo sguardo:
il sole brilla ancora, la TV  ancora accesa, Tyler Houston
alla battuta. Il fiume si estende, gigantesco, oltre il parapetto.
Non capisco perch debbano farlo proprio qui
davanti a tutti, dice una donna dalla voce nasale.
Ma continua, continua all'infinito, o cos sembra a
Russell: Nick e il signor Stone sono allacciati in un bacio
lungo e terribile. Continua finch un altro uomo, un tizio
dalla carnagione scura che Russell non ha mai visto prima,
arriva con un kit per le emergenze. Indossa un'uniforme
kaki, forse viene dalla sala motori. Si inginocchia, collega
una specie di monitor, e posiziona due aggeggi da cui escono
due fili neri sul petto ammaccato del signor Stone.
Okay, dice.
Nick si siede. Sta provando a rianimarlo, spiega a
Russell.
L'uomo grida Vai! Preme un bottone e il signor Stone
si contorce terribilmente, violentemente, ma non apre gli
occhi. Mio Dio, dice Russell. L'uomo sta fissando il monitor.
Merda, dice. Ci riprova altre tre volte e poi smette.
Buon lavoro, comunque, dice a Nick. Ottimo lavoro,
davvero, hai fatto tutto quello che si poteva fare. Ripone
il suo kit. Ha dita corte, tozze, ricoperte di peli neri.
Sembra quell'attore che appariva sempre alla tele, faceva il
detective, come si chiamava? Aveva quell'occhio strano...
Nick si alza e si pulisce i pantaloni. Ma Russell non sopporta
di vedere il signor Stone l per terra come una rana
in un laboratorio di biologia, cos patetico, vulnerabile. La
morte non ha dignit. Si china per abbottonargli la bella
camicia bianca. Peter Falk, gli viene in mente all'improvviso.
Peter Falk, dice, ma nessuno gli presta la minima
attenzione. Il tizio scuro di pelle stringe la mano di Nick
dicendo che mander subito qualcuno. Nick torna dietro al
bancone e ricomincia a preparare cocktail, adesso ci sono
un sacco di clienti, tutti che parlano, danno un'occhiata al
signor Stone e poi spostano di nuovo lo sguardo. Sembra
che il signor Stone stia rimpicciolendo. Diventa sempre pi
piccolo. Russell si guarda in giro. Alcune delle sedie a dondolo
vicino al parapetto sono occupate da donne immerse
nella lettura, protette dai cappelli. Un vecchio si  addormentato
e russa rumorosamente, il giornale gli  caduto ai
piedi. Altre due donne, che fumano e parlano incessantemente,
non si accorgono nemmeno che il signor Stone,
coperto da una tovaglia, viene portato via senza troppe cerimonie,
un uomo lo sorregge sotto le spalle, l'altro per i
piedi. Finalmente Russell riesce ad alzarsi. Si sente abbastanza
bene ora, anche se il cuore batte lento, con un rumore
sordo, pauroso. Nick gli sorride sopra le teste degli avventori.
Ehi, Russell, chiama. Le offro da bere! Venga, se lo
merita.
La gente si fa da parte per lasciar passare Russell. Qualcuno
gli passa uno sgabello. Nick gli porge il bicchiere.
Cos' successo? chiede una donna, quella bella donna
della Florida (Russell l'ha gi notata), e qualcun altro dice:
Ha avuto un infarto. Russell aggiunge: Una cosa terribile,
era seduto proprio qui, e poi racconta tutto. Parlarne lo
fa stare un po' meglio. Di tanto in tanto guarda il punto in
cui il signor Stone giaceva fino a pochi minuti prima, ma
adesso  scomparso, ovviamente, e non  rimasta traccia di
lui, nemmeno uno strato di umidit sul pavimento lucido
di legno chiaro, niente. Assolutamente niente. Il signor Stone
se n' andato, completamente, come se non fosse mai
esistito, e chiunque la pensi altrimenti  un pazzo. Non succede
niente dopo la morte. A Russell viene in mente un'immagine:
attraversiamo la vita come soffioni di tarassaco nel
vento, gettiamo i semi e poi ci dileguiamo, e al mondo non
importa. Il mondo non se ne accorge nemmeno. Il mondo
non c'entra niente con noi. Finalmente la folla si disperde,
i Braves vincono, e Russell ha l'opportunit di chiedere a
Nick: Era mai successa una cosa simile a bordo? Da quando
fai il barman, intendo.
Nick sorride. Oh, certo, dice. Succede di continuo.
Anche se non proprio qui, non al mio bar. Questa  la
prima volta. Ma cadono come mosche durante la crociera.
Per questo veniamo tutti addestrati alle tecniche di rianimazione
prima di essere assunti.
A Russell vengono i brividi, anche se il pensiero gli d
una certa sicurezza. Cosa faremo adesso? Ci fermiamo?
Noo. Nick scrolla il capo. Lo metteranno sotto ghiaccio
e lo terranno l. Saremo a New Orleans a mezzanotte, in
ogni caso. Lo porteranno via mentre tutti dormono.
Passa un'imbarcazione piena di belle ragazze, tutte che si
sbracciano entusiaste per salutare la Belle of Natchez. Una
bionda si slaccia il prendisole per far vedere i seni, rotondi
come mele, bianchi rispetto all'abbronzatura sul resto del
corpo. Ehi, amico, sto sognando? Hai visto anche tu?
chiede Nick. Lil suona un breve ritornello di Dixie sul calliope
mentre Russell e Nick rispondono al saluto delle ragazze.
Russell fa un po' fatica a orientarsi quando decide finalmente
di lasciare il bar Calliope e andare a vedere cosa sta
facendo Catherine. Un pisolino gli farebbe proprio bene.
O magari si sta svegliando, stiracchiandosi, i seni sollevati,
riesce a immaginarla benissimo, riposata e rosea e di buon
umore. Ma quando finalmente riesce a far girare la maledetta
chiave nella maledetta serratura, lei non c', il letto 
intatto, come se non ci avesse mai dormito, come se loro
non ci avessero mai dormito, con le tende aperte, il fiume
scuro, il cielo mutevole e le sponde frondose che passano
davanti alla finestra come in un documentario. Maledizione.
Russell si siede pesantemente sul bordo del letto,
ma non se la sente di dormire, ha paura di non svegliarsi
mai pi se si addormenta adesso. Non riesce a pensare alla
mossa successiva. Gli viene in mente il nome di quella
donna. Ritorna brancolando nel corridoio, sale la grandiosa
scalinata. Si d un'occhiata veloce nello specchio altissimo
sul pianerottolo, e rimane sconvolto. Forse dovrebbe
tornare un attimo in cabina, darsi una ripulita. Ma poi
pensa, noo... Esce, si appoggia al parapetto, il sole gli picchia
sulla testa. Ma il sole non dovrebbe essere dall'altra
parte della Belle? Oppure  lui che  impazzito? Si sente del
tutto disorientato. Il ponte sopra la sua testa, per esempio:
non ci erano gi passati sotto poco fa? Che diavolo sta succedendo?
Russell si sta dirigendo verso la cabina del pilota
quando si scontra con Pete, che scende la scaletta metallica
che porta al solarium.
Ehi, Russell, tutto bene?
Il semplice fatto che gli ponga quella domanda lo preoccupa.
Certo, s... Stringe la mano tesa di Pete, ma... che
senso ha fingere? Dietro le lenti quadrate, lo sguardo di Pete
 penetrante, curioso.
Russell si tiene al corrimano di metallo. Non ho potuto
fare a meno di notare... comincia. Voglio dire, mi
sembra che stiamo passando sotto un ponte che abbiamo
gi superato oggi. Correggimi se sbaglio.
Ma Pete gli sorride, scrollando la testa. Ci hai beccato,
dice. Bravo, amico.  la prima volta in tre o quattro
viaggi.
Cosa intendi dire?
Hai perfettamente ragione. E il ponte dell'autostrada
Luling-Destrehan che abbiamo superato prima, andando a
sud. Pete consulta l'orologio. Adesso sono le 15,40 e stiamo
risalendo a monte, andiamo a nord, nordest per essere
precisi. Verso l'ora di cena faremo un bel giro lento intorno
a una grande isola, pi o meno al miglio 135, un cambio
di rotta cos lento che nessuno se ne accorger, poi torneremo
a dirigerci verso sud. Quindi passeremo sotto quel
ponte un'altra volta mentre andiamo verso New Orleans,
sempre il pi lentamente possibile.
Russell non capisce. Ma cosa serve tutto questo rallentare
e andare avanti e indietro? Perch non andiamo direttamente
a New Orleans?
Pete getta indietro la testa e ride. Be', ci metteremmo
solo due giorni, da Memphis a New Orleans, se facessimo
cos.  per arricchire l'esperienza del fiume, amico. Non ti
senti arricchito? D una pacca sulla spalla a Russell, un
segno di solidariet tra uomini che Russell ricorda dal football.
Anche Russell ride.
Senti, continua Pete, cosa ne dici di mettere una
buona parola per me con Harriet? Sto cercando di convincerla
a rimanere per il fine settimana, cos le far vedere la
citt. Pete gli fa l'occhiolino.
Certo, promette Russell, anche se non capisce affatto
quale possa essere il misterioso fascino di Harriet. I gusti
sono gusti, come diceva sempre la madre di Catherine.
Catherine. Ma dove sar finita?
Ci vediamo dopo, amico, dice a Pete. Mi lavorer
Harriet per te, aggiunge, allontanandosi.
Russell fa tutto il giro del ponte, saluta con un cenno
parecchie persone, agita la mano verso Nick al bar Calliope,
ma non vede le ragazze. Alla fine, al terzo giro, sbircia
nel Grand Saloon dalla finestra e le vede di spalle - Catherine,
Courtney e Harriet sedute vicino alla porta in fondo
alla sala mentre un altro terribile spettacolo ha inizio sul
palco. Entra e si siede dietro di loro.
Ehi, piccola, ti ho cercato dappertutto, sta per dire,
ma Catherine lo zittisce subito. Sul palco torreggia il capitano
John Dulaney, splendente nella sua uniforme riccamente
ornata, con un sorriso da un milione di dollari. Insieme
a lui ci sono i Syncopators, elegantissimi in smoking
nero, e un tavolo rotondo con sopra un'enorme torta nuziale
fiancheggiata da candelabri accesi, nonostante fuori il
sole sia ancora alto. Il capitano fa un cenno ad Alabama
Huey, che solleva la bacchetta e i Syncopators si lanciano
nella marcia nuziale mentre dieci o dodici uomini anziani
salgono esitando sul palco, da sinistra, mentre le mogli li
raggiungono da destra. Sono tutti tirati a lustro: le donne
in abiti eleganti e gli uomini in giacca e cravatta. Gli uomini
sembrano imbarazzati, le donne stringono un bouquet.
Russell capisce finalmente di cosa si tratta. Mio Dio,
dice.
Ssst, lo zittiscono insieme le tre donne.
Il capitano Dulaney offre alla folla il suo sorriso smagliante
e alza le braccia. Io, John Dulaney, con il potere
conferitomi in qualit di capitano della Belle of Natchez, vi
dichiaro marito e moglie. Signori, baciate le vostre spose!
Segue una gigantesca sessione di baci che  davvero melensa,
tutti quei vecchietti con le loro signore. Russell si avvicina
a Catherine.
No! si ribella Catherine. Russell, dai, smettila. Queste
persone fanno sul serio. Smettila di fare lo stupido.
Ehi, devi avermi preso per un'altra persona. Sono io,
Russell, non uno stupido. Sono serio, dannazione! Dai, tesoro.
Avremmo dovuto farlo anche noi, non  vero, ragazze?
Russell lancia uno sguardo cupo a Harriet, che ridacchia
e arrossisce. Allora facciamolo. Balli con me? Sulla
pista da ballo, alcune coppie girano e volteggiano. Alcuni
sono molto impacciati, ma altri ballano meravigliosamente,
meglio di come Russell abbia mai ballato o riuscir mai a
fare. Alcuni saranno probabilmente anche mariti migliori
di lui.
Piccola? Da dietro, mette un braccio intorno alle spalle
di Catherine, goffamente. Posso avere questo ballo per
il resto della mia vita? canta, stonato.
Russell, smettila. Mi stai davvero imbarazzando adesso.
Catherine sembra parlare sul serio. Sei ubriaco. E
queste persone sono sincere.
Anch'io sono sincero. Perch nessuno mi crede quando
sono sincero? Ma Russell sa gi la risposta - perch ha
sempre preso tutto con ironia. E come il ragazzino che
invocava cos spesso aiuto per un lupo immaginario che
nessuno gli credette quando arriv quello vero.
Catherine cerca di liberarsi dalla sua presa. Ssst, gli
dice.
Okay, fanculo. Fanculo a tutto. All'improvviso  stufo.
Scusate il mio linguaggio forbito, dice a Courtney,
quella stronza, che sembra avere un bastone infilato nel culo.
Courtney guarda da un'altra parte. Russell si alza. Faresti
meglio a restare a New Orleans, tesoro, dice a Harriet,
che apre e chiude in fretta la bocca, come un uccellino,
anzi, uno scricciolo. Queste tre donne sembrano le
scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano.
Russell si ferma per prendere quattro calici in plastica di
champagne, due per mano, da Maurice, che passa con un
gigantesco vassoio d'argento in mano.
Ehi, hanno avvolto il tuo amico in un telo di plastica e
l'hanno lasciato sul ponte principale, rigido come un baccal.
Lo scaricheremo appena arrivati, come prima cosa.
Maurice scompare tra la folla.
Che amico? Di cosa parlava?  morto qualcuno? Finalmente
Catherine si alza e si rivolge a Russell.
S. Era il signor Stone, sai, quel vecchietto che era sempre
al bar. Te l'ho presentato, no?
Catherine annuisce. Si siede accanto a Russell e gli prende
un braccio. Ha davvero una brutta cera. Cos' successo?
Infarto, dice Russell. Ero proprio l, seduto al bar con
lui. Merda,  stato terribile. Tutto quello che pensi di un
infarto  vero.  tutto vero. Preciso. Tranne che  peggio di
quello che puoi immaginare. Russell la segue fuori dal
Grand Saloon. E una cosa volgare, senza un minimo di
dignit. Ti spogliano, ti appiccicano addosso delle cose, poi
altre, poi ti colpiscono... Ges.  la fine, proprio la fine
della privacy. Russell  un fanatico della privacy, detesta
avere sconosciuti in casa. Detesta persino avere gli amici in
casa. Tiene ben stretto il gomito di Catherine mentre scendono
la scalinata, poi lungo il corridoio. Catherine si ferma
davanti alla porta della loro cabina e fruga nella borsetta in
cerca della chiave. Russell le circonda la vita da dietro e
affonda il viso nei suoi capelli che profumano di limone.
Chiude gli occhi. Merda, il signor Stone  morto, piccola.
Respira a fondo, a fatica. Russell... Catherine fa per
dire qualcosa quando all'improvviso l'uccello di Russell
emerge da quella lunga, strana, paurosa giornata, si drizza
da solo per premere con insistenza contro il morbido sedere
di Catherine, fasciato dalla gonna di jeans. Freddy
Semprepronto, dice, scherzando. Una volta aveva una ragazza
che lo chiamava signor Felice. Le sue mani scivolano
sui seni di Catherine.
Russell! Catherine gli spinge via la mano e si allontana.
Va alla finestra e rimane ferma a guardare fuori. In questo
momento sono vicini a un'isola ricoperta da un fitto
bosco, con una vecchia barca incagliata sulla fangosa spiaggia
a mezzaluna. Dalla struttura curva della barca escono
delle costole di legno, sembrano ossa. Il fango sembra persino
bello da qui. Scuro, denso, argilloso. All'improvviso
Catherine sa esattamente come sarebbe prenderne una
manciata e strizzarlo tra le dita. E cos che aveva incominciato
a creare, sulle sponde della casa sul fiume, molto
tempo fa. Piccole persone e animali, alcuni reali altri no,
ciotole, piatti, una minuscola, perfetta anfora. Chiss dov'
finita. Erano solo lei e Wesley, solo loro due nella casa
sul fiume, prima che iniziasse tutto, mestruazioni crampi
ragazzi appuntamenti gravidanze nascite, tutto. Oh, Dio,
prima che Wesley se ne andasse e lei all'improvviso si ritrovasse
intorno tutte quelle persone. Mariti, figli, nipoti,
amici... chiss da dove erano arrivate tutte quelle persone.
Tesoro, dice Russell. La sta guardando. Protende le
braccia verso di lei. E ubriaco, scarmigliato, patetico. Ma
adesso ha capito. C' qualcosa che non va. Piccola, vieni
qui. Vieni qui dal tuo vecchio marito, non farei nulla che
tu non volessi, lo sai. Mentre attraversa la stanza, Catherine
ha la sensazione di essere sott'acqua, o di vivere in
un sogno. S, lasciati stringere cos. Le accarezza i capelli
folti. Piccola, cosa c' che non va? Cosa cazzo c' che
non va?
Catherine inspira a fondo e si lascia andare. Oh, Russell,
ho questo nodulo al seno, vedi, senti,  qui. L'ho scoperto
ieri, e mi sono sentita cos strana da allora... La diga
si spacca, l'acqua scorre a fiotti.
Dove? Questo? Oh, Ges, oh, Dio, hai ragione. Oh,
tesoro, piccola, amore mio. Ma perch non me l'hai detto?
Indietreggia per guardarla meglio in faccia. Catherine?
Perch non me l'hai detto subito?
Oh, non so. Forse... non volevo... non volevo rovinarti
la vacanza. Ma non  il vero motivo, e lei lo sa bene.
Oh, cazzo, non posso crederci. Mary Bernice sarebbe
fiera di te, finalmente stai diventando come lei. La mia
vacanza? La mia vacanza? Oh, Ges. Stringe Catherine tra
le braccia, dove lei, per la prima volta dopo giorni, torna a
sentirsi se stessa: questo  Russell dopotutto, il suo vecchio
amico, la sua vecchia fiamma, suo marito. Cos'aveva in
mente? Ma  tutta una questione di trattenere e lasciar
andare, no? Separarsi e tornare insieme, tenere e dare, e
cos via, funziona cos, questa  la vera storia, e non c' n
un inizio n una fine.
Troveremo i migliori medici, dice Russell. Possiamo
andare alla Mayo Clinic, a Houston, dove vuoi. Andremo
dai migliori. Ovviamente l'ironia di tutto ci non gli sfugge:
la moglie dell'ipocondriaco si ammala di cancro, la casa
del pompiere va in fiamme. Immagina che il Padreterno
lass si stia facendo una grassa risata. Testa di cazzo.
Oh, sono sicura che Birmingham andr bene, e poi
non possiamo farci niente fino a luned mattina. Ecco,
sembra che Catherine sia tornata in s, pratica e sbrigativa.
E poi potrebbe essere una ciste, oppure benigno, o... chi
lo sa? Vedremo. Comunque, qualunque cosa sia, lo fermeranno,
sono sicura. Ormai riescono quasi sempre a curare
il cancro al seno.  la prima volta che lo nomina.
Be', devono farlo. Perch io non posso vivere senza di
te, lo sai, vero, piccola?
S, dice Catherine, s, ripete, mentre lui si toglie la
maglietta e la butta sul letto. La luce del tramonto inonda
la cabina. Ora  lei che lo vuole. Lo vuole terribilmente e,
per essere ubriaco, lui se la cava bene. Poi la abbraccia forte,
intrecciando una gamba tra le sue. Questa  la sua dolce
Catherine, la donna che ama. Amici? chiede. Amici,
risponde lei, l'ultima cosa che Russell sente prima di addormentarsi
all'istante, profondamente, con la bocca aperta,
russando piano.
Catherine si drizza appoggiandosi al gomito. Spinge via
la gamba pesante di suo marito. Alza lo sguardo per vedere
il sole che lascia la sua scia infuocata sull'acqua fino al
finestrino, una scia luminosa cos larga e dritta che lei
immagina di camminarci sopra e oltrepassare l'acqua fino
a raggiungere gli alberi sull'altra sponda. Immagina il fango
e le piante rampicanti e i fiori, il profumo di caprifoglio
e di pesce in decomposizione. Sa esattamente come sarebbe,
l. Poi abbassa lo sguardo e gli carezza una guancia.
...
.
...
Miglio 128.0.
Bonnet Carr, Louisiana
Venerd 14/5/99
Ore 16,40.
...
.
...
Che seccatura - bisogna preparare i bagagli, tutti tranne
quello a mano, prima di andare a letto, e lasciarli nella hall,
quindi meglio farlo adesso, pensa Courtney, prima di cena.
E a proposito di cena, sar meglio che ricordi di fare una
foto a tutto il gruppo. Magari chieder a Bridget di scattare,
cos nella foto potr esserci anche lei. In effetti,  piuttosto
felice che questo viaggio, lo scopo del quale era passare
il week-end con Gene a New Orleans, sia quasi finito.
Estrae dal cassetto il baby-doll nuovo, esita, poi affonda il
viso nella seta verde smeraldo. Non l'ha mai indossato e
mai lo far. Pensava di star bene dopo aver preso quella
decisione, ma non  cos. D'istinto, prende il telefono e si
siede sul letto per chiamare Gene per l'ultima volta.
Ehil, risponde lui con un tono un po' da cowboy:
non si sa mai cosa stia combinando.
Gene, sono io, Courtney.
Be', eccola qui! Sembra molto pi allegro di quello
che aveva immaginato. Pensava fosse distrutto.
Cosa stai facendo? gli chiede, con un improvviso, profondo
desiderio di immaginarlo nella sua strana casa.
Oh, niente di speciale, sai com'. Ero fuori in cortile
a controllare quei due glicini. Ne ho messo uno per ogni
lato del traliccio vicino allo stagno. Per ora quello di sinistra
cresce pi velocemente, ma ho scommesso su quello di
destra.
 tipico di Gene Minor appassionarsi a cose che non
interesserebbero minimamente chiunque altro.
In effetti, prosegue con quello strano tono allegro,
virile, sono davvero felice che tu mi abbia chiamato. Stavo
per chiamarti al numero WATERCOM per lasciarti un messaggio,
dicendoti di richiamarmi.
S? Courtney sente il cuore balzarle in gola. Cos ha
cambiato idea, dopotutto! Tutto il resto non importa. E
se non riesce a cambiare di nuovo la prenotazione aerea?
Una signora non bada al prezzo. Almeno ha ancora la stanza,
dir semplicemente a Harriet che non pu usarla. Non
cercher nemmeno di darle una spiegazione, lascer che
pensi che la prenotazione  saltata per sbaglio. Non chiedere
mai scusa, non dare spiegazioni. Parla con dolcezza e otterrai
quello che vuoi. Gene, tesoro, sono cos felice che tu
abbia cambiato idea.
Ehi, tesoro, ribatte subito lui. Chi ti dice che ho
cambiato idea? Stavo solo pensando che siccome ho un biglietto
non rimborsabile e tu hai una stanza che non usi,
potrei venire comunque a New Orleans e incontrare Rosalie.
Cosa?
Rosalie. Sembra al settimo cielo. Sai, te l'ho detto,
Rosalie Hungerheart. Avevi ragione, non si chiama davvero
Hungerheart, ma Patterson. Comunque, vive ad Atlanta,
e ha accumulato un sacco di punti frequent flyer e poi
non  mai stata a New Orleans.
No! Non puoi farmi questo, canceller la prenotazione
della stanza...
Allora deciditi, piccola.  l'ultima possibilit. O si fa
come dico io o niente. Non mi interessa dove stiamo.
Incontriamoci e torna a casa con me: sarai la mia donna e
ce la spasseremo. Sai che ti ho sempre amato, da quando
ero un ragazzino.
Courtney respira a fatica. No, riesce finalmente a dire.
Che peccato, che maledetto peccato. Gene sembra
vecchio e stanco. Non ce la fai, eh?
Gene, lo sai che non  per quello, sai che devo... Ma
Courtney si sente furiosa e stupida al tempo stesso, senza
un briciolo della fermezza che aveva provato nella chiesa di
St. Francisville.
Clic.
Gene! urla nel telefono. Poi un altro clic, poi bzzz, poi
pi niente.
...
.
...
Miglio 130.2.
Killona Landing
Venerd 14/5/99
Ore 17,00.
...
.
...
Anna getta un'occhiata al suo minuscolo orologio da viaggio
ornato di pietre preziose. Oh, no, come pu essere gi
finito il pomeriggio? Dopo una settimana di ossessivo lavoro,
ha quasi terminato il suo romanzo, L'annessione della
Louisiana.
Anche se dovrebbe prepararsi per cena, soprattutto se
vuole lavarsi i capelli, non riesce a smettere di scrivere.
Scarta l'ultimo cioccolatino e se lo mette in bocca, poi
accartoccia il sacchetto di cellophane e lo getta nel cestino.
Non pu smettere adesso.
Spinta da un'improvvisa sensazione di urgenza, troppo
intensa per essere ignorata, Jade getta la penna dorata sull'enorme
scrivania di mogano di Jean St. Pierre, che balza
in piedi, facendo cadere a terra i contratti.
Cara! Cosa succede? Gli occhi azzurri, penetranti di
Jean si riempiono di preoccupazione.
Oooh, non so... ho una sensazione... Jade preme le
mani sul petto ansimante. Non riesco a spiegarlo.  una
fortissima sensazione di... di...
Vieni, tesoro. Jean le si  avvicinato rapidamente e
l'ha fatta accomodare sulla poltrona di pelle, mentre quattro
avvocati e la sua segretaria la guardano stupiti. Un bicchiere
d'acqua per la signora, per favore, grida, e la segretaria
corre a prenderlo.
Le accarezza i capelli. Jade, ti rendi conto che questi
contratti vanno firmati oggi, subito, anzi, se vogliamo il
finanziamento di quella potente ditta giapponese per sviluppare
la nostra isola...
Jean, smettila! Smettila di... accarezzarmi!
Evidentemente imbarazzato, Jean indietreggia e si ricompone.
Spesso le donne sono molto emotive in momenti
come questi, dice, rivolto a tutti i presenti.
Non sono emotiva!  solo... solo... Jade chiude gli
occhi e oscilla lievemente sulla sedia. Sente la debole melodia
di quella vecchia canzone per violino, la preferita di sua
nonna, Jole Blon, e immagina una coppia anziana che volteggia
sul pavimento spoglio di una vecchia casa di legno...
Jade si sfrega gli occhi e si rialza, stringendo al petto
la borsetta. Scusatemi, dice in fretta. Non posso firmare
subito quei contratti. Ho qualcos'altro da fare, prima. Li
firmer pi tardi. Vi prego di scusarmi. Poi, prima che
qualcuno possa fermarla, si precipita fuori, attraversa di
corsa il parcheggio e discende il pendio erboso fino al molo
dove l'elegante lancia a motore di Jean St. Pierre brilla nel
sole. Jade salta a bordo, nonostante i tacchi a spillo. Gira la
chiave e il motore inizia a rombare. Il portachiavi di Playboy
oscilla mentre la Mermaid si dirige verso la baia. Sulla
sponda, Jean St. Pierre salta su e gi come una furia, sembra
una marionetta.
Jade punta la prua dritta tra le onde e sfreccia verso l'isola.
Non pu fare a meno di notare le nuvole verdi che
sono spuntate da chiss dove, e rotolano sulla linea dell'orizzonte
a preoccupante velocit. Il sole  oscurato e si sta
alzando il vento. Le onde sciabordano contro la barca. Jade
si toglie le scarpe e afferra il timone con entrambe le mani.
Ormai  fradicia di spruzzi, la camicetta di seta bianca non
pi trasparente nell'oscurit sempre pi intensa. I lampi
squarciano il cielo. I tuoni rimbombano. La barca fende il
ventre di ondate enormi. Eppure, nonostante il tremendo
frastuono della tempesta, riesce ancora a sentire quella
melodia di violino, sempre pi chiara.
Finalmente, tra la cortina di pioggia, scorge l'isola.
Lottando con il timone, manovra la lancia nel bayou e avanza
fino alla malconcia banchina della casa di sua nonna. Ora
quella canzone le risuona nelle orecchie! Lega la barca
come meglio pu e si dirige verso la casa, inciampando e
cadendo tra le fastidiose piante rampicanti. Finalmente
raggiunge l'ampia veranda, la attraversa e spinge la vecchia
porta di cipresso.
Ma cherie! Adrian Batiste depone il violino e balza
verso di lei per coprirle il viso e la gola di baci ardenti, i
baci che Jade desiderava in segreto dalla prima volta che
aveva posato gli occhi su di lui. Persino il fragore della
tempesta che infuria fuori  attutito dalla musica crescente
- musica, musica ovunque mentre Adrian prende Jade
tra le braccia e la fa volteggiare sul vecchio pavimento di
legno.
Ecco fatto! Anna depone la penna. Si alza e si stiracchia,
rigida e indolenzita come se avesse appena fatto una maratona,
e in un certo senso  cos. Il mondo reale ritorna,
sente delle voci nel corridoio davanti alla porta. Dev'essere
ora di cena, ormai. Dovr lasciar perdere i capelli, ma non
importa, pu sempre raccoglierli. Stasera metter il vestito
con i motivi della giungla e pettini d'avorio tra i capelli,
molto Cuore di tenebra. Si sbottona la vestaglia rosa e la
getta sul letto, poi si avvicina allo specchio nel suo coordinato
di satin per raccogliere i capelli prima di un rapido
bagno.
Oh, signora Trethaway! Pensavo che fosse gi andata a
cena! Mi scusi... Il vassoio che Huckleberry teneva in
mano cade rovinosamente a terra. Oh, Dio, mi dispiace
tanto... Si inginocchia subito e incomincia a rincorrere
piattini di porcellana e posate d'argento che si sono sparpagliati
dappertutto.
Anna afferra la vestaglia e se la mette sulle spalle, ma non
prima - cos spera - che lui abbia visto i suoi seni enormi.
Ai ragazzi piacciono i seni grandi. Si stringe la vestaglia al
collo, fingendosi imbarazzata. Su, ora, alzati, puoi venire
pi tardi a raccogliere e a mettere a posto. Quando finisce
un libro si sente sempre molto sexy.
Pi tardi? Tuttavia Huckleberry si alza subito, obbediente,
come un burattino. Il rossore sotto le lentiggini 
adorabile. Ansima. In realt, ho cercato per tutta la crociera
di trovare il coraggio di parlarle, dice. Volevo davvero
parlarle, signora.
Mi chiamo Anna, risponde lei, prendendogli la mano
sudata. E anch'io volevo davvero parlare con te. Apre leggermente
la vestaglia. Raccontami tutto di te.
Il suo pomo d'Adamo trema. Ovviamente so chi  lei.
Tutti lo sappiamo. E so anche che non dovrei infastidirla.
Ma volevo dirle che... anch'io sono uno scrittore. Mi sono
appena laureato all'Universit della Florida e la mia tesi era
un romanzo di cui sto facendo ora la revisione, in modo da
poterlo proporre per la pubblicazione. Non voglio impormi,
niente del genere, ma mi chiedevo se lei non avesse un
minuto per dare un'occhiata alla mia lettera e al riassunto
della trama e magari al primo capitolo, tutto qui, solo per
vedere cosa ne pensa prima di spedire il tutto, un parere
professionale. Lo apprezzerei davvero. Huckleberry fruga
nelle tasche dell'uniforme, ha persino la busta con s, quel
furbastro! La spiana sul ginocchio.
Anna si alza. No, mi dispiace. Non posso, dice, brusca.
Il mio agente non mi permette di guardare nessun
manoscritto - o riassunto o lettera, aggiunge. Anzi, me
lo vieta severamente, pena la morte. Cos nessuno potr
mai accusarmi di aver rubato un'idea e questo succede
spesso nel mio campo, credimi. Quindi, se vuoi scusarmi,
sono... come vedi... in ritardo per la cena.
Oh, certo, oh, s, signora. Mi scusi! Anche Huckleberry
si alza, ripiegando le pagine con furia e infilandosele
di nuovo in tasca. Mi dispiace di averla disturbata.
Non mi hai disturbato affatto, sciocchino, dice Anna
dalla porta del bagno, con un sorriso smagliante. Come ha
potuto essere cos stupida, cos illusa. Potrebbe essere suo
figlio, il suo bambino... E potrai pulire quel pasticcio dopo,
quando non ci sono. Buona fortuna con il tuo lavoro,
e adesso... adiem. Muove le dita per salutarlo, chiude la
porta del bagno ricoperta dallo specchio e ci si appoggia,
lasciandosi scivolare fino a terra, dove rimane seduta come
una bambola di pezza con il pugno premuto contro la bocca.
...
.
...
Miglio 109.0.
Waggaman Light
Venerd 14/5/99
Ore 21,00.
...
.
...
Harriet entra nella sua cabina e si sfila le scarpe con i tacchi,
tastando con i piedi sotto il letto in cerca dei sandali.
Eccoli. Cos va meglio. Si avvicina allo specchio e si guarda:
indossa ancora le collane del marted grasso, tre fili
brillanti, uno rosso, uno verde e uno dorato, sul prendisole
bianco. Quell'ultima cena le  sembrata strana, molto
strana, nonostante il cibo eccellente e l'allegra atmosfera da
Marted Grasso che lo staff aveva faticosamente cercato di
creare. Anna non si era fatta nemmeno vedere, e neanche
Russell. Catherine aveva sorriso quando gli aveva chiesto di
lui. Oh, sta bene. Sta ancora riposando. Ci raggiunger
pi tardi, ne sono sicura. Catherine aveva una strana seriet
da Monna Lisa a cena, i bei capelli grigi legati sulla
nuca. Era meno ciarliera del solito, e anche Courtney sembrava
a disagio, nervosa e preoccupata. Lonard e Bridget
invece erano in gran forma, e avevano persino invitato alcuni
amici da un altro tavolo a occupare i posti di Anna e
Russell. Harriet si chiese se anche loro sapessero della
pompa di Lonard. Il nuovo invitato, Phil, era membro
del Club degli annunciatori di brindisi di McMinnville,
Tennessee, e aveva raccontato quattro orribili barzellette per
dimostrarlo. Fortunatamente la conversazione era stata
mantenuta al minimo dalla band dei Syncopators, che si era
unita a Little Bobby Blue per il gran finale suonando musica
zydeco, mentre gli aiutanti di cucina e i camerieri, tutti
in costume, ballavano tra i tavoli. Maurice era impressionante,
truccato da Pierrot. Ecco qualcuno che sapeva davvero ballare!
Ma  razzista pensarla cos, no? Oh, Dio. Harriet
non ha ancora detto a Pete se rimarr a New Orleans
o no, anche se Courtney le ha offerto quella stanza al Royal
Orleans, anche se vorrebbe, vorrebbe davvero rimanere.
Non gli ha detto nulla nemmeno della stanza. Avrebbe
fatto pressione su di lei, prendendola in giro. Laissez les
bons temps rouler, le aveva bisbigliato nell'orecchio quel
pomeriggio, sorprendendola di spalle mentre era appoggiata
al parapetto.
Oh, santo cielo! Era quasi morta di paura. I suoi baffi
ispidi le avevano solleticato il collo.
Ehi, calma, non volevo spaventarti! Le aveva messo le
mani sulle spalle, producendo l'effetto opposto.
Senti, ne parliamo subito dopo la... cerimonia, gli
aveva detto alla fine, senza riuscire a trovare una parola
migliore. Non riuscir a pensare a nient'altro finch non
sar tutto finito.
Capisco. Gli occhi azzurri dietro le lenti sembravano
acque immobili e fissavano i suoi con calma. Certo che
capisco. Le aveva toccato la mano. E, a proposito, volevo
dirti che ci sar anch'io stasera, se ti va bene. Star di
guardia in cima alle scale per impedire che qualche passeggero
venga a disturbarvi.
Oh, questo sarebbe davvero gentile. Harriet riusciva a
malapena a respirare.
Io sono gentile, aveva detto lui sorridendo. Il canino
d'oro brillava. Starai benissimo a New Orleans, fidati. 
difficile trovare un vecchio scapolo come me, per questo
vedi tutte quelle donne che viaggiano sempre insieme -
non sono rimasti molti uomini. Magari non sono un granch,
ma almeno sono vivo.
Harriet era scoppiata a ridere, e rideva tanto che lui
dovette darle qualche colpetto sulla schiena. Ora l, in
cabina, le viene da sorridere solo al pensiero. Ed  vero, 
un uomo cos gentile...  allora, cosa c' che non va in lei?
Sospira. Si toglie la collana e la lascia cadere sul letto in un
mucchietto luccicante. Una parte di lei sa gi quale sar la
risposta.
E comunque ha un sacco di cose da fare.  ora. La scatola
della FedEx aperta  l'unica cosa rimasta nella cassettiera;
tutti i suoi vestiti sono gi nelle valigie in corridoio.
La appoggia sul letto e ne estrae il contenuto: la lettera
ancora chiusa, la scatola nera di legno laccato con ornamenti
d'oro e la piccola chiave dorata. Sembra un portagioie
orientale, una cineseria. A Harriet e alle ragazze, da
Charlie, da aprire alla commemorazione di Maggie, 
scritto in inchiostro nero sulla busta bianca, con una calligrafia
decisa, scorrevole. Guarda l'orologio, si versa un bicchiere
d'acqua dalla caraffa e se lo porta alla poltrona
davanti alla finestra, insieme al resto delle poesie. C' ancora
tempo. Si mette a leggere.
...
.
...
Bourbon Street
La sposa indossa il suo vestito di lino avorio
da viaggio nel bagno delle donne.
Dice che non  mai stata
in un posto simile.
Trova orribile che Bobby l'abbia
trascinata in un posto cos
per la luna di miele.
Non so.
Potrei stare qui...
Salire su quel palo, l'altalena di velluto...
Oppure potrei diplomarmi
...
.
...
Arte folk
Sei cos carina
dicono sempre
sei cos carina
non sei fortunata?
sei cos carina
sei cos ricca
ma io sono una cagna
nel profondo
dove mi nascondo
c' un caos terribile
sembra che sia stata
presa a bastonate.
...
.
...
Vespri
La statua dietro la cattedrale
 Cristo o qualcun altro
non so, sono ubriaca
con un tizio che va a Tulane
suo padre fa il gioielliere
a Indianola, nel Mississippi
sua madre ha il cancro.
Oh, Signore
C' sempre qualcosa con questi ragazzi
Mi fa stendere
ma non per dormire
all'ombra della statua
enorme sul muro della cattedrale
un Cristo gigante o qualcosa di gigante
giaccio tra le sue braccia
sulla morbida umida erba sacra
Svendita alla casa del voodoo
...
.
...
Un noir cadeau
pour Marie Laveau
Il dono arriv da sua madre
Nata con un velo
sul viso
settima figlia di una settima figlia
che possibilit aveva?
sapeva sempre prima
sapeva sempre troppo
un piccolo serpente avvolto intorno alla gamba
le faceva compagnia.
...
.
...
Posso curare
pressione alta,
pressione bassa,
brividi e febbre.
...
.
...
Giovanni il conquistatore
 mio amico
dammi tutto quello che hai:
candele nere
cervello di manzo
peperoncini rossi
(le sue unghie, la sua biancheria)
ossa di gatto, ceneri
zampe di pollo, feci
gli far un amuleto.
...
.
...
Tesoro, non potr resistere
lo faremo
ballare, ballare, ballare
Ma una volta ho detto
Mamma, non voglio farlo
e lei, Chiudi la bocca, piccola
Fallo.
L'unica cosa da fare
 farlo.
il serpente cresceva mentre lei cresceva.
Alla fine l'ha uccisa.
...
.
...
I morti viventi
Se ti seppellissero a New Orleans,
torneresti a galla,
e galleggeresti lungo la via inondata
fino al Quarter.
Cos ti mettono in una cuccetta
di cemento
in questo enorme dormitorio
per i morti.
(Dopo ogni funerale
scopo qualcuno)
Harriet si agita sulla poltrona, balza in piedi disorientata,
ma stranamente calma e riposata. Anche se le pare
impossibile, deve essersi addormentata, almeno per qualche
minuto. Qualche volta le capita, quando  molto stressata.
Guarda l'orologio. Le 21,45. Grazie a Dio non  in
ritardo. Si lava i denti e mette il rossetto davanti allo specchio,
poi si spazzola i capelli per dar loro un po' di volume,
senza grandi risultati.  la sua storia, no? Stasi. Fetta
di vita. La voce profonda, stanca del mondo di Lucian
Delgado, le risuona nella mente: Ogni storia deve contenere
la possibilit di un cambiamento, mie care. Se non c'
la possibilit di cambiare non c' conflitto, e se non c'
conflitto non c' storia. La storia di Harriet non  affatto
una storia.
Ma  ora, no? Non  ora? Dalla finestra di Harriet il
fiume sembra brulicante di attivit, quasi congestionato,
con imbarcazioni e luci e il loro riflesso nell'acqua. Infila
nella borsetta la lettera di Charlie Mahan, fa scivolare la
tracolla sulla spalla, prende un respiro profondo e passa le
mani umide sul corpo, sulle cosce; prende la scatola cinese,
raddrizza la schiena, apre la porta ed esce nel corridoio,
zigzagando tra borse e valigie mentre avanza sulla scalinata
che conduce al ponte panoramico. Fa cenni con la testa
a varie persone, gente che ha conosciuto in crociera. Saluta
il capitano John Dulaney che se ne sta in prossimit della
zona di sbarco, un po' nascosto tra vasi di felci, una buona
occasione per fare una foto. Tutti ne approfittano, mettendosi
in coda per posare con il capitano. I flash scattano come
fuochi d'artificio. Buona sera, signore... Buona sera,
signora... Se le  piaciuto il viaggio lo dica a tutti, altrimenti
tenga la bocca chiusa! Che tipo! Fa l'occhiolino a
Harriet. Suo figlio, di appena undici anni, sta morendo di
fibrosi cistica. Harriet l'ha saputo da Pete. Il capitano non
smette mai di sorridere.
Harriet riesce finalmente a farsi strada tra la folla e arriva
all'ultima rampa di scale. Detesta quella pacchiana moquette
a fiori, le fa girare la testa. Passa in fretta davanti al
negozio di souvenir con l'enorme cartello SVENDITA, ULTIMA
OPPORTUNIT e saluta i Syncopators, elegantissimi nelle
sgargianti sari di seta, che tornano verso il Salone della ruota
a pale dove si esibiranno come Chop Suey Huey e i Won
Tons. Melinda e Suzette hanno raccolto i capelli in stretti
chignon in cima alla testa, tenuti fermi da bacchette che
spuntano in ogni direzione. Sono uno schianto con quel
rossetto vivacissimo, le guance rosate e gli occhi evidenziati
dall'eyeliner nero.
Harriet spinge la porta che d sul ponte. L'aria sembra
pi densa ora, impregnata dell'odore di olio e dalla promessa
di una pioggia rinfrescante. C' una tale umidit
che quando arriva in fondo e inizia a salire la scaletta di
metallo si sente completamente inzuppata, come se fosse
stata bagnata dagli spruzzatori per le felci. Si ferma un
attimo sul ponte per riprendere fiato prima di salire l'ultima,
piccola rampa di scale per raggiungere il solarium,
dove tutti l'aspettano, o almeno cos spera. Alzando lo
sguardo vede tantissime stelle in cielo e una macchia bianca
in cima alle scale. Il suo cuore smette di battere per un
secondo, poi ricorda:  Pete, soltanto Pete in uniforme da
Mark Twain per le ultime foto. Le tende la forte mano
squadrata, e Harriet lascia che l'aiuti a salire gli ultimi
gradini.
Ce l'hai fatta, le dice, la bocca nascosta dai grossi
baffi. Incominciavo a preoccuparmi.
Be'. Gli sorride. Adesso sono qui.
Le fa un mezzo inchino, un gesto cortese, antiquato, e
indietreggia. Harriet avanza verso Courtney, Anna, Catherine
e Russell, che hanno disposto le sedie a semicerchio.
Fa per prendere una sedia anche per s, ma Pete la precede
e mette una sedia davanti agli altri, contro il parapetto.
Grazie, dice a Pete, e Ciao, a tutti gli altri.
Ciao, dice Courtney, acida. Dove sei stata? Stavamo
per darti per dispersa.
Oh, stavano facendo delle foto e non riuscivo a farmi
strada tra la folla. Ci vuole sempre pi tempo di quello che
immagini per muoversi su questo battello.
 la maledetta verit. Russell annuisce, sorseggiando
un enorme cocktail pieno di frutta e vitamine. Indossa una
camicia hawaiana stropicciata e abbottonata male, con
enormi fiori tropicali rossi. Ha i capelli arruffati in alcuni
punti e appiattiti in altri. Dovrebbe farsi la barba. Ma
Russell e Catherine si tengono per mano, davanti a tutti,
le mani intrecciate sul tavolino di cristallo.
 quella? Courtney indica la scatoletta di lacca nera
che Harriet tiene attentamente in bilico sulle ginocchia.
Harriet annuisce. Anna prende un respiro profondo, rabbrividisce,
guarda da un'altra parte. Catherine stringe la
mano di Russell.
Avanti, allora, dice Courtney, a denti stretti.
Ma la sirena di una barca risuona sull'acqua e la Belle
risponde: brevi fischi secchi proprio sopra di loro, assordanti.
Quando smettono, a Harriet ronzano le orecchie.
Per amor di Dio! grida Anna. Non possiamo farlo da
qualche altra parte? Non possiamo farlo pi tardi?
Harriet guarda Pete, che scrolla il capo e le indica l'orologio
da polso. Non c' tempo, dice. Entreremo tra poco
a New Orleans, e ci sar troppa gente in giro. Qui va
bene Anna, davvero. Non ci vorr molto, prometto, ma
prima devo leggervi questa lettera.
Che lettera? chiede Courtney.
Charlie Mahan ha incluso una lettera, indirizzata a
tutte noi, insieme a questa. Harriet tocca la scatola che ha
in grembo, poi la mette sulla sedia accanto ed estrae dalla
borsa la lettera e gli occhiali. Proprio quando sta per appoggiarsi
allo schienale, gli altoparlanti gracchiano sopra le
loro teste e Bobby's girl esplode nell'aria umida.
Oh, diavolo! Anna balza in piedi terrorizzata, poi si
ricompone e si risiede.  semplicemente impossibile.
I wanted to be Bobby's girl, riecheggia sul ponte a tutto
volume.
Aspettate un attimo, amici, non muovetevi. Solo un
minuto, grida Pete, scomparendo sulla scaletta pi alta,
quella che conduce alla cabina di pilotaggio.
Chi sono, i Chipmunks? dice Russell, finendo il suo
cocktail.
Cosa? Courtney mette una mano a coppa vicino all'orecchio.
Ho detto, sono i maledetti Chipmunks?
Penso che siano gli Everly Brothers, grida Anna, sorprendendo
tutti. Catherine scoppia a ridere, seguita da
Harriet: cos'altro si pu fare? Harriet pensa che non riuscir
mai pi a smettere. Anna si dondola, persa nei suoi pensieri,
ma Courtney siede rigida e composta, e fissa qualcosa.
(Almeno lei sa come comportarsi!) Harriet continua a
ridere mentre Bobby's girl risuona nell'aria e una brezza
calda le solleva i capelli sulla nuca. A riva, oltre le acque
scure, le raffinerie ricamano nel cielo fili di luci bianche,
sembra Natale. Alcune vanno su e gi come le giostre. 
bellissimo quass, ma sembra terribilmente silenzioso quando
Bobby's girl s'interrompe all'improvviso con un rumore
gracchiante che fa rabbrividire, come le unghie passate sulla
lavagna.
Scusate, amici. Pete ricompare sul ponte. Ovviamente
non era previsto. Solo un piccolo stacco da Times of your
life, il programma dei vecchi successi che trasmettono di
continuo qui nel solarium. Pare che piaccia molto. Okay,
puoi continuare, adesso, dice, annuendo in direzione di
Harriet.
Harriet apre la busta, estrae la lettera, e si appoggia allo
schienale. Be', non dir niente prima. Mi limiter a leggervi
la lettera, perch  indirizzata a tutte noi. Okay.
Ecco. Tutti si sporgono un po' per sentire meglio la voce
bassa di Harriet.
5 maggio 1999
Mia cara Harriet,
prima di tutto voglio ringraziare tutte voi per aver compiuto
questo viaggio e soddisfatto l'ultimo desiderio della nostra
amata Maggie. Spero che sia stato un piacere, oltre che un dovere.
E ora vi devo confessare che la richiesta di Maggie non era
inclusa nel testamento, che  stato scritto molti anni fa. No, 
una mia idea, e vi dir esattamente come mi  venuta. Per
parecchi mesi prima della sua morte, Maggie ha ripensato al
periodo del college, e soprattutto all'avventura sul Mississippi.
Parlava spesso del viaggio e di voi, rimpiangendo di non aver
mai partecipato alle rimpatriate e di non essere rimasta in contatto,
sempre presa com'era dalle faccende di famiglia e dai lavori
nella fattoria. Cos le avevo fatto una proposta: perch non
chiami le ragazze, le dissi, e proponi di fare un viaggio insieme
su un battello a vapore? L'idea le era piaciuta molto e aveva
deciso di chiamarvi subito dopo Natale. Devo dire che era eccitatissima.
Ovviamente la tragedia ha messo fine ai suoi piani,
ma non riuscivo a dimenticare la sua eccitazione. Cos decisi di
farle fare quel viaggio, per quanto possibile. Ecco perch vi ho
fatto questa richiesta, che spero ora non consideriate disonesta,
alla luce di questa spiegazione.
Gli anni al college sono stati preziosi per Maggie, nonostante
i momenti di infelicit e le difficolt che voi tutte conoscete.
Anzi, man mano che gli anni passavano, il periodo trascorso al
Mary Scott le diventava sempre pi caro. Lo scorso autunno,
durante un momento di riflessione, mi disse che si sentiva cos
viva in quel periodo. Allora quel commento mi aveva colpito,
perch pensavo che la sua esistenza qui a El Destino fosse piena
di vita quasi fino a scoppiare: i nostri cinque figli (pi due nipotini);
la nostra fattoria, dove lei  sempre stata il mio braccio
destro, e il ruolo attivo nella nostra piccola comunit, dove era
conosciuta e amata da tutti. Mi ero subito reso conto che stava
parlando di qualcos'altro; e dopo averci riflettuto a lungo, come
potete immaginare, sono giunto alla conclusione che questo
ricordo di vitalit derivava non solo dalla naturale esuberanza
della giovent - e certo, era molto passionale, vero? Era piena di
appassionata intensit, per dirla alla Yeats, il cui volume di
poesie  al solito posto, sul comodino di Maggie - ma anche
dalle sincere amicizie che aveva stretto al Mary Scott con le altre
ragazze, e soprattutto con te, Harriet.
Ho sentito dire che le amicizie strette durante la giovent
sono pi profonde di quelle che si possono fare in seguito, e
ci credo, o almeno cos  stato per me. I ragazzini della mia
infanzia sono gli uomini su cui ora posso contare. Perch in nessun
periodo successivo siamo cos aperti, cos pronti a offrire
tutto quello che abbiamo e tutto ci che siamo, a permettere
agli altri di avere accesso alla nostra anima pi profonda. Mi
sembra che le amicizie che stringiamo in seguito siano molto
diverse. Per Maggie il viaggio in chiatta sul Mississippi era
diventato il simbolo di tutta la sua esperienza al college. Mi
rendo anche conto che Maggie avrebbe potuto continuare gli
studi e ottenere chiss quali successi accademici se avesse voluto,
ma scelse di sposare me invece di continuare su quella strada,
nonostante i miei tentativi di convincerla. Non era stata
obbligata a quella scelta. Amandola come la amavo, ho sempre
voluto dare a Maggie quello che lei voleva. Anzi, posso affermare
che ho dedicato la mia vita a questo scopo, e ne sono stato
abbondantemente ripagato. La amavo da quando era bambina.
La amavo semplicemente, dal profondo del mio cuore, e lei
lo sapeva, e sapeva che poteva contare su di me quando arrivavano
i suoi momenti difficili, che di tanto in tanto la tormentavano.
Li superavamo insieme. Forse la nostra unione ne veniva
persino rafforzata. Eravamo pi vicini che mai prima della
sua morte.
Il tragico incidente dello scorso dicembre ha rappresentato il
trauma, il dolore pi intenso della mia vita, del tutto inaspettato,
ovviamente; anzi, avevamo persino programmato un viaggio
a gennaio, e i biglietti aerei erano appena arrivati.
Cosa posso dirvi di quegli ultimi giorni? Erano pieni, come
sempre, forse anche di pi. Maggie era nel bel mezzo delle operazioni
per preparare Natale, come le chiamava lei, cio abbellire
la casa per l'arrivo dei nostri quattro figli che l'avevano
lasciata ( rimasta soltanto Merry, all'ultimo anno di scuola
superiore). Quindi i nostri cinque figli e vari loro amici avrebbero
passato le vacanze con noi. In pi, aveva programmato il
consueto pranzo del 26 a casa nostra. Gli inviti erano stati mandati
la settimana prima. Pi di una volta avevo tentato di dire a
Maggie che forse era un po' troppo faticoso, e le avevo persino
offerto di andarcene tutti insieme da qualche parte, a Sanibel
Island, tanto per cambiare, ma lei non ne volle sapere. Stava
benissimo, diceva, non stava cos bene da anni. La nuova medicina
era fantastica, niente le avrebbe fatto bene come il tradizionale
Natale in famiglia, e poi, aveva un sacco di aiuto: io
ovviamente mi assicuravo che l'avesse davvero.
Quindi, sotto la sua supervisione, la casa era stata inghirlandata
dentro e fuori, gli alberi decorati, uno in salotto, uno in
biblioteca e un magnifico cedro nella hall, alto almeno sei metri,
tutti tagliati nei nostri terreni. Maggie si occup da sola delle
scalinate e dei camini, addobbandoli con le fronde raccolte nei
nostri boschi. Era famosa per il suo tocco artistico. Lei e Princeos
sfornavano torte da giorni; quelle al rum erano allineate al
fresco sulla lastra di marmo, pronte per essere distribuite a coloro
a cui le regalava tutti gli anni: gli aiutanti, la parrucchiera, il
parroco, le ragazze della banca, il mio capomastro, una lista
sempre pi lunga di tutte le persone, non di famiglia, che toccavano
le nostre vite. Cito questi dettagli nella speranza di
dipingere un'immagine realistica della sua vita.
Il giorno della sua morte era pieno di impegni, produttivo
come tutti i giorni della sua vita. Appena sveglio avevo scoperto
che la gelata prevista era arrivata davvero, durante la notte.
La fattoria era ricoperta di ghiaccio: ogni cancellata, ogni ramo,
ogni filo d'erba era ghiacciato. Mi sono alzato, ho preparato il
caff, come al solito, e ho fatto colazione con Merry, che subito
dopo  andata a scuola con la macchina che le avevamo regalato
per i suoi diciassette anni. Maggie non faceva colazione,
come ben sapete. In quello non era cambiata. Quando ho messo
il caff sul vassoio e gliel'ho portato, il sole era alto, e aveva trasformato
la fattoria in un luccicante paesaggio da fiaba.
Ho appoggiato il vassoio sul cuscino e aperto le tende. Maggie,
le ho detto, svegliati. Maggie si  stropicciata gli occhi e
si  drizzata subito a sedere, deliziata. Oh, Bunny! ha esclamato
- mi ha sempre chiamato cos - Oh, Bunny! Guarda!
Non  meraviglioso? Ed era davvero meraviglioso. Siamo rimasti
abbracciati a lungo davanti alla finestra, ad ammirare il paesaggio
al di l della meridiana, della garsonnire, della casa di
Ruel Green e del vecchio negozio, oltre le siepi bianche lungo il
viale di alberi di pecan ghiacciati e oltre i campi luccicanti. Il
cielo era di un azzurro intenso, limpido. Avevo del lavoro da
fare, quindi feci per allontanarmi, ma lei mi trattenne.
Oh, Bunny, disse, aiutami a corservare il ricordo di questo
momento, alle dieci sar svanito. Mi sento ancora felice
quando penso che sono rimasto con lei davanti alla finestra finch
non ha dato un'occhiata all'orologio e ha lanciato un gridolino,
perch aveva programmato di andare in macchina a Jackson
per le ultime compere. Quando  uscita io ero gi in ufficio
e lei ha suonato il clacson come al solito. Vi posso assicurare che
le strade erano del tutto prive di ghiaccio a quell'ora. Non mi
sono preoccupato nemmeno un istante del fatto che dovesse
guidare. Tranne nei periodi pi critici - che ormai non capitavano
da anni - andava in macchina dappertutto e le piaceva
molto. Aveva sempre una guida molto veloce, ma ormai mi ero
abituato, ed era un'ottima guidatrice.
Ricordo di aver alzato lo sguardo dalla scrivania per guardare
la sua macchina - una Saab bianca, modello dell'anno prima
- che sfrecciava lungo il viale e scompariva dalla visuale. Avevo
visto sfrecciare anche qualcos'altro nel mio campo visivo, un
bagliore argenteo, laterale. Mi sfregai gli occhi ed era gi sparito.
Ma ci ho pensato spesso, da allora. Moltissimi dettagli ti perseguitano,
dopo eventi del genere. Il signor Green e io lavorammo
sodo fino a mezzogiorno, quando una macchina della polizia
si ferm davanti al mio ufficio. Appena vidi i due poliziotti capii.
Maggie si era fermata al piccolo ufficio postale di Sweet
Springs per ritirare la posta, poi aveva preso un caff con Rhoda
Frye, direttrice dell'ufficio e proprietaria del negozio annesso,
sua grande amica. Maggie era di ottimo umore, secondo Rhoda:
aveva fatto qualche battuta sul presidente Clinton e descritto le
nuove tende per la stanza di Melissa che doveva passare a prendere
a Jackson, oltre al ritratto che le aveva fatto Roland Hart -
quello doveva essere il mio regalo per Natale,  davanti a me
mentre scrivo. Dipinto in quello stile vagamente impressionista
per cui Hart  divenuto meritatamente famoso, raffigura
Maggie alla finestra della nostra vecchia rimessa per le carrozze,
con indosso la giacca di camoscio che avevamo comprato in
Spagna.  quasi di profilo - non si vede cosa sta guardando - e
sta ridendo. Hart l'ha colta perfettamente: la sua vivacit, quel
senso di movimento costante incorniciato dal legno scheggiato,
argenteo, dell'antica struttura. Spero che verrai a trovarci a El
Destino, Harriet, cos potrai ammirare questo meraviglioso
ritratto. Capirete che era ancora la vostra solita vecchia amica dopo tutti questi anni.
Dopo essere rimasta una ventina di minuti da Rhoda, Maggie
era risalita in macchina e aveva preso la vecchia strada per
Houma invece della 115 per la interstatale, che sarebbe stata pi
veloce ma, immagino, meno panoramica (aveva detto a Rhoda
che era una giornata perfetta per andare in giro in macchina).
La strada per Houma si snoda attraverso un bosco, poi  rialzata
sopra la palude che, come chiunque concorderebbe,  davvero
pittoresca, con i candidi alberi spogli, l'acqua scura, tutti
quegli uccelli. Poi la strada sale per quelle che noi chiamiamo le
colline rosse, prima di attraversare il fiume Houma e unirsi
alla statale una ventina di chilometri dopo.
Maggie non ha mai attraversato il fiume. Si  schiantata contro
il bordo del ponte pi o meno a centocinquanta all'ora,
rotolando gi per l'argine roccioso fino a precipitare nel fiume,
una caduta di quasi venti metri, trascinandosi dietro il guardrail
e ribaltandosi sulla roccia gigante che segna il confine della
vecchia pozza dove tutti i bambini della contea vanno a nuotare,
come facevo anch'io da bambino. Ho fatto migliaia di tuffi
da quella roccia, che  grande come una piccola casa, da cui il
nome, House Rock. Per il terribile impatto, l'auto si  capovolta
nel Black Hole, come viene chiamata la pozza, e il parabrezza
in mille pezzi ha fatto entrare l'acqua. L'auto  affondata all'istante.
Forse non l'avremmo trovata per giorni, se non fosse
stato per due ragazzini che avevano marinato la scuola per fumarsi
un po' di marijuana sulla riva del fiume, e che hanno
denunciato l'incidente.
Harriet, che altro posso dirti? Cos'altro c', oltre a questo? 
morta sul colpo, come  facile presumere. Sar stato per un tratto
ghiacciato, in ombra, sul ripido accesso al ponte? Oppure per
una fatale distrazione di Maggie, che magari si era voltata per
vedere il fiume, o un uccello in volo? Non lo sapremo mai. Non
lo sapr mai. Ma vi posso dire una cosa: nessuno ha mai amato
una donna pi di quanto io ho amato Maggie Mahan, e nessuna
donna  stata pi rimpianta. Il vuoto che ha lasciato nella
mia vita, e nella vita della comunit,  profondissimo, persino
ora che vi scrivo, cinque mesi dopo. Al suo funerale, in quella
giornata grigia, piovigginosa, c'erano cos tante persone che
molte hanno dovuto rimanere fuori, al freddo. Le sue ceneri
non sono state deposte nel cimitero della chiesa, come  consuetudine
qui, ma sparpagliate a El Destino dal signor Green e
da me, come da istruzioni testamentarie. I suoi fratelli non
hanno gradito, ma io ho soddisfatto i voleri di Maggie alla lettera,
come penso di fare anche adesso mandandovi una piccola
parte dei suoi resti.
Volevo anche farvi sapere che i nostri figli stanno bene, grazie
a Dio. Merry (Meredith Troy Mahan, la pi piccola, ovviamente)
 ancora qui con me, anche se  stata accettata al Mary
Scott, come forse saprete, per il prossimo autunno. Vi dir qualcosa
anche degli altri: Mac, Charles McFarland Mahan IV, il pi
grande, lavora nel settore dello zucchero a New Orleans e se la
cava molto bene,  sposato e ha due maschietti che Maggie adorava.
Pensava che fossero il centro del mondo, e io pure. Richie,
Richard Ballou Mahan, fa il broker ad Atlanta, si  sposato l'anno
scorso, per ora non ha bambini; Melissa (Melissa Mills
Mahan) frequenta l'Universit di Oxford e sta per laurearsi in
psicologia. Il maschio pi piccolo, Ross (John Ross Mahan), finir
il prossimo anno all'Auburn University. Ha in mente di tornare
qui e lavorare con me nella fattoria, e la cosa mi fa un enorme
piacere, perch considero questo luogo un patrimonio da
tramandare, oltre che un lavoro. Voglio anche che sappiate che
i miei figli e io abbiamo istituito una borsa di studio al Mary
Scott, in memoria di Maggie. E sai che sarai sempre la benvenuta,
Harriet, se verrai a trovarmi, in qualunque momento.
Questo vale anche per le altre ragazze. Ti prego, porgi a tutte
i miei migliori auguri e i miei pi sentiti ringraziamenti per
avermi aiutato a soddisfare i desideri di Maggie. Mi rallegra
pensarvi tutte insieme, ancora una volta sul fiume.
Con affetto
Charlie Mahan
Per almeno un minuto nessuno apre bocca. La Belle scivola
sotto il ponte Huey Long, un arco di luce sopra di
loro. Poi: Mio Dio, dice Anna,  un uomo molto in
gamba, vero? Charlie Mahan, intendo. Non ne avevo idea.
Cio,  un agricoltore... Ma devo ammettere che  una lettera
meravigliosa. Molto commovente.
La chiamava Maggie, si sorprende a dire Harriet, involontariamente.
Come se fosse un'altra, una persona diversa
da quella che conoscevamo.
Magari era diversa, dice Catherine. Ma la amava davvero,
 evidente.
Io pensavo che si fosse suicidata, e voi? chiede Courtney.
Anna annuisce. Ma ho cambiato idea. Charlie Mahan
mi ha convinto. Sembra che fosse davvero un matrimonio
perfetto.
Ma  pur sempre il punto di vista del narratore. Harriet
lo sa dai suoi corsi con gli studenti del COMEBACK!
Be', non si pu mai sapere, dice Catherine a bassa
voce. Voglio dire, chi sa com' davvero un matrimonio? O
cosa passa per la testa di una persona? Ma di sicuro non
sembra che si sia tolta la vita. Penso si sia trattato davvero
di un incidente, non vi pare?
SI, dice Courtney, decisa.
Certo, aggiunge Anna.
Sicuro. Russell si alza. Okay. Perfetto. Portiamo a termine
l'opera, adesso.
Ma Harriet non riesce ad aprire la scatola, non ci riesce
proprio. La porge a Russell che la apre con la chiave e la
rid a Harriet, che  appoggiata al parapetto.
Dobbiamo dire qualcosa, dice Courtney, che sembra
molto sicura. Non possiamo semplicemente buttarla nel
fiume senza una parola.
Perch no? chiede Russell. A me pare che Charlie
abbia detto tutto quello che c'era da dire nella lettera. 
quello che Baby voleva, da quanto dice suo marito. E poi
non ci ha dato nessuna istruzione per la cerimonia.
L'unica cosa da fare  farlo, sussurra Harriet. Baby si 
uccisa,  ovvio.
Cosa? Cos'hai detto? chiede Russell.
Niente. Harriet stringe la scatola al petto.
Almeno dobbiamo dire un Padre nostro,  il minimo,
altrimenti non lo sopporterei, dichiara Courtney.
Be', a me non interessa, dice Anna. Fate quello che
volete, qualunque cosa.
Preghiamo, allora. Courtney congiunge le mani e abbassa
il capo: Padre nostro che sei nei cieli...
Aspetta! Harriet ha quasi gridato. Aspetta. Voglio dire,
come devo farlo? Butto tutta la scatola? O la svuoto inclinandola?
O le faccio uscire poco a poco, o cosa? Da vicino,
le ceneri di Baby non sono affatto come si aspettava, per nulla
simili a una cipria, pi granulose, come la sabbia dei gatti.
Povera Harriet. Ti aiutiamo noi. Dovremmo comunque
farlo tutte, no? Voglio dire, in questa storia siamo tutte
coinvolte. Catherine si avvicina e prende una piccola
manciata di ceneri, poi Courtney e alla fine Anna, che trattiene
il fiato e distoglie lo sguardo. Quindi si allineano
contro il parapetto con Russell. Le luci di New Orleans si
levano in lontananza.
Be', guarda chi c' qui! esclama Bridget, spuntando
insieme a Lonard. Pete li ferma in cima alle scale.
Padre nostro che sei nei cieli, riattacca Courtney, sia
santificato il tuo nome. Venga il tuo regno, sia fatta la tua
volont, come in cielo cos in terra. Le loro voci vengono
portate via dal vento, ...nei secoli dei secoli. Amen.
Lanciano le ceneri in acqua. Harriet getta anche la scatola,
non si sa mai. E poi cosa ne avrebbe fatto? Scompare nel
buio, le acque sono troppo scure per vederla affondare.
Oh, mio Dio! Sta tornando indietro. Oh, no! Volteggiando,
Anna scuote la gonna mentre piccoli sbuffi di
ceneri tornano indietro come fumo, portati dal vento.
Oh, merda! Russell scoppia a ridere.
Courtney si pulisce rapidamente le mani sfregando i
palmi. Ecco fatto, dice. Ma avrebbe dovuto portarsi dietro
il Libro delle preghiere, per fare le cose nel modo migliore.
Avrebbe dovuto immaginare che Harriet non avrebbe
saputo comportarsi nel modo giusto. Un rimorchiatore
gracchia in lontananza, poi un altro, santo cielo, stanno gi
arrivando a New Orleans. E Courtney non avr nemmeno
la possibilit di vedere la citt. Domattina presto andr
dritta in aeroporto, visto che ha dato la sua costosa camera
d'albergo a quella sciocchina di Harriet. Sente la voce di
Gene che canta Heartbreak Hotel, vede il suo viso, la sua
casa, la sua stanza, il letto. Sa che non conoscer mai pi
un uomo cos innamorato dei suoi glicini. Vede la sua assurda
sveglia a forma di gatto, la cucina, il giardino selvatico,
cos diverso dal suo giardino a Magnolia Court, cos
perfettamente curato, preservato, proprio accanto al cimitero
anteguerra dove il monumento a Berry torreggia ancora
dalla sua base di marmo quadrata. Da un lato sono elencate
le opere di John Berry, architetto e statista, le sue
numerose cariche e le onorificenze guadagnate. Su due lati
sono incisi i nomi e le date dei figli, undici in tutto, quattro
morti in tenera et. Sul retro compare il nome della
moglie, Cornelia Branch Berry, le date di nascita e morte,
e questa frase leggendaria FECE QUELLO CHE POT, che a
Courtney ora sembra terribile, insopportabilmente triste,
anche se ovviamente non lo , anzi  ammirevole. E allora
perch Courtney si sente travolta da una tremenda desolazione,
l sul ponte della Belle, visto che ha sempre fatto la
cosa giusta? Chiude gli occhi, si lascia cullare dal vento e
vede il monumento a Berry, candido e puro e dritto come
una freccia che si staglia contro il cielo della sera, sopra le
lapidi e gli alberi scuri intorno. Courtney si allontana dal
parapetto mentre gli altoparlanti ricominciano a gracchiare.
E fatta, allora. Prende la macchina fotografica.
A proposito delle mie canzoni preferite... Russell bisbiglia
nell'orecchio a Catherine quando il tema di Scandalo al
sole riecheggia nell'aria. Vuoi ballare? Catherine si passa le
mani sulla gonna e gli mette la mano sulla spalla. Gli tocca
l'orecchio, i capelli, la barba, quel punto sul collo, proprio
sotto l'orecchio, dove non ha peli e la pelle  liscia come quella
di un neonato. Sopra la sua spalla guarda New Orleans che
si avvicina sempre pi con tutte le sue luci colorate.
Scusatemi! Anna sta cercando di farsi strada tra la
folla, ma ormai stanno ballando tutti, Russell e Catherine,
Lonard e Bridget, e quell'orribile coppia del Tennessee,
l'annunciatore di brindisi: ballano a un funerale! Anna 
disgustata. Nei suoi romanzi piove sempre ai funerali, o il
cielo  tenebroso e carico di nuvole, o la giornata  comunque
tetra. Tutti sono in nero. Anche se  vero che, quando
 morto Lou, lei e Robert avevano noleggiato la goletta
Wolfe, in mezzo all'oceano, avevano buttato le sue ceneri
(nell'urna d'argento, ovviamente, senza farle svolazzare in
giro, per amor di Dio). Anna aveva detto: Addio, amore
mio, mentre Robert la stringeva. Poi il sole aveva fatto
quella cosa meravigliosa che fa sempre prima di affondare
nell'oceano al largo di Key West, espandendosi dal basso,
gonfiandosi sempre pi finch la sua luce rosata non aveva
riempito il cielo illuminando tutte quelle nuvolette rigonfie,
mentre la goletta bordeggiava verso Key West. Magari
non era stata una cerimonia tradizionale, ma di sicuro commovente
e perfetta per Lou, che uomo! Sorprendendo se
stessa, Anna si ritrova a singhiozzare sul ponte in mezzo ai
ballerini.  vero che quando qualcuno muore, tutti gli altri
morti risorgono e muoiono di nuovo. Vede gli occhi scuri,
liquidi di Lou, il suo sorriso obliquo. Ehi, piccola, le
dice, vieni qui.
Ma  solo Harriet che la sta abbracciando, e Courtney
le accarezza il braccio. Pensano che stia piangendo per
Baby, che assurdit! Tutti che parlavano sempre di Baby,
mentre era lei, Anna, ad avere talento. Ha pubblicato trentaquattro
libri, tradotti in quattordici lingue. Baby non ha
mai pubblicato niente. E lui amava me, non lei. Per un terribile
istante, Anna accarezza quel pensiero: cosa sarebbe
successo se non avesse origliato alla porta del signor Gaines
quel sabato mattina di tanti anni fa? E se avesse accettato
quella borsa di studio alla Columbia e non avesse mai sposato
Kenneth Trethaway? Cosa sarebbe successo? Dubbi e
confusione la avvolgono come una nuvola nera. Non
avrebbe mai dovuto fare quel viaggio.
Anna, santo cielo, dice Courtney, imbarazzata da un
dolore cos intenso.
Ma Anna non sopporta di pensare a queste cose, e finalmente
ricorda il suo mantra: que sera, sera. Quel che  fatto
 fatto; quello che dovrebbe essere, . Tocca, vedi, annusa,
senti, gusta, prova. Sei qui, ora. Questo  il suo mantra,
come ha potuto dimenticarlo, anche solo per un attimo? si
chiede, mentre la Belle entra nel porto brulicante di attivit
passando sotto il gigantesco cartello Porto di New
Orleans. Tra le lacrime Anna vede le luci della citt che
circondano il porto su ogni lato.
Huckleberry si volta verso Francesca mentre la luce
mutevole crea chiazze d'ombra sulle lenzuola immacolate.
Stiamo entrando nel porto, dice. Oh, mio caro, non ci
rimane molto tempo allora, no? La voce roca di Francesca
sembra emergere dalla notte.
No, signora, ma grazie di tutto! Huckleberry cerca di
darsi un tono, ma le sue lentiggini sono lucide di lacrime.
Solo... solo, lo so che non  bene, ma il problema  che
io la amo davvero, signora. Ti amo. E non penso di poter
vivere senza di te.
Oh, mio piccolo tesoro. Francesca gli carezza le guance
bagnate e la fronte corrucciata. Ovvio che la pensi cos
adesso. Ma sei ancora giovane e la vita continua. Vedrai.
Amerai molte donne e un giorno incontrerai quella speciale,
che camminer con te mano nella mano per il resto
della tua vita.
Ma io voglio te! geme Huckleberry. Non posso vivere
senza di te!
Calma, calma. Non si pu, dice Francesca, con voce
gutturale. Ma alzati adesso, e vieni con me alla finestra,
guarda, stiamo entrando in citt.  la tua citt, mio giovane
amico,  il tuo mondo, tuo per sempre. Rimangono
insieme a guardare il battello che manovra lentamente per
entrare nel porto.
E tu? esclama all'improvviso Huckleberry. Dove sarai?
Ma quando si volta, Francesca  sparita. Si  dileguata
nella notte, nel passato, lasciandolo con il cuore a pezzi
ma pi saggio. E anche se la cercher per tutte le strade di
tutte le citt del mondo per il resto della sua vita, anche se
la ricorder per sempre, non la rivedr pi, mai pi.
Anna si appoggia al parapetto mentre la musica cambia,
passa ai Creedence Clearwater Revival con Bad moon
rising. Don't go around tonight, well it's bound to take your
life, there's a bad moon on the rise. Senza perdere un passo,
Russell e Catherine si staccano per un attimo e poi si lanciano
in un ballo sfrenato. Sono bravi, bravissimi. Clic.
Courtney li fotografa, poi inquadra Anna, sar interessante
se viene bene, la sagoma triste di Anna che si staglia contro
il brillante e allegro panorama. Clic. Lonard e Bridget
impegnati nella scivolata che hanno imparato alla scuola di
ballo. Anche la coppia del Tennessee sta ballando, ma
smette quasi subito, perch lui  tormentato dalla gotta.
Prende ai piedi! grida l'uomo a Pete, tra il frastuono
della musica.
Cosa? grida Pete.
La gotta! urla l'altro.
Hai ragione! commenta Russell, facendo volteggiare
sua moglie.
Harriet? Pete la chiama a gran voce. Harriet?
Ma Harriet sembra non sentire n lui n nessun altro, e
si sporge dal parapetto proprio sulla punta della prua, come
una polena, con la brezza in faccia. Courtney la fotografa
cos, di profilo, con i capelli tirati indietro dal vento,
e poi inquadra Pete, un po' distante dal resto del gruppo,
appoggiato alla scaletta che porta alla cabina di pilotaggio.
Harriet, grida.
Ma Harriet si sta librando in aria, al di sopra del ponte.
Si detesta. Perch ora ha cambiato idea e si chiede come ha
potuto essere cos egoista da presumere, anche solo per un
minuto, che le sue azioni influenzassero vite in cui la sua
presenza era solo casuale. Baby era maturata, semplicemente,
ma lei no. E ora deve rivedere la sua opinione su
Charlie, che si  dimostrato appassionato ed eloquente, e
sul matrimonio di Baby, un'ottima scelta, non un fallimento
come aveva pensato. Anche se d'altra parte, Harriet
vede ancora la morte di Baby come una scelta... Ma chi lo
sa? Chi pu mai sapere quale storia  vera? Magari sono
vere entrambe. Harriet si sente una stupida per essersi torturata
tutti quegli anni, per essersi rimproverata, punita
per la morte di Jeff e per la rovina della vita di Baby quando
magari non era stata affatto un disastro. Secondo Charlie
Mahan era stata una vita felice, piena di amore. Baby 
morta, ma almeno ha vissuto...
Magari anche la vita di Harriet sarebbe stata piena e
felice, se non si fosse sentita cos in colpa. Ma quel pensiero
le fa una tale paura che la sua mente si libra ancora pi
in alto, metri e metri al di sopra del ponte, persino al di
sopra delle ciminiere, dove pu guardare in basso e vedere
le sue amiche e Pete come piccoli giocattoli, macchinine a
ricarica, che girano e girano e girano. Vede il porto brulicante
di attivit e la citt illuminata e il fiume scuro, che si
estende fino al delta e poi raggiunge il mare. Da questa
distanza pu anche vedere che, in un certo senso, era innamorata
di Baby, e anche di Jeff, e che la morte di Jeff 
stata, in un certo senso, la sua morte.
Quello che ero
tu sei
Quello che sono
tu diventerai.
Harriet osserva le luci tremolanti della citt finch riesce
quasi a distinguere delle forme, come quelle costellazioni
tanto tempo fa - il corsage a forma di cuore di Courtney, il
cane della guerra civile di Catherine, le ossa delle dita di
Anna - e c' anche la costellazione di Jeff, Jeff che arde
nella notte. Sta morendo tra le fiamme. Ogni centimetro
del suo corpo arde, la sua bocca  un'enorme O nera verso
cui Harriet si sente inesorabilmente calamitata,  l che 
diretta da sempre,  quello che vuole. Harriet! grida Pete,
e con un gemito improvviso Harriet si volta e scende dal
cielo stellato, andando quasi a sbattere contro il fantasma
di Baby, seduta su una piccola stella a far dondolare le lunghe
gambe nude nei jeans corti.
Non fare la stupida, Harriet. Baby sta ridendo, fuma
una Salem, come faceva sempre. Quante diplomate in
inglese hanno la possibilit di farsi un Mark Twain? Faresti
meglio ad approfittarne, ragazza...
Oh, non lo farei mai, ribatte subito Harriet, ma tutte
le stelle si muovono, danzano come i fiocchi di neve nei
fermacarte di Jill tanto tempo fa, e la stella di Baby le
esplode davanti agli occhi. Clic. Fatto! esclama Courtney.
Pete circonda con un braccio la vita di Harriet. Okay,
dice Harriet. Okay. I hear hurricanes ablowing, I know
the end is coming soon. La banchina di Robin Street 
davanti a loro, il fiume nero scivola sotto la Belle. Sono
quasi arrivati. Strano, sembra che non sia passato nemmeno
un giorno da quando partirono per la prima volta, da
quando corsero su per la collina, da quando si avventurarono sul fiume come in un sogno.
...
.
...
Le altre ragazze, anche loro degne di nota.
...
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...
Ho trasportato tonnellaggi maggiori, ma mai un carico cos prezioso
Cap. Gordon S. Cartwright
...
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...
10 giugno 1965.
...
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...
Jane Gillespie Reed si  appena trasferita a casa della madre
in Three Chopt Road nel West End di Richmond, a
due soli isolati dalla scuola privata femminile che lei, la
madre e le tre figlie hanno frequentato. Jane ha sposato
Royster Reed, il suo grande amore di giovent. Le figlie
godono di ottima salute, anche se nessuna  riuscita proprio
come si aspettavano; meglio non soffermarsi troppo
su questo punto. Meglio affrontare la giornata come lei ha
sempre fatto, e come sua madre aveva sempre fatto in quella
stessa casa fino alla morte improvvisa. La madre sedeva
accanto al fuoco e Jane le stava di fronte su un'elegante
sedia con lo schienale alto; d'un tratto ebbe uno scatto violento
e rovesci il bicchiere d'acqua sul tavolino.
Portandosi la mano alla bocca, grid: Oh! e mor con gli
occhi spalancati. Qualsiasi cosa avesse visto dall'altra parte,
ne sembr sorpresa. E Jane non riesce a dimenticarlo. Sua
madre  morta da un anno, ma da quel momento Jane 
ancora turbata. Royster non le  di nessun aiuto; pensa
semplicemente che in lei stia avvenendo il cambiamento.
Nemmeno le ragazze possono aiutarla, prese come sono da
una vita piena di impegni.
Oggi Jane ha in programma di uscire in auto e di pranzare
in citt per vedere, anche se di sfuggita, Fontaine, la
figlia pi giovane, la sua preferita. Fontaine e il marito
giapponese Tommy Chiba sono proprietari di un sushi bar
molto frequentato a Shockoe Slip. Incinta di tre mesi, lei
sta alla cassa e indossa un kimono. Tommy Chiba taglia il
pesce. Fontaine ha raccontato a Jane che ogni chef ha un
suo coltello per il sushi e a nessun altro  permesso toccarlo.
Jane immagina il coltello affilato di Tommy Chiba che
affonda nel tonno e rabbrividisce. Meglio stare a casa, prepararsi
un panino con l'insalata di tonno e tirar fuori dagli
scatoloni qualche altra porcellana mentre la luce del pomeriggio
si sposta sui bei tappeti orientali di sua madre.
...
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...
Suzanne St. John, sempre indaffaratissima, divide il suo tempo tra il condominio che amministra nella piantagion e di River Road e il bell'appartamento in Chartres Street a New Orleans, dove vive sola da quando David Maynard, suo marito da sedici anni, l'ha lasciata per il personal trainer.
Avvocato immobiliarista, David  un uomo prevedibile e freddo, che non ha mai fatto trapelare il minimo indizio di volerla lasciare fino a quando non lo ha fatto davvero. Suzanne non sapeva nemmeno che avesse un personal trainer; da quel tizio comprava il vino in casse e gli piaceva il suo stufato. Adesso Susan lo pu vedere la mattina, tutte le volte che vuole, dalle vetrate della palestra Gold's Gym, dall'altra parte del parcheggio. Lo vede correre sul tapis roulant fissando il televisore appeso al muro di fronte, con lo sguardo rivolto verso l'alto come se stesse pregando.
Il solo pensiero che lui possa trovare un senso in tutta la vicenda la fa infuriare. Si sente molto sola. Suzanne e David non hanno avuto figli perch lui ne aveva gi tre dal suo primo matrimonio. I figli tornavano a casa d'estate e durante le vacanze, ma adesso non  pi in contatto con loro. Non ha neanche amici intimi. E come direttrice della River Road Corporation non pu nemmeno confidarsi con qualcuno dei suoi dipendenti. Non ha tempo di viaggiare, iscriversi ad associazioni o frequentare corsi per conoscere gente nuova, ma non vede il motivo per cui si debba sentire cos sola in questo periodo della sua vita.
Quindi, ha pensato di concentrarsi su qualcos'altro. Di nascosto, in ufficio durante il giorno o a casa a notte fonda, si  ritrovata a cliccare sui siti degli annunci personali. Perch no? Cosa c' di male? Presto ne trover uno a cui rispondere e qualcosa accadr.
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Chi avrebbe mai detto che una creatura nomade e cittadina come Ruth d'Agostino potesse un giorno stabilirsi felicemente in una fattoria sgangherata della Florida in mezzo al nulla? Ruth si alza prima dell'alba e scende lungo una strada polverosa per dar da mangiare al bestiame con tre cani che le girano intorno, e fischia un motivetto mentre il cielo si fa chiaro. L'ha sorpresa trovare nella Florida centrale questa pianura erbosa e ondulata, con qualche
albero qua e l simile a uno sbuffo di fumo. Sembra di essere in un altro Stato.
Ruth, che aveva lavorato come operatore di borsa, non si  mai sposata. L'amante che aveva da tempo era morto quattro anni prima a New York di cancro al colon. Poi un giorno, mentre pattinava a Central Park, per poco non aveva investito Lane. Avevano preso un caff insieme. Lane si trovava in citt per l'inaugurazione di una mostra e si fermava per la notte. Ruth si prese una piccola vacanza; ne aveva davvero bisogno. Tre mesi dopo tornava per prendere le sue cose e trasferirsi a Miami, dove Lane lavorava all'universit. Quando il padre di Lane mor rilevarono la sua fattoria, malgrado fossero state sconsigliate da tutti.
Ma Lane non ha mai dipinto meglio in vita sua e Ruth riesce a gestire gli affari tramite Internet. A dire il vero, potrebbe vivere ovunque. Si appoggia alla staccionata malandata e guarda sorgere il sole, rosso come un'arancia sanguigna. Pi tardi, nel pomeriggio, piover. Richiama i cani, si dirige verso il pollaio e raccoglie le uova.
Quando torna nella casa bassa con il tetto di lamiera, l'aroma del caff riempie la cucina. Ruth lascia gli zoccoli fuori dalla porta e cammina a piedi nudi sulle piastrelle di terracotta liscia verso il lavandino, dove Lane sta facendo scorrere l'acqua.
Ha chiamato Tim, dice Lane. Lucy ha iniziato il travaglio.
Quando?
Stanotte. In questo momento stanno andando all'ospedale.
Sicuramente ci richiamer pi tardi.
Ruth scuote le spalle. Tim, il figlio pi giovane di Lane, vive a Louisville. Ruth mette la terrina smaltata con le uova sul ripiano e si versa una tazza di caff. Appena siede al tavolo e apre il giornale, Lane la chiama con un tono tutto particolare; si allontana dalla finestra e porge la ciotola blu a Ruth, in modo che anche lei possa vedere: un uovo con il tuorlo doppio, acceso dello stesso rosso del sole, tutti e due perfettamente tondi e uniti. Guarda, dice Lane, con il sole tra i capelli.
...
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La Dottoressa Mimi West Worthington, 49 anni, Hobbyhorse Circle 11, Winston-Salem, N.C., e morta mercoled 12 marzo 1985 al Baptist Memorial Hospital dopo una breve malattia. Era nata il 5 aprile 1945 a Silver Spring, Maryland, da Frank ed Elizabeth West. Si era diplomata nel 1966 al Mary Scott College e aveva conseguito la specializzazione in odontoiatria all'Universit del North Carolina a Chapel Hill nel 1971. Dopo un corso post-laurea sempre nella stessa
universit, si era trasferita a Winston-Salem e aveva aperto uno studio privato presso il Forsythe Dental Care, dove esercit la professione fino al momento della morte improvvisa. Era membro della Chiesa Metodista di Grace Street, dove svolgeva molte mansioni, tra cui quella di insegnante alla Scuola Domenicale e direttrice dell'Associazione Giovanile Metodista.
Faceva parte dell'associazione studentesca Xi Psi Phi, dell'Accademia di Odontoiatria Generale e presiedeva l'Associazione Dentisti di Winston-Salem. Una delle sue maggiori soddisfazioni era fornire cure dentistiche ai bambini bisognosi presso la Forsythe Saturday Clinic, che lei stessa aveva fondato. Madre amorevole, lascia due figli, Patrick West Worthington, studente a Boulder presso l'Universit del Colorado e James Justin Worthington, residente a Boone, N.C.; una sorella, Laura Miller di Baltimora, nel Maryland; un grande amico, Michael Ridge; e moltissimi cari amici e pazienti. Le esequie si svolgeranno nella Chiesa Metodista di Grace Street sabato 15 marzo alle 14,00, seguite dalla sepoltura nel cimitero di Evergreen. Le offerte saranno devolute alla Forsythe Saturday Clinic, all'Associazione Americana contro i Tumori e alla Chiesa Metodista di Grace Street.
(Ma cosa ne  stato del suo ex-marito, neanche citato in questo ritaglio ingiallito? e del diabete del figlio maggiore?
Degli uomini che ha amato, dei libri che ha letto o del suo famoso manzo alla brace? E dei marted e gioved mattina passati a nuotare e delle partite a tennis giocate per quindici anni sempre con le stesse tre amiche? E di quella volta che lei e Michael fecero un'escursione in Arizona e la terra divenne completamente rossa mentre il sole sorgeva?)
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Gli anni trascorsi al Mary Scott rappresentano un'eccezione nella vita tranquilla di Lauren DuPree. Adesso, nel ricordarli, si stupisce, come se li avesse vissuti un'altra persona. Da bambina era timida e passava la maggior parte del tempo a casa con i genitori, amanti dei libri e di salute cagionevole. Finito il college era tornata a Mobile e l aveva sempre vissuto, prendendosi cura di loro e di Bernard, lo zio cieco che viveva nella casetta in giardino, ora completamente coperta dal glicine. Di tanto in tanto si occupava anche della sorella alcolista e per alcuni periodi degli adorati nipoti. Una vita cos ritirata potrebbe non sembrare molto interessante, ma, al contrario,  piena di gioia e d'amore. Lauren sente che siamo su questa terra per un preciso
scopo, scoprire ci che Dio ha stabilito per noi in questa vita. Nei quartieri pi poveri della citt, dove lavora da
molto tempo nel servizio pubblico come infermiera, Lauren  considerata una santa.
Ma non  proprio una santa, perch una volta ha amato appassionatamente un uomo; lui per se ne era andato in Inghilterra per laurearsi e al ritorno aveva rotto il fidanzamento. Molto tempo dopo la morte di quell'uomo, la figlia, che adesso  una giovane madre di famiglia, l'aveva incontrata per strada e le aveva detto che lui l'aveva sempre amata; il che, invece di farle piacere come era nelle intenzioni della donna, le procur un dolore feroce. Be', poco male, aveva sempre il suo lavoro e il suo cagnolino; e il disegno divino si era rivelato ancor pi nitidamente dopo la morte dei genitori.
Avevano un consistente patrimonio che ora lei sta esaurendo in donazioni alle opere di carit, a persone bisognose di sua conoscenza o a qualsiasi sconosciuto che si presenti alla sua porta in cerca di denaro. E questo nonostante il divieto dei nipoti. Nel mondo ci sono moltissime buone cause e persone in difficolt, e mai abbastanza denaro per sostenerle tutte. Pi elargisce, pi si sente piccola e leggera. Sta pianificando di donare la casa alla chiesa di
Pansy, la donna di servizio dei genitori. Verr utilizzata come centro di accoglienza per donne e bambini. A Lauren piace l'idea di avere dei bambini che corrono in cortile, di sentirli andare su e gi per le scale e lungo i ballatoi. Anche lei vivr qui, nella casetta in giardino insieme al cagnolino Smoky, occupando sempre meno spazio.
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Mi chiamo Bowen Montague e sono un'alcolista. Sono cresciuta a Belle Meade, un quartiere di Nashville, nel Tennessee.
Mio padre era un poeta, un Fuggitivo, mia madre un'aristocratica insoddisfatta: aveva aspettative irrealizzabili e ci faceva diventare tutti matti. Cos noi figli ce ne andammo di casa il prima possibile, dal liceo fino all'universit.
Nonostante ci la mia vita  stata identica alla sua; anch'io ho fatto un buon matrimonio, ho aperto un negozio di articoli da regalo e ho avuto una bambina.
Tutto questo sarebbe bastato se nostra figlia non fosse stata uccisa a vent'anni nell'estate del suo secondo anno all'universit.
Assassinata! Era scomparsa da settimane e fu ritrovata strangolata e violentata nei boschi vicino al lago Percy Priest. Un delitto mai risolto, anche se le indagini rivelarono che aveva a che fare con il mondo della droga e che lei conduceva una vita parallela di cui non eravamo a conoscenza.
Oppure s? Che cosa sapevamo e cosa no? Tutto questo mi tormentava. Sentivo che dovevo sapere pi di quello che credevo, che a un certo punto avrei ricordato
qualcosa e i conti sarebbero tornati. Vagavo in auto per le strade e guardavo i volti che incontravo chiedendomi, lui.
 lui quello? Ho conservato la sua stanza esattamente come l'aveva lasciata, anche se ci che su di lei emerse dalle indagini non aveva alcuna relazione n con la stanza n con la nostra vita. Circolarono voci terribili. Mio marito voleva trasferirsi, ma io non avrei potuto; cos se ne and senza di me. Iniziai a bere sherry, poi passai alla vodka e a un certo punto decisi di vendere il negozio. Di l a poco smisi praticamente di uscire di casa e di mangiare. Alla fine i miei genitori e mio fratello mi misero in una clinica per disintossicarmi.
Ero pelle e ossa, un cadavere. Odiavo tutti. Mi ci  voluto molto tempo per riprendermi.
In clinica incontrai Jerry Rusher, un musicista di dodici anni pi giovane di me. Jerry ha un bel sorriso; porta i capelli raccolti in una lunga coda e gli occhi si illuminano quando ti guarda. La prima volta che l'ho visto, ho pensato: Ma questo io lo conosco; il che si  rivelato esatto, anche se le nostre vite passate non avrebbero potuto essere pi diverse. Jerry da piccolo era poverissimo. Era stato eroinomane per sette anni e ne aveva passati cinque in prigione.
Adesso viviamo in un camper vicino alla casa di sua sorella, nei pressi di Columbia. Lui e sua sorella stanno formando un gruppo con dei giovani musicisti.
Tutti vogliono suonare con Jerry perch  un mito. A volte faccio la seconda voce nel gruppo. Ma perlopi cucino e mi prendo cura dei figli di sua sorella, due gemelli di dieci anni, dei diavoletti con le fossette nelle guance. I miei genitori e mio fratello non vogliono aver niente a che fare con me e sono
venuti fin qui in auto per dirmelo; non sono nemmeno scesi e non hanno rivolto la parola a Jerry. Aspettano che io rinsavisca e torni a casa. Non aspettatemi! dico loro. Adesso sono io la fuggitiva.
Ho un orto molto soleggiato vicino alla strada. Ci coltivo lattuga, fagioli, pomodori, zucche e zucchine. Le zucchine ormai sono pronte! Pi tardi preparer il pane con le zucchine, ho ritagliato la ricetta dal Tennesseean.
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Non si sa molto di Susan Alexis Hill, anche se in tutti gli Stati Uniti le mostre pi importanti ospitano le sue fotografie. Nata ad Atlanta, non aveva mai lasciato il Sud fino a quando and nel Maine con il giovane marito. A Castine si innamor della luce e di un uomo pi vecchio, un fotografo, che la prese sotto la sua ala. Si trasfer l, conducendo una vita austera alla quale si abitu senza problemi, tanto che rimase anche dopo la morte di lui. Ogni tanto insegna, spesso viaggia, con pochi bagagli. Non pensa mai al passato. Solo il mese scorso in Texas, mentre scattava foto sulle rive del Brazos vicino a Waco, qualcosa nella luce del pomeriggio, il modo in cui illuminava i vigneti e un'ansa del fiume, le fece tornare alla mente il Mississippi e il viaggio che aveva fatto anni prima.
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FINE.
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Ringraziamenti.
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In primo luogo voglio ringraziare le donne con le quali ho condiviso il vero viaggio in chiatta sul Mississippi nel 1966 - le mie compagne di classe dell'Hollins College: Allison Ames, Nancy Beckham, Anne Boyce, Virginia Clark, Vicki Derby, Margaret Hanes, Kathy Hershey, Lee Harrison, Anne Jones, Anne
MacKinney, Alice Meriwether, Mary Poe, Ann Megaro, Mimzie Speiden, Tricia Neild -, il capitano Gordon Cooper e i nostri mozzi Robert Rosebob Whitton e Jimmy Middleton. Ci siamo davvero divertite! Anche se qua e l nelle pagine di questo romanzo si possono trovare tracce di un'esperienza realmente vissuta, si tratta di pura invenzione - i fatti e i personaggi descritti sono immaginari e non intendono rappresentare persone reali.
Ma l'idea di un viaggio lungo il fiume come metafora della vita di una donna mi affascinava da anni.
Vorrei ringraziare anche il famoso scrittore e studioso Dennis Brown per le vivaci conversazioni, cos ricche di suggerimenti e informazioni, a bordo della Mississippi Queen, come anche tutto il personale della compagnia di navigazione a vapore Delta Queen.
Per i bellissimi versi, la capacit di introspezione o l'ispirazione: Stella Connell, Bland Simpson, Annie Dillard, Doris Betts, Roy Blount, Steven Burke, Jackie Seay Sergi, Nancy Demorest, Lucinda MacKethan, Joshua Seay, Buffy Morgan, Hal Crowther, Karren Peli e Dorothy Hill. Per il sostegno offerto durante la stesura del libro: Paul Ferguson e le Good Ol'Girls, Jill McCorkle, Matraca Berg e Marshall Chapman; Debbie Raines e gli studenti della Grundy High School che hanno collaborato al progetto per un libro sulla storia orale.
Grazie a Dan e Carol Mayfield per avermi ospitato a Memphis; a Clyde Edgerton per la competenza in fatto di elicotteri; al dottor Michael Ferguson, il mio consulente medico; a Callie Warner, il cui materiale iconografico, scultoreo e artistico ha trovato spazio in queste pagine; a Virginia Bullman e Lanelle Davis, che hanno ispirato due grandi personaggi femminili; e ad Anne Weaver, che per diventare un personaggio del libro ha fatto una generosa donazione all'Heart Fund.
Un ringraziamento particolare alla mia meravigliosa agente, Liz Darhansoff, una santa, che ha creduto in me e in questo libro; a Nancy Demorest e Hal Crowther per i loro inestimabili commenti; alla mia editor, Shannon Ravenel, per il buon umore, l'intuito eccezionale, il buon senso e la sensibilit artistica; e a Mona Sinquefield per la pazienza, l'abilit, l'aiuto nelle ricerche e nella preparazione del manoscritto.
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FINE.